
(METEOGIORNALE.IT) Forse non tutti lo sanno, ma il 1° marzo 2021, una moderata tempesta geomagnetica ha colpito la magnetosfera del nostro pianeta.
Andiamo ad approfondire il concetto, cercando di capire di cosa si tratta questo fenomeno che comincia al di fuori della nostra atmosfera.
Che cos’è una tempesta geomagnetica
L’evento, meglio noto come tempesta solare, si sprigiona dalla nostra stella, il Sole. Dal corpo celeste talvolta vengono diffusi quantitativi di emissioni solari molto potenti, andando a colpire la magnetosfera della Terra.
Questo fenomeno viene definito vento solare, dove un grande concentrato di particelle viene emesso dalla corona della stella. In genere ha una durata che può andare dalle 24 alle 36 ore consecutive.
Il vento può avere tante direzioni diverse, una tra queste può appunto essere talvolta la nostra casa, la Terra. L’evento può complessivamente durare dalle 24 alle 48 ore, andando a perturbare le correnti elettriche presenti nella ionosfera.
Il vento solare ha colpito la Terra
Il 1° marzo le particelle della stella hanno preso di bersaglio la Terra, entrando nella magnetosfera.
L’accademia delle scienze russa (LRSA), presso l’Istituto di Fisica, ha sfruttato il proprio laboratorio di astronomia a raggi X specializzato nell’analisi del Sole.
Dagli studi ne è emerso che il fenomeno in questione è stato di moderata entità, venendo classificata di livello G2.
Le tempeste solari sono catalogate infatti su vari gradi di importanza, partendo dal valore G1 fino a G5. Il primo gradino di questa scala può già causare alcuni disagi, come ad esempio influire sulle rotte di animali e uccelli o disturbare il corretto funzionamento degli impianti elettrici.
Quando siamo invece tra G3 e G5 si possono avere interruzioni nei sistemi di comunicazione e navigazione basati sulle onde corte, andando a squilibrare anche le correnti delle reti industriali.
Gli effetti possono essere talvolta visibili anche a occhio nudo con aurore boreali presenti a latitudini più basse del solito.
L’Ufficio nazionale statunitense per l’amministrazione oceanica e atmosferica (NOAA), ha infatti dichiarato che una tempesta solare di grado G2 è capace di palesare questo fenomeno naturale da New York fino a Idaho, aventi tra di loro una latitudine geomagnetica di 55 gradi. Sarebbe visibile persino sino a Napoli, e praticamente su quasi tutta l’Italia.
La LRAS ha subito comunicato a livello mondiale qualunque informazione sulla tempesta, pubblicando sul proprio sito web ogni aggiornamento a riguardo. La LRAS può essere assolutamente considerata una fonte più che attendibile grazie agli illustri risultati conseguiti in passato.
L’Istituto vanta infatti la scoperta dei fasci di radiazione che si infrangono nell’atmosfera per la prima volta nella storia. Inoltre, il Centro ha per primo analizzato le radiazioni a onde corte emesse dal Sole, conseguendone la qualifica di uno dei principali centri russi per lo studio dell’attività solare.
Il giorno precedente al fatto avvenuto era stato registrato un brillamento solare, appartenente alla classe C, causando di conseguenza la tempesta magnetica a cui abbiamo assistito nella giornata successiva.
Nonostante ciò, inizialmente gli scienziati avevano comunicato che le probabilità di un vento solare diretto alla Terra nel dì a venire erano molto basse, equivalenti al 10% circa, nel giorno seguente sarebbero state intorno al 25%.
Insomma, la prevedibilità di Tempeste Solari verso la Terra ci potrebbe trovare impreparati e bloccare temporaneamente le grandi comunicazioni. Per esempio, nell’ipotesi meno grave, potrebbero sparire i segnali TV, Radio e delle comunicazioni mobili. Mentre, conseguenze di maggiore rilevanza, potrebbero annientare la rete elettrica e delle comunicazioni mondiale o di ampie aree continentali. In tale circostanza avremmo una catastrofe che ai giorni d’oggi non sarebbe affrontabile, e genererebbe il caos nella popolazione, oltre milioni di vittime per mancata assistenza medica.
Un’altra tempesta si è avuta in questi giorni, e vi parleremo degli effetti e della sua potenza in un nuovo articolo. (METEOGIORNALE.IT)
