Nel 2018 lโeruzione del vulcano Anak Krakatoa, in Indonesia, causรฒ il cedimento di una sezione di cratere e un successivo tsunami che arrivรฒ nelle coste di Sumatra e lโIsola di Giava.

Le vittime furono almeno 426, ma ci sarebbe stato un bilancio piรน tragico se lo tsunami avesse raggiunto un centro abitato mentre era ancora nelle sue condizioni iniziali.
Da uno studio pubblicato su Ocean Engineering, lo spostamento dellโacqua provocato dal materiale vulcanico presente in mare (tra i 150-180 milioni di metri cubi di roccia e ceneri), avrebbe innalzato unโonda di circa 150 metri di altezza. Se fosse arrivato in un centro abitato, avrebbe fatto molti piรน danni.
Quasi unโora dopo la sua formazione era giร alto circa 13 metri. Stando alle analisi della Brunel University London e lโUniversitร di Tokyo, quando lโonda toccรฒ terra per la prima volta, in unโisola nei pressi del vulcano, era alta soli 80 metri, nonostante il velocissimo rimpicciolimento dovuto alla gravitร dellโattrito col fondale. I ricercatori validarono le proprie ipotesi iniziali grazie a un confronto delle loro simulazioni sul tragitto dellโonda con i dati sul livello del mare che raccolsero in cinque localitร attorno al vulcano.
Fortunatamente quellโisola era disabitata. Ci fosse stata una comunitร costiera nel raggio di 5 km, lโaltezza dellโonda anomala al momento dellโimpatto sarebbe stata di almeno 50-70 metri. Nel 1883 una storia eruzione del Krakatoa generรฒ uno tsunami di 42 metri, che causรฒ 36 mila morti. Il nuovo studio sarร utile per la valutazione dei rischi e del miglioramento di piani di emergenza per questo genere di eventi.