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Meteo di Febbraio: le TEMPESTE di GELO e NEVE perfette

In questi giorni si parla sempre più spesso delle linee di tendenza meteo del fine inverno, con focus che puntano l'attenzione verso il mese di febbraio, ultimo della stagione invernale meteorologica, in quanto dal 1° marzo saremo in primavera. Questa, lo rammentiamo, è fissata per convenzione internazionale tre settimane circa prima di quella astronomica.

immagine 1 articolo meteo di febbraio le tempeste di gelo e neve Tempesta di neve, credit foto Shutterstock.

Abbiamo voluto conoscere linee di tendenza di febbraio, abbiamo espresso già vari editoriali, sottolineando che i modelli matematici a lunghissimo termine prospettano un periodo parecchio più instabile rispetto al gennaio, ma anche più freddo.
Ma per curiosità abbiamo osservato che cosa avvenne nel passato, non solo in epoche distanti come il gennaio 1956, ma anche il più recente del 2012, quando l'Italia fu investita da fortissime ondate di gelo provenienti dalla Russia siberiana.

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Il gennaio 1956 e quello del 2012 ebbero la peculiarità di essere contraddistinti da temperatura superiore alla media del periodo.

Sovente l'alta pressione interessava l'Italia. Nel 1956, proprio in questi giorni di gennaio, l'Italia era interessata dall'alta pressione. Ma non solo l'anticiclone prevalse per quasi tutto il finire di gennaio. Nulla all'epoca faceva presagire che ci sarebbe stata un'ondata di gelo terribile sull'Italia come fu quella del 1956.

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All'epoca non c'erano i Meteosat che rilevavano la temperatura nella stratosfera, non c'erano frequenti radiosondaggi per analizzare l'atmosfera, non c'erano i modelli matematici come ai nostri tempi.
In teoria, ai giorni d'oggi la previsione meteo sul lungo termine appare più semplice da ottenere rispetto al passato. Ma da un anno circa a questa parte, qualcosa sfugge a gran parte dei modelli matematici che ci prospettano proiezioni a una settimana o al massimo due, per non parlare delle proiezioni anche a brevissimo termine su scala limitata.

Insomma c'è qualcosa che non va, la qualità delle previsioni meteo è abbastanza buona, ma perché è ottenuta attraverso l'interpolazione di numerosi dati provenienti da più modelli matematici, i quali però tracciano linee di tendenza che cambiano continuamente, anche sul breve termine. Il problema è l'efficienza di previsione che è diminuita, a fronte di importanti up-rade eseguiti dai principali centri meteo mondiali. E di ciò se ne parla specie negli USA, in quanto il modello matematico GFS nella nuova versione è costato una cifra considerevole, e ha perso posizioni in affidabilità. In Europa, lo stesso modello matematico ECMWF è peggiorato come prestazioni, anche se viene considerato il più affidabile come linee generali se raffrontato con altri modelli matematici di pari categoria. Per fortuna ci sono anche altre fonti per fare previsioni meteo.

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Perciò, se modello matematico a quarantottore traccia una linea di tendenza che puoi viene smentita dai fatti, di conseguenza ipotizziamo che una proiezione a 10 giorni possa avere un'affidabilità ancora inferiore. Lo diciamo perché i modelli matematici che fanno previsioni sulla linea di tendenza delle masse d'aria a circa due settimane, cambiano continuamente il loro trend, anche più di frequente rispetto al passato. La causa in parte è nota, c'è l'anomalia fortissima rappresentata da un Vortice Polare di incerta evoluzione.
Ci troviamo a prevedere ondate di freddo per poi essere smentiti poche ore dopo, in quanto il medesimo modello matematico, prospetta al suo posto anticiclone e masse d'aria miti.

Direte: a questo punto è meglio evitare le previsioni a lungo termine. Ma a nostro avviso non è la via giusta. La meteorologia è stata sempre una sfida, ai primi del '900 le informazioni meteo giungevano con il telegrafo, e si ottenevano dati su meteo estremo che hanno salvato la vita a migliaia di persone.

