(METEOGIORNALE.IT) Prima o poi accadrà. Prima o poi l’umanità colonizzerà Marte. Ma per fare in modo che succeda ci vogliono le menti visionarie come quelle di Elon Musk, che preconizzano un futuro che forse loro stesse non vedranno mai.
Cosa accelera lo sviluppo delle tecnologie? Il bisogno e i sogni. Non siamo, al momento, nella necessità di colonizzare un altro pianeta, ma possiamo sognare di farlo. Per prevenire un bisogno futuro o semplicemente perché, da sempre, l’uomo è alla ricerca di qualcosa di nuovo da esplorare. E’ successo circa 500 anni fa, quando a seguito di Colombo è stato colonizzato un nuovo continente; succederà, probabilmente, nel prossimo futuro con un nuovo pianeta.

Se nessuno tra gli attuali governi si è posto l’obiettivo della colonizzazione di Marte, l’ha fatto invece una società privata, la SpaceX del visionario (e miliardario) Elon Musk. L’azienda, creata nel 2002, ha già sviluppato razzi e capsule per il trasporto di materiale e astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale. Nel 2020, la SpaceX, con la missione Crew Dragon Demo-2, è stata la prima compagnia privata a mandare astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Ma non basta. SpaceX sta sviluppando lo Starship, un veicolo spaziale riutilizzabile composto da un vettore di lancio e da una navicella, che potrebbe debuttare nel 2021. Ma non basta ancora, perché l’obiettivo finale è, appunto, quello di realizzare un sistema di trasporto in grado di collegare stabilmente la Terra con Marte e di iniziare la colonizzazione del Pianeta Rosso.
Ma quanto sarà economicamente sostenibile? Si ritiene che il progetto Apollo, tramite cui la NASA ha portato l’uomo sulla Luna, sia costato 280 miliardi di dollari (alla valuta odierna). La ricchezza privata di Musk è valutata attorno ai 100 miliardi di dollari, un’enormità, ma non sufficiente per la sfida che il visionario americano si propone.
La colonizzazione di Marte probabilmente non porterà un ritorno economico per almeno 100 anni. Il pianeta ha un’atmosfera rarefatta, quasi senza ossigeno, terribilmente esposta ai raggi ultravioletti, con una temperatura superficiale di circa 60 gradi sotto zero e nessuna riserva d’acqua. Almeno in una prima fase, per poter sopravvivere su Marte sarà necessario creare degli ambienti protetti e sarà estremamente difficile creare un ciclo dell’acqua. Ciò significa che Marte per molto tempo dovrà attingere risorse dalla Terra.
Ma cosa potrebbe dare in cambio? Attualmente non è noto se Marte sia in qualche modo sfruttabile dal punto di vista minerario, si pensa, invece, che possa essere attraente come meta turistica e che i viaggi marziani, di un’elite evidentemente assai benestante, potrebbero ripagare almeno in parte i costi della colonizzazione.
In un secondo momento si potrebbe tentare di modificare l’atmosfera marziana rendendola più simile a quella terrestre, pompando quei gas serra, come l’anidride carbonica, che sul nostro pianeta cominciano a essere in eccesso, o facendo esplodere bombe nucleari.
Per Musk, però, gli aspetti economici e finanziari sono secondari: quel che viene prima di tutto è l’eccitazione che l’avventura comporta. Un’avventura difficile e pericolosa: “Non è per i deboli di cuore” – ha detto Musk – “Ci sono buone possibilità che tu muoia”. (METEOGIORNALE.IT)
