(METEOGIORNALE.IT) Le nubi di venere potrebbero contenere esseri viventi. E’ questa la sensazionale scoperta di uno studio di scienziati astronomi pubblicato su Nature Astronomy.
Gli astronomi non hanno raccolto campioni di microbi venusiani, né hanno scattato alcuna foto. Ma con potenti telescopi, hanno rilevato una sostanza chimica – la fosfina – nella densa atmosfera di Venere. Dopo molte analisi, gli scienziati affermano che qualcosa di vivente (microrganismi) è una plausibile spiegazione come fonte della sostanza chimica.

Alcuni ricercatori mettono in dubbio questa ipotesi e suggeriscono invece che il gas potrebbe derivare da processi atmosferici o geologici inspiegabili su un pianeta che rimane misterioso. Ma la scoperta incoraggerà anche alcuni astronomi a chiedersi se l’umanità ha trascurato un pianeta che potrebbe essere stato una volta più simile alla Terra di qualsiasi altro nel nostro sistema solare.
Venere è uno degli oggetti più belli e luminosi da ammirare nel cielo, ma a uno sguardo più attento, diventa meno adorabile. Spesso chiamato gemello della Terra, Venere ha più o meno la stessa massa della Terra. Molti scienziati pensano che Venere una volta fosse ricoperto d’acqua e possedesse un’atmosfera in cui la vita come la conosciamo sarebbe potuta fiorire.
Nei primi giorni del sistema solare, la Terra non era così ospitale per gli organismi viventi di oggi. C’era vita, persino un’intera biosfera che non sopravvisse nell’ambiente ricco di ossigeno che in seguito si sviluppò. E proprio come la Terra nel tempo è diventata una casa per piante e animali, Venere è stata trasformata da qualcosa in un inferno.
Oggi, il secondo pianeta più vicino al sole ha un’atmosfera soffocata dall’anidride carbonica e temperature superficiali che hanno una media di oltre 450 gradi Celsius e una pressione alla superficie di 92 bar (92 volte la Terra).
Non è certo un posto che renda facile la visita o la ricerca, anche se ciò non significa che le persone non ci abbiano provato. I programmi spaziali hanno tentato dozzine di missioni robotiche su Venere, molte delle quali sovietiche. Ma la temperatura del pianeta scioglie il metallo in pochi minuti, distruggendo le astronavi in fase di atterraggio. Di tutti questi tentativi, solo due sono riusciti a catturare direttamente le immagini della superficie del pianeta.
Mentre il gelido Marte è attualmente obiettivo di molte missioni spaziali, Venere è oggetto di studio da parte di una sola sonda, la solitaria navicella spaziale giapponese Akatsuki. Le future missioni sul pianeta sono ancora semplici concetti. (METEOGIORNALE.IT)
