In un lungo post pubblicato su Instragram, il Premier Conte conferma la volontร di presentare entro questa settimana il piano per la riapertura dell’Italia.ย
Ma non sarร , com’era facile immaginare, un “liberi tutti”. Si tratterร di un piano molto articolato, che verrร stilato sulla base di attente valutazioni scientifiche ed economiche. Come avrete avuto modo di apprendere dai mass media, a breve dovrebbe essere disponibile un’App che permetterร di tracciare i nostri spostamenti e di poter monitorare l’evoluzione di eventuali nuovi focolai (prima di tutto si spera possa aiutare a prevenirli). Un’App che sta generando non poche polemiche per tutta una serie di motivi, il piรน importante dei quali รจ sicuramente legato alle delicatissime questioni di privacy dei cittadini italiani.
Si parla di un utilizzo su base volontaria (pare che affinchรฉ sia efficace debba essere scaricata da almeno il 60% della popolazione) ma poi si sostiene che chi non l’avrร installata sul cellulare non potrร spostarsi (a questo punto, pur non essendo obbligatoria di fatto lo รจ).
Questo รจ soltanto uno degli elementi da prendere in considerazione per il ritorno alla “nuova normalitร ”. Fatto sta che nella dichiarazione dello stesso Premier si evidenzia come i cittadini siano stanchi. Giร , le problematiche sociali stanno venendo alla ribalta. S’inizia a parlare di povertร , di episodi di violenza, di disagio psicologico, di problematiche di salute derivanti dalla quarantena.
Ed allora forse รจ il caso che anche la comunitร scientifica, o il comitato d’esperti che da un mese e mezzo provano a informarci sull’evoluzione della pandemia, iniziano a pesare vantaggi e svantaggi di misure cosรฌ restrittive. Non si puรฒ andare avanti cosรฌ, questo รจ evidente. Lo รจ per l’economia, lo รจ per lo stato sociale, lo รจ per tutta un’altra serie di motivi. Motivi che, leggendo le parole del Premier, si percepiscono distintamente.
