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Tra il clima salubre dei Castelli Romani

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immagine articolo 864 Nella prima immagine (www.miki-reisen.de) l'Infiorata di Genzano, nella seconda veduta di Castel Gandolfo (fonte www.thais.it).
"Al mattino e alla sera" scrisse Goethe "un po' di nebbia scende su Roma, ma sui colli, ad Albano, a Castel Gandolfo, a Frascati, l'aria è sempre limpida e pura". Nel clima salubre sta molta della fama dei Colli Albani (meta preferita dai romani nelle loro gite fuori porta), la cui geografia si coglie bene dall'aereo. Sono un grande apparato vulcanico, con un ben disegnato recinto craterico, di circa 30 km di diametro, slabbrato nel lato di sudovest, dove lo demolirono le esplosioni che aprirono i crateri minori dei laghi di Albano, Nemi e Ariccia (quest'ultimo ora prosciugato). Le altezze non superano i 1000 metri (Monte Cavo quota 949 metri), e se nella parte alta centrale del complesso prevalgono querce e castagni, sui dolci pendii esterni si stendono uliveti e soprattutto vigneti, con le uve dei noti "vini dei Castelli", i bianchi Frascati, Colli Albani, Marino.

Le tredici borgate e cittadine delle pendici sono i Castelli Romani, così detti perché le famiglie nobiliari romane e i Papi vi possedevano manieri. In tempi più pacifici, ai castelli si sostituirono le ville, visto che Papi e nobili presero a villeggiare in questi luoghi, come già facevano i romani antichi (Cicerone aveva una villa a Tusculum, Domiziano la fece costruire a Castel Gandolfo).

Il nostro itinerario raggiunge Frascati da Roma per la via Tuscolana. Dopo la visita delle rovine di Tusculum prosegue per Grottaferrata, quindi per salita panoramica giunge a Rocca di Papa, deviando a Monte Cavo. Discesi dalla cima, si segue la via dei laghi, salvo la breve deviazione per Nemi, sino a Velletri. Da qui, ritornando verso Roma per la statale 7 Appia, si toccano Genzano, Ariccia e Albano Laziale. Si sale a Castel Gandolfo, quindi si compie il periplo del Lago Albano in senso antiorario, interrompendolo per la salita a Marino.

Quando nel 1191 fu distrutta Tusculum, gli abitanti ripararono "in frascata", ovvero in abitazioni di frasche, a breve distanza dal sito originario. Con i loro parchi, i giochi d'acqua e i lecci secolari, le ville patrizie del '500 e '600, eredi di quelle di Lucullo e Cicerone, eguagliano in fama il vino bianco del luogo, il più frequentato dei Castelli. La villa più nota è Villa Aldobrandini, alta sopra l'abitato, iniziata nel 1598, continuata nel secolo seguente e completata nel '700 con il monumentale ingresso. Vasto e bel parco, ricco di statue, fontane con giochi d'acqua, grotte. 5 km a sudest ecco le rovine di Tusculum, antichissima città, frequentata per villeggiatura in era imperiale, con resti dell'anfiteatro, del teatro, del Foro e della cosiddetta Villa di Tiberio.

Grottaferrata deve il suo nome a due camere sepolcrali dalle finestre ferrate, trasformate in cappella nel medioevo (appunto la "grotta ferrata"), tuttora visibile nella chiesa dell'Abbazia, che il cardinale Giuliano della Rovere, futuro Giulio II, fece cingere, verso la fine del secolo XV, di mura merlate con torrioni cilindrici e fossati a opera forse di Giuliano da Sangallo. L'Abbazia risale al 1004, quando fu fondata da San Nilo sui ruderi di una villa romana.

Rocca di Papa si stende, a quasi 700 m, sul versante nord di Monte Cavo, cui si sale ad ammirare l'ampio panorama, percorrendo la strada che passa davanti al Santuario della Madonna del Tufo. La parte alta, la più antica, del borgo è detta "quartiere dei Bavaresi" per certi soldati di Ludovico il Bavaro, lasciati a presidio, che l'avrebbero popolato. Interessante la Chiesa dell'Assunta.

