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Un escursione a Cima Nera, una "over 3000" di fronte al Cevedale

immagine articolo un escursione a cima nera una over 3000 di fronte al cevedale
seconda immagine articolo un escursione a cima nera una over 3000 di fronte al cevedale Nella prima immagine, di Giovanni Staiano, i ghiacciai del versante est del Cevedale e del Palon de la Mare (cliccare sull'immagine per ingrandirla). Nella seconda immagine, dello stesso autore, la Forcola del Cevedale e sullo sfondo il Gran Zebrù.
Martedì 5 settembre, in una giornata fantastica dal punto di vista meteo (cielo terso, mai una nube, temperatura elevata, a tratti lieve ventilazione da nordovest), sono salito con la mia famiglia dal parcheggio sottostante la Malga Mare a Cima Nera, rocciosa ma facile cima, molto panoramica, sovrastante il Lago delle Marmotte (che quota 2704 m).

Sono oltre 1000 metri di dislivello (da 1983 a 3037), passando per il Rifugio Larcher al Cevedale (m 2608), dirimpetto ai ghiacciai, in forte regresso, che scendono dal Cevedale e dal Palon de la Mare. Siamo in alta Val di Pejo, precisamente nella Val de La Mare, percorso dal Noce Bianco, che scaturisce appunto dal ghiacciaio che scende dal Cevedale.

La Malga Mare, oggi anche ristorante, si trova una cinquantina di metri al di sopra del parcheggio, in vista di una bella cascata e, sul lato destro orografico della valle, del torrente che scaturisce dal ghiacciaio posto sul versante orientale del Monte Vioz.

Il sentiero 102 sale, oltre la Malga, con pendenza media, abbastanza regolare, in una zona ricca di acque, sbucando nel Pian Venezia, sui 2240 metri, da cui già e visibile il rifugio, posto quasi 400 metri più in alto su un crinale a oriente della vallata. L'obiettivo sembra in realtà molto vicino, ma il sentiero che porta al rifugio è piuttosto ripido e descrive qualche tornante, arrampicandosi a mezza costa sul pendio che sovrasta il Pian Venezia, per cui la marcia si rivela piuttosto faticosa, specie per chi, come è accaduto a noi, sale sotto un sole cocente.

Raggiunto finalmente il rifugio, si lascia il sentiero 102 (che prosegue per la Forcola del Cevedale, a quota 3032, da cui inizia la via normale alla montagna), salendo verso destra, attingendo così in breve al bel Lago delle Marmotte, da cui una camminata di 45 minuti permette di raggiungere la vetta di Cima Nera, dove si trovano resti di postazioni austriache della Prima Guerra Mondiale. Bellissimo il panorama, che a occidente spazia sui ghiacciai del Cevedale, del Palon e del Vioz e a sud si allarga, oltre i laghi Marmotte, Lungo e Careser, fino alle Dolomiti di Brenta. A est la vista è più limitata, "sbarrata" dagli oltre 3300 della vicina Cima Marmotta, così a nord, dove tuttavia al di la della Forcola si vede uno spicchio del ghiacciaio che dal Cevedale scende verso la Val Martello e la slanciata piramide del Gran Zebrù.

In discesa siamo passati, seguendo un altro percorso, per il Lago Lungo (m 2553), ritornando sul percorso della salita all'altezza del Pian Venezia.

Dicevo del caldo: 17°C in vetta alle 13.30, 19°C al rifugio alle 12. Non abbiamo incontrato neppure una chiazzetta di neve, neppure nei punti più riparati. I torrenti che uscivano dai ghiacciai "muggivano" già in mattinata, nel pomeriggio poi il rumore dell'acqua era diventato assordante.

L'osservazione delle immagini del ghiacciaio che scende dai versanti orientali del Palon de la Mare e del Cevedale, scattate a fine agosto 2001 e lo scorso 5 settembre evidenzia un ritiro davvero notevole. Ho avuto anche occasione di vedere immagini di poco più di venti anni fa che mostrano una realtà completamente diversa, con per esempio il dosso roccioso che ora è visibile a destra, per chi guarda dal rifugio, quasi completamente coperto dal ghiaccio.

Immagini della giornata su http://forum.meteogiornale.it/showthread.php?t=23224.

Pubblicato da Giovanni Staiano

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