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In Trentino, ai piedi del Vioz

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seconda immagine articolo in trentino ai piedi del vioz Nella prima foto, la vetta del Monte Vioz vista dal sentiero che sale ai Crozzi Taviela (cliccare sull'immagine per ingrandirla), nella seconda foto la Valle della Mite vista dal sentiero 138 all'altezza del bivio per il sentiero dei Tedeschi, poco sopra al Doss dei Cembri. Foto di Giovanni Staiano.
Lunedì 3 settembre, giornata iniziata bene sotto l'aspetto meteorologico, ma in cui era atteso un significativo peggioramento da metà pomeriggio, abbiamo deciso di effettuare una gita relativamente breve, salendo ai Crozzi Taviela. Prende questo nome il tratto basso della cresta SE della Punta Taviela (via normale, costituita da rocce e sfasciumi, a questa cima di 3612 metri, una delle "13 cime" della classica traversata dal Tresero al Cevedale), in quanto vi si allineano alcune sporgenze rocciose, che si pongono a dividere la Valle della Mite dalla Val Taviela. Siamo in Trentino occidentale, naturalmente, precisamente in alta Valle di Pejo.

All'estremità occidentale della cresta dei Crozzi, quindi proprio al piede della cresta SE della Punta Taviela, si trovano, a quota 2985, purtroppo "inglobati" nel cantiere della nuova funivia, i ruderi del vecchio Rifugio Mantova (distrutto nel 1916, il "nuovo" Mantova è a quota 3535, poco sotto la vetta del Vioz), la stazione meteo della rete Meteotrentino e il cantiere della nuova funivia di Pejo 3000, i cui lavori sono attualmente fermi.

Il primo rifugio del Vioz, la montagna che domina la Val di Pejo, molto frequentata per la facilità di salita, non richiedendo né attraversamento di ghiacciai né passaggi di arrampicata, fu costruito nel 1908 dalla SAT, in una posizione più bassa rispetto all'attuale, appunto ai Crozzi Taviela. Questo primo rifugio, dedicato alla città di Mantova, fu distrutto da un incendio nel corso della prima guerra mondiale e non fu più ricostruito. Intanto gli alpinisti tedeschi della Sektion di Halle del D.u.Oe.A.V. (il CAI austro-tedesco di quei tempi), avvalendosi della guida Matteo Groaz che ne fu a lungo il gestore, avevano costruito anche loro, poco sotto la cima del Vioz, un rifugio inaugurato nel 1911. Al termine della guerra questo rifugio fu affidato alla SAT (Società Alpinisti Tridentini, la grande sezione trentina del CAI), come tutti gli altri rifugi austro-tedeschi in Trentino. Oggi il Rifugio Città di Mantova al Vioz è il più alto rifugio delle Alpi centro-orientali. Dal rifugio la vetta, 110 metri più in alto, dista non più di 20-25 minuti di cammino.

La salita ai Crozzi Taviela parte dal Doss dei Cembri, m 2300, che si raggiunge per cabinovia + seggiovia dai 1380 metri di Pejo Fonti, lungo il sentiero 138. Dopo pochi minuti si incontra a destra il bivio per il Monte Vioz, ancora pochi metri e, questa volta a sinistra, si stacca il magnifico Sentiero dei Tedeschi. Ignorato anche questo bivio, il sentiero 138 risale la Valle della Mite fino ai 2785 metri del luogo dove si trovava la stazione terminale della seggiovia che saliva dal Doss dei Cembri e fu distrutta da una valanga. Nella stessa zona sono visibili anche i resti, credo, di uno dei tronchi della teleferica che avevano costruito i militari austriaci durante la I Guerra Mondiale. Qui si lascia a destra il raccordo che si collega, un 300 metri più in alto, alla via normale al Vioz, procedendo invece a sinistra, in ambiente glaciale (si segue a lungo un dosso morenico), lungo il rio che scaturisce dalla Vedretta Saline (belle cascate).

Poco prima di giungere ai ruderi del vecchio rifugio Mantova si passa molto vicini al ghiacciaio, anche se non è semplice rendersene conto immediatamente, in quanto in gran parte esso è coperto da detriti.

In discesa abbiamo preso un sentiero, non segnato ma ben tracciato, che accorcia il percorso, evitando di passare dalla stazione terminale della vecchia seggiovia, rimanendo sempre sulla destra orografica del torrente che scaturisce dalla Vedretta Saline. Più che altro, questo percorso è tornato comodo nel pomeriggio per evitare un paio di guadi, che al mattino erano stati abbastanza comodi, ma nel pomeriggio, con il torrente gonfiato dal disgelo, sarebbero stati sicuramente più laboriosi.

Il tempo in questa giornata è stato variabile, con alternanza di sole ed annuvolamenti, questi ultimi più intensi dopo le 15. Temperatura mite, con 10°C alle 9.30 al Doss dei Cembri e 6°C ai Crozzi verso le 12.30. Il peggioramento previsto si è concretizzato con qualche ora di ritardo e solo in serata il cielo è andato coprendosi, facendo anche cadere un po' di pioggia.

Altre immagini della giornata al link http://forum.meteogiornale.it/showthread.php?t=39092.

Pubblicato da Giovanni Staiano - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it

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