Nemi, alto sul suo lago, è borgo noto per la fragole (sagra a inizio giugno) e le navi, le grandi e lussuose chiatte che Caligola mise a galleggiare sul lago, forse per le feste in onore di Diana, e che furono affondate ai tempi di Claudio. Per recuperarle nel 1928 il lago fu svuotato, ma nel 1944 andarono distrutte per eventi bellici. Interessante anche il rinascimentale Palazzo Ruspoli, sulla Piazza Centrale.

Velletri, su uno sperone del versante sud dei Colli Albani, circondata da vigneti, è caratterizzata da strette vie tortuose. Culmina nella Piazza del Comune, dove sorge il porticato Palazzo Comunale, sede di un Museo Archeologico. Interessanti anche Piazza Cairoli, dominata dalla romanica Torre del Trivio (1353), campanile di Santa Maria del Trivio, e la Cattedrale.

Genzano di Roma è famosa per la processione dell'Infiorata, lungo una strada coperta di un tappeto di fiori composti artisticamente (la domenica successiva al Corpus Domini). L'abitato scende per il pendio esterno del cratere del Lago di Nemi. In fondo alla discesa che da Genzano porta al lago, è il Museo delle Navi romane di Nemi, dove sono esposti i modelli in scala e vari oggetti delle due grandi navi, di cui abbiamo già parlato.

Ariccia sorge su uno sperone di roccia fra due vallette selvose. I Chigi vi fecero esprimere il genio barocco del Bernini, che disegnò nel 1665 il complesso di Piazza della Repubblica, ornata di due fontane, dove prospettano la chiesa barocca di Santa Maria dell'Assunzione e Palazzo Chigi, con forma di castello a quattro torri.

Albano Laziale, sul Lago di Albano, conserva testimonianze di epoca romana e medioevale. Fra le prime il Cisternone, la Porta Pretoria e i ruderi dell'Anfiteatro, nella parte alta della città, fra le seconde la chiesa di Santa Maria della Rotonda. La tradizione popolare pone qui il Sepolcro degli Orazi e Curiazi, nella maestosa costruzione a forma di parallelepipedo sormontato da coni tronchi in blocchi di tufo, che è invece il sepolcro di un ignoto personaggio, forse di era tardorepubblicana.

Castel Gandolfo, sull'orlo di ponente del cratere del Lago di Albano, è stato scelto dai pontefici come villeggiatura, già prima che Urbano VIII chiamasse Carlo Maderno a costruirvi il Palazzo Pontificio (iniziato nel 1624). Il Palazzo con i giardini e la Villa Barberini godono del diritto di extraterritorialità. La Piazza della Libertà, vasta al centro dell'abitato, ornata da una fontana del Bernini, è dominata dalla cupola di San Tommaso, anch'essa eretta dal Bernini (1661).

A Marino si trova Palazzo Colonna, storica residenza della famiglia Colonna (tra l'altro vi nacque la poetessa Vittoria Colonna, uno dei personaggi più famosi della famiglia) e oggi sede municipale. Realizzato a partire dal 1530, terminato agli inizi del '600, ingloba resti del castello medievale. Al centro di Piazza Matteotti è la seicentesca Fontana dei mori, con 4 schiavi turchi legati a una colonna a ricordo della vittoria riportata da Marcantonio Colonna nelle acque di Lepanto.

Detto dei vini, aggiungiamo che i Castelli, frequentatissimi dai romani per le grigliate all'aperto, lo sono anche per pranzare in trattorie e/o ristoranti, in un ambiente ameno e, in estate, al fresco che la città non può offrire. Ritroviamo tutti i piatti tipici della cucina della capitale, dagli spaghetti alla carbonara ai bucatini all'amatriciana, dai saltimbocca alla romana all'abbacchio (agnello) al forno o alla cacciatora, dalla coda alla vaccinara ai carciofi alla romana, dagli gnocchi alla romana (quelli di semolino) ai fagioli con le cotiche alla porchetta allo spiedo. Dolci la torta di ricotta e i maritozzi.

Pubblicato da Giovanni Staiano

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