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      Home » METEO dal GRANDE GELO con la NEVE prima dell’ESTATE da record 2021
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      METEO dal GRANDE GELO con la NEVE prima dell’ESTATE da record 2021

      7, 8 e 9 Aprile 2003, con un’ondata di freddo eccezionale e la neve che imbiancò persino alcune aree costiere

      Mauro Meloni
      Mauro Meloni
      Pubblicato: 13/06/2021
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      6 Min Lettura
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      nevicata
      Nevicata fuori stagione.

       

      Ne avevamo parlato in quelli che erano tempi non sospetti, così si dice. Questo articolo era stato pubblicato il 7 Aprile 2021, ed oggi ritengo sia utile fare un aggiornamento a firma di Federico De Michelis. 

       

      Mauro Meloni diceva che:

       

      I ritorni di freddo sono una prerogativa della prima parte della primavera, la stagione degli sbalzi per eccellenza. Lo stiamo sperimentando anche quest’anno. Il caldo di qualche giorno fa sta lasciando ora spazio ad una fase più prettamente invernale per l’invasione d’aria artica.

       

      Come non dargli ragione, lo vedremo nelle prossime settimane, in quanto ogni proiezione è peggiorata all’inverosimile verso il “caldo estremo”.

       

      Mauro Meloni diceva:

       

      Il freddo in qualche caso giunge molto tardivamente e possiamo citare come esempio il 2001, che vide addirittura un anticipo d’estate a fine marzo e poi il grande freddo irrompere in pieno aprile, prima nel periodo di Pasqua e poi addirittura verso fine mese, nel weekend del 21/22 aprile 2001.

       

      Non sono quindi così rari gli intensi colpi di coda invernali in pieno aprile. Quasi tutte le tardive e più intense ondate gelide d’aprile si sono verificate nelle prime due decadi del mese. Fra le situazioni di maggiore rilievo, spicca quella del 17-18 aprile 1991 con la neve al Nord.

       

      Stamattina ho osservato la linea di tendenza meteo climatica per un periodo di 15 giorni. Vi ho presentato quella dell’Aeronautica Militare Italiana (bollettino 30 giorni). E sono preoccupato per il trend che sta per iniziare, sia perché detesto le anomalie climatiche, sia perché il caldo eccessivo mi fa passare  la voglia di estate. Quella stagione che da piccolo si diceva che faceva caldo quando il termometro segnava 30°C, mentre ora è percepito tale vedo, se si toccano i 35°C.

       

      Non vi è alcun dubbio che la temperatura media globale sia aumentata, è andata su moltissimo anche in Italia, ma non uniformemente, e per altro in alcune località la salita dei termometri è quasi inspiegabile. Prendete il caso Trieste, per esempio.

      E’ poi allucinante l’aumento termico medio che si vede al Nord Italia, le grandi città d’estate sono malsane. E poi le Alpi, dove ogni anno una capatina verso i ghiacciai la faccio e vedo che ad agosto l’ambiente naturale è sempre più uno scempio. Ma non sono io a dirlo.

       

      I ragazzi di 15-18 anni che ogni anno vanno a sciare, che frequentano la montagna, sono testimoni del cambiamento climatico furioso. Li sento parlare, in particolare in un recente incontro on line, visti i tempi, dove abbiamo parlato di montagna, sono stati loro a raccontare lo scempio climatico alpino, con i ghiacciai in rapida ritirata.

       

      Ma adesso riparliamo dell’Estate 2021. Si era detto che ci sarebbe potuto essere un periodo molto caldo già in giugno, ed eccolo pronto a irrompere nel nostro Paese con violenza. Vedevo stime di temperatura massima prevista di 44°C a Foggia, e questo mi è più che sufficiente accendere il mio sensore per avviare la protezione dal caldo. Caldo eccessivo che detesto perché rovina il vivere all’aria aperta in serenità senza patire un caldo che un tempo non troppo distante da oggi non ci apparteneva.

       

      Mauro Meloni diceva:

      Resta però assolutamente di portata storica anche l’eccezionale ondata di freddo e neve del 7, 8 e 9 aprile 2003, quando l’Italia fu interessata da un’intensa irruzione artica, con le regioni centro-meridionali adriatiche che vennero addirittura imbiancate fin sulla costa.

      Le anomalie termiche in quota dal 7 al 9 aprile del 2003
      Le anomalie termiche in quota dal 7 al 9 aprile del 2003

      Per effetto di un’intensa ondata di freddo dalla Russia, la neve cadde fin sulla costa con accumulo soprattutto in Molise e Puglia, ma furono molto ingenti le nevicate anche in Appennino. Oltre a Bari e Termoli, persino città come Brindisi e Lecce furono colpite da fioccate del tutto insolite per il periodo.

       

      Quest’anno abbiamo avuto il gelo tardivo, come leggerete nel seguito, la previsione proposta da Mauro Meloni si avverò, e ne sanno qualcosa gli agricoltori. In Francia il gelo ha prodotto danni incalcolabili nel settore vitivinicolo. In Italia le colture di preziosa frutta nelle vallate alpine hanno avuto ingenti danni.

       

      E’ nevicato fuori stagione tra fasi di caldo primaverile eccessivo e precoce, e freddo tardivo invernale. Ed ecco ora che quello che era il sentore si sta concretizzando. Ma nessuno di noi ha la sfera magica, la scienza sostiene che con gli eccessi climatici avremo freddo e caldo estremi. Ed eccoli.

       

      Gelo tardivo e dannoso, non solo in Italia

      Le temperature scesero in picchiata, con gelate diffuse e tardive che causarono gravi danni al settore agricolo. Al Nord le minime raggiunsero punte fino a -5 in pianura e anche meno, complici gli ampi rasserenamenti e l’effetto dell’aria continentale.

       

      Il picco di gelo interessò gran parte dell’Europa Carpatico-Danubiana ed i Balcani (come evidente dalla mappa sopra delle anomalie termiche in quota a 850 hPa), a conferma di un grande episodio invernale. E dire che poi, poche settimane dopo, iniziava un lungo periodo caldo culminato nella rovente estate 2003.

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      TAG:aprile 2003colpi di coda invernoestate 2021gelogelo aprile 2003gelo di primaveragelo tardivoneveneve aprileneve sul mareondata di calore
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