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Esplode il vulcano filippino Taal

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Ultimamente abbiamo parlato del cosiddetto pirocumulonembo, ovvero di quel tipo di nube temporalesca (Cumulonembo) ma generate da enormi incendi o dai vulcani. Ne abbiamo parlato in occasione degli approfondimenti sui catastrofici incendi australiani, oggi riprendiamo l'argomento parlando di vulcani.

Possiamo aggiungere un'altra definizione, più scientifica, ovvero tale tipo di nube può anche essere chiamata cumulonembo calvus flammagenitus.

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Il caso odierno è decisamente spettacolare e arriva dalle Filippine, laddove nella giornata di domenica è stata registrata l'eruzione del vulcano Taal, sull'isola di Luzon. Stiamo parlando di un vulcano la cui ultima eruzione risale al lontano 1977. La distanza temèporale tra un'esplosione e l'altra, insieme alla violenza di quella attuale, rende il fenomeno ancora più significativo.

Un'altra peculiarità di questo vulcano è la sua posizione. Si trova all'interno del Lago Taal, da cui prende ovviamente il nome. Una telecamera collocata in prossimità del cratere è riuscita a catturare il momento impressionante dell'inizio dell'eruzione del 12 gennaio 2020.

È evidente che, a causa della sua posizione e della vicinanza di importanti centri abitati (non siamo distanti da Manila), il numero di sfollati è enorme.

Queste nubi, è bene ricordarlo, possono raggiungere dimensioni enormi, come in questo caso, proiettandosi alle stesse quote raggiunte dalle grandi nuvole temporalesche.

A differenza del cumulo o cumulonembo, i pirocumuli non consentono di apprezzare il cosiddetto fenomeno dell'appiattimento, caratteristica di dette nuvole di sviluppo verticale, a causa del fuoco e del fumo che si genera. Come di solito accade in tutti i pirocumulonembi vulcanici, l'attività elettrica è frenetica e si tratta di un fenomeno estremamente spettacolare al calar della notte.

Pubblicato da Ivan Gaddari

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