
Rottura del Vortice Polare, sรฌ o no? Domanda non banale, figuriamoci la risposta. Si sta parlando di dinamiche estremamente complesse, considerando che prendono in considerazione l’intera colonna atmosferica – dalla stratosfera alla troposfera – provate a immaginare quante variabili possono condizionarne l’andamento.
Dobbiamo perรฒ partire da un fatto assodato: il Vortice Polare si indebolirร . Anzi, si indebolirร talmente tanto che il limite verrร quasi sfiorato… Sรฌ, avete letto bene, andrร incontro a un allungamento tale che verrร quasi spezzato in due parti (split per intenderci). Detta cosรฌ sembrerebbe destinato a tenere, in realtร ancora non lo sappiamo.
Non lo sappiamo perchรฉ il range temporale da considerare รจ troppo ampio, ciรฒ vuol dire che potrebbe succedere di tutto. Quel che รจ certo รจ che anche dovesse semplicemente (si fa per dire) allungarsi e spostarsi dalla propria sede di appartenenza il risultato potrebbe essere “gelido”.
I moti antizionali potrebbero portarci il gelo russo, se non addirittura il gelo siberiano. Dove andrebbe a parare? Beh, l’Europa orientale sarebbe senz’altro il primo obbiettivo. Piรน o meno a sud, ovviamente, cambierebbe tutto. Perchรฉ dovesse spingersi a sud punterebbe il Mediterraneo, quindi anche l’Italia. Puntando a nord, invece, potrebbe scappar via verso l’Europa centro occidentale.
Ovviamente sono tutte congetture, peraltro collocabili temporalmente nella seconda decade di gennaio. Prima dovremo capire che succederร al Vortice Polare, poi potremo iniziare ad osservare il risultato di certi movimenti anche nei modelli matematici di previsione. Ma fino a quel momento dovremo limitarci (anche in questo caso si fa per dire) a osservare attentamente i vari pattern climatici e con essi i risvolti lungo tutta la colonna atmosferica.
Concludiamo dicendovi che comunque sia stiamo vivendo un primo scorcio invernale a dir poco interessante e fin tanto che il Vortice Polare manifesterร debolezza potremmo vederne delle belle.