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20 gennaio data della SVOLTA invernale? Le ultimissime novità

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Razionalità vorrebbe che, considerando tutti gli elementi meteo climatici a nostra disposizione, si continui sulla strada della prudenza. Prudenza perché in presenza di un Vortice Polare così intenso il condizionamento ai piani inferiori dell'atmosfera potrebbe inficiare i piani invernali.

La presenza dell'Alta Pressione, già dalla fine del 2019, è testimonianza della vivacità del Vortice e del fatto che - come da letteratura - quando la magnitudo raggiunge certi livelli tutto il freddo resta intrappolato sul Circolo Polare Artico. Ciononostante abbiamo, da tempo, alcuni elementi che lasciano aperti degli spiragli invernali non indifferenti.

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In primis la troposfera. Ricordiamoci che ogni eventi stratosferico estremo parte dal basso, indi per cui con una troposfera così reattiva non possiamo escludere sorprese. Sorprese che in effetti potrebbero innalzare l'asticella del freddo attorno al 20 gennaio. E' vero, stiamo parlando di un arco temporale ampio - 10 giorni non sono pochi - ma i suggerimenti che arrivano da alcuni autorevoli modelli matematici di previsione non possiamo e non dobbiamo trascurarli.

Il primo segnale è il probabile spostamento dei massimi anticiclonici verso le Azzorre. Da lì l'eventuale innalzamento in direzione delle Isole Britanniche potrebbe spalancare le porte a una prima irruzione artica proprio nel cuore del Mediterraneo. Tale ipotesi, lo ripetiamo, è ampiamente contemplata da alcuni dei principali modelli matematici di previsione e potrebbe trattarsi di un vero e proprio snodo cruciale.

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La mappa delle anomalie termiche a circa 1500 metri di quota ci dà effettivamente un'idea di quel che potrebbe succedere, soprattutto ci consente di posizionare esattamente le strutture bariche: l'Alta Pressione, proiettata verso Islanda e Isole Britanniche, il freddo, direzionato verso il Mediterraneo centro occidentale.

Ora, al di là dell'entità delle anomalie stesse, ciò che è importante rimarcare è il forte cambiamento rispetto all'attuale situazione e quindi lo sblocco di una persistenza anticiclonica che altrimenti rischierebbe di acuire desterminati problemi legati alla staticità atmosferica permanente. Vedremo, fatto sta che qualche potrebbe realmente succedere.

Pubblicato da Ivan Gaddari

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