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Lamenti meteo su lamenti: non si è mai contenti

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Nulla, non c'è mai un attimo di pace. Quando si ha a che fare con la meteo bisogna mettere in conto diatribe e beghe da bar, bisogna saper affrontare le questioni a muso duro onde evitare di farsi trascinare dagli eventi.

Prima ci si lamentava, giustamente per carità, del freddo e della troppa pioggia. Prima ancora, era febbraio poi marzo, dell'assenza di freddo e della siccità. Si parlava di tempo anomalo, anormale, si sperava che dal cielo venisse giù qualcosa e puntualmente siamo stati accontentati.

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Poi ha piovuto troppo e ha fatto troppo freddo. A quel punto sono iniziate le lamentele. Era maggio, fine primavera quindi, lecito domandarsi quando sarebbe arrivