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METEO LUGLIO, cambierà tutto: ANTICICLONE SUBTROPICALE dopo il 20 luglio

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Il meteo d'estate, quello della canicola opprimente, è stato completamente spazzato via. Attualmente l'Italia risente della fase apicale di un deciso refrigerio, derivante dal passaggio rapido di un vortice ciclonico freddo in quota.

Già da alcuni giorni l'Italia beneficia degli effetti dell'afflusso di correnti via via più fresche che, contrastando con il residuo caldo africano, hanno anche portato rovinosi temporali con locali nubifragi e grandine che ha comportato delle devastazioni davvero clamorose in molte città.

Sconfitto? No, l'Anticiclone africano riporterà METEO estremo

Tra l'altro lo scenario meteo si è ribaltato su gran parte d'Europa. Dopo il clima rovente che si era avuto tra fine giugno e inizio luglio, capace di spingere le temperature su livelli straordinari da record, la situazione meteo vede ora anomalie stavolta prevalenti di stampo opposto.

Attenzione però che la situazione sta di nuovo per cambiare e tornerà presto d'attualità il caldo. Ormai le elaborazioni modellistiche stanno tracciando un'evoluzione via via più definita, verso quello che sarà il ritorno in pompa magna dell'anticiclone africano.

Dal prossimo weekend anche l'Italia tornerà a sperimentare una fase via via più calda, con l'anticiclone subtropicale che potrebbe di nuovo radicarsi ed insediarsi per lungo tempo sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo.

Come accaduto a fine giugno, il promontorio anticiclonico potrebbe posizionare la propria roccaforte tra il Mediterraneo Occidentale, la Francia e la Penisola Iberica. Aria rovente quindi potrebbe risalire in modo più deciso proprio sull'Ovest Europa e anche sulle nazioni centrali.

Per quanto concerne l'ltalia, se giungeranno conferme riguardo quest'evoluzione, il caldo più intenso dal 22/24 luglio dovrebbe colpire le regioni centro-settentrionali (specie Nord-Ovest, Val Padana, Toscana, Lazio e Sardegna). Interferenze d'aria più fresca limiterebbero la calura tra regioni adriatiche e ioniche.

Pubblicato da Mauro Meloni

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