
(METEOGIORNALE.IT) Ecco cosa emerge dalla recente analisi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.
55 ore alla settimana di superlavoro stroncano 745.000 persone ogni anno
Secondo la ricerca appena pubblicata sulla rivista Environment International, circa 745.000 persone ogni anno muoiono per il super lavoro. Per le statistiche risalenti al 2016, in effetti, il superlavoro è stata la causa diretta del decesso di 398.000 persone per ictus e di 347.000 persone per malattie cardiache.
Non solo: questo dato mostra un trend in aumento. Tra il 2000 e il 2016, il numero di decessi per malattie cardiache a causa del super lavoro è aumentato del 41,5%; per la stessa causa i decessi per ictus hanno avuto un incremento del 19%.
I fattori di rischio emersi dalla ricerca
Nello studio i maschi rappresentano il 71% dei decessi causati da super lavoro. Inoltre, il range d’età più a rischio è quella tra i 45 e i 74 anni. A livello mondiale, risulta che l’8,9% della popolazione complessiva lavora almeno 55 ore alla settimana. Geograficamente, il sud-est asiatico è l’area in cui il super lavoro (ossia un impegno lavorativo oltre le 55 ore la settimana) è più diffuso.
Le cause di un trend in ascesa
L’aumento delle ore lavorative è stato attribuito a:
La gig economy sempre più diffusa. La gig economy è un modello economico che si basa su prestazioni lavorative occasionali o temporanee in contrasto al modello basato su prestazioni lavorative più di lungo periodo.
L’incertezza economica. L’uso e la diffusione di strumenti di lavoro (come pc portatili, tablet e smartphone) che fa restare tutti connessi anche oltre il canonico orario lavorativo.
Cosa ci aspetta nei prossimi anni.
Purtroppo, la pandemia di COVID 19 non ha fatto che aumentare l’instabilità economica e ha apportato ulteriori cambiamenti nei modelli lavorativi.
Un esempio: la diffusione ormai capillare e in qualunque settore dello smart working (il cosiddetto telelavoro, o lavoro da casa) che impedisce alle persone di staccare realmente dal lavoro.
Questa è anche l’opinione del Dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS. “La pandemia di COVID-19 ha cambiato significativamente il modo in cui molte persone lavorano” ha dichiarato recentemente.
La pandemia COVID – 19 e gli scenari dei prossimi anni
Il Dott. Tedros Adhanom ha anche esaminato gli aspetti negativi del telelavoro sempre più diffuso durante l’anno appena trascorso. Inoltre, il ridimensionamento subito da molte aziende ha spinto psicologicamente i collaboratori a lavorare più a lungo “Nessun lavoro vale il rischio di ictus o malattie cardiache”, ha concluso, “I governi, i datori di lavoro e i lavoratori devono lavorare insieme per concordare limiti per proteggere la salute dei lavoratori”.
Se questa tendenza continua potrebbe causare un problema ancora più profondo per la salute a livello mondiale. Per arginare il diffondersi di modelli malsani di lavoro, i ricercatori sostengono che i governi devono introdurre, attuare e applicare politiche che vietino gli straordinari obbligatori e garantiscano limiti massimi dell’orario di lavoro.
Esiste una soluzione?
I massimi esperti sono d’accordo nell’affermare la necessità di trovare una soluzione al super lavoro.
“Lavorare 55 ore o più alla settimana è un grave pericolo per la salute”, ha spiegato la dott.ssa Maria Neira, direttore del Dipartimento per l’ambiente, i cambiamenti climatici e la salute dell’OMS. “È ora che tutti noi, governi, datori di lavoro e dipendenti siamo consapevoli che lunghe ore di lavoro possono portare a morte prematura”. (METEOGIORNALE.IT)