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Ma il focus di questo articolo è sopratutto quello di rammentare che il mese di gennaio non è predittivo su come sarà quello successivo, febbraio. Affermare che l'inverno è finito con gennaio è sciocco, in quanto la statistica ci dice che le peggiori ondate di gelo avvengono a febbraio, e non ci riferiamo a quelle del 1956 o del 2012. C'è un numero ingente di ondate di freddo avvenute in quel periodo dell'anno. Ma la previsione meteo non si fa con la statistica, anche se questa offre il suo valido supporto.

Le tempeste di gelo, soprattutto quelle perfette che investono l'Europa, provengono da oriente, sono difficilmente prevedibili con molti giorni di preavviso.
Lo scorso anno diversi grossi centri meteo europei cercarono di allertare la popolazione per potenziali ondate di gelo simili a quella che si ebbe l'anno precedente, ciò perché fu causa di disagi immani e anche vittime.
Se negli Stati Uniti le ondate di freddo sono ricorrenti perché giungono da Nord-Ovest, in Europa le correnti nordoccidentali ci porterebbero aria fredda di origine marittima, assolutamente non gelida. Il gelo europeo giunge da est, talvolta alcune ondate di freddo vengono da nord.

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Il freddo proveniente da nord-est, ovvero dalla Siberia il più imprevedibile, in quanto scorre nei bassi strati opponendosi alla corrente prevalente che quella che soffia da ovest verso est, per effetto della rotazione terrestre. I modelli matematici individuano ondate di freddo provenienti dalla Russia molto spesso, ma inducono revisore ha molta cautela in quanto la rotta del freddo soprattutto l'intensità hanno una qualità di previsione medio-basso.

Insomma, le ondate di freddo provenienti dalla Siberia sono difficilmente prevedibili a 10 giorni di distanza. Negli ultimi decenni ci si affida al riscaldamento improvviso e fortissimo della stratosfera (Strat Warming), quale indicatore di eventuali ondate di freddo provenienti dalla Siberia. Ma è stato sempre sottolineato che questo fenomeno non era altro che un indici di comportamento del clima che presume lo scatenarsi di altri fenomeni atmosferici. Non ci dice che avremo un'ondata di gelo in Italia o in Europa.

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Quello che vogliamo dire è che il mese di febbraio al momento è una grossa incognita, possiamo fare commenti sulle linee di tendenza tracciate dei modelli matematici, ma onestamente non possiamo escludere che venga tutto il contrario di ciò che viene prospettato dagli elaboratori, che vi siano ondate di freddo dalla Russia, oppure un anticiclone mitissimo.

Il 2012 ci insegna che circa 10 giorni prima riuscimmo a individuare che ci sarebbe potuta essere un'ondata di freddo nei primi giorni di febbraio.
Non conoscevamo la sua intensità che fu poi particolarmente ingente, tanto che la temperatura scese a valori ragguardevoli su gran parte delle regioni italiane. Nel settore adriatico si ebbero tempeste di neve. La neve raggiunse anche le regioni tirreniche, cadde anche nelle isole maggiori sino alla costa. In alcune località si ebbero dei temporali di neve, con accumuli anche di oltre 30 cm di neve in poco più di un'ora.

Le tempeste perfette di neve che investono parte dell'Europa sono difficilmente prevedibili. Ciò è un aspetto estremamente negativo della meteorologia moderna, che nonostante l'impiego di super-calcolatori non è in grado di condurci verso previsioni affidabili per poter fare prevenzione di tali eventi meteo estremi come succede nel Nord America. Tutto ciò perché la dinamica del gelo in Europa è diversissima da quella americana.

Ci aggiorneremo con i prossimi appuntamenti.

Rammentiamo che le previsioni meteo con validità sino a 5 giorni hanno una maggiore affidabilità, mentre questa decresce man mano che ci allontaniamo nel tempo.

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Pubblicato da Federico De Michelis

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