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Il "giocattolo" Alta Pressione potrebbe rompersi a metà mese

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L'Italia, ma non solo, sta vivendo un inizio 2020 all'insegna dell'Alta Pressione. Condizioni meteo climatiche che in molti definiscono inusuali, ma che invece rappresentano uno dei "must" statistici di gennaio.

Si potrebbe discutere sul tipo di Alta Pressione e sulla sua durata, ma andando a spulciare negli archivi meteorologici trovereste situazioni assimilabili all'attuale. Perché sì, il tempo è stabile, ma non è che faccio tutto questo "caldo". Le inversioni notturne, tipiche del periodo, fanno sì che le temperature scendano al di sotto dello zero in tantissime città e vista l'intrusione d'aria fredda avvenuta ultimamente (è vero, sta colpendo Grecia e Turchia come previsto ma le previsioni indicavano una lieve intrusione anche sulle nostre regioni e così è stato) abbiamo un contenimento termico anche durante il giorno.

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Ma è davvero un'Alta Pressione indistruttibile? Non proprio. Già da domani, mercoledì 8 gennaio 2020, verrà insidiata da una piccola depressione atlantica. La si potrebbe definire una "piccola depressione polare" perché derivante dall'incredibile forza del Vortice Polare. Ecco, il Vortice Polare appunto.

Se l'Alta Pressione è su di noi - più in generale è su gran parte dell'Europa centro meridionale e occidentale - è perché il Vortice Polare è fortissimo. Un rinforzo inaspettato, dobbiamo dirlo, ma visto quanto successo negli ultimi anni ormai non ci stupiamo più di nulla. Anzi, visti gli accadimenti atmosferici dell'ultimo decennio le soprese sono sempre dietro l'angolo. Che sorprese? Mah, varie e innumerevoli, sicuramente alcuni degli studi in tema di stratosfera e troposfera dovranno essere rivisti o comunque integrati.

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Torniamo all'Alta Pressione. Benché i modelli fisico matematici continuino a dirci che la struttura rimarrà ben salda al comando, i disturbi cominceranno ad arrivare. Ma che tipo di disturbi saranno? Inizialmente dovrebbe trattarsi di piccole depressioni destinate però a minarne la tenuta proprio sulle fondamenta. Difatti dovrebbero spingersi verso il Nord Africa e al di là degli effetti sulle nostre regioni - che in termini di precipitazioni dovrebbero essere trascurabili - sarà di fondamentale importanza capire se l'indebolimento si tradurrà in peggioramenti più vistosi e di stampo invernale.

Volete sapere cosa pensiamo? Ve lo diciamo, non c'è problema. Crediamo che entro fine mese, grosso modo nel corso dell'ultima decade, potrebbero intervenire dei movimenti invernali rilevanti. Occhio alle sorprese da est, dalla grande Russia, magari addirittura dalla Siberia. Siberia che si è letteralmente congelata e che ci mostra un omonimo Anticiclone in forma smagliante. Ovviamente affinché si affacci in Europa devono verificarsi tutta una serie di circostanze favorevoli, ma al di là del gelo siberiano terremo d'occhio anche l'Artico. Inverno al capolinea? No, assolutamente no!

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Pubblicato da Alessandro Arena

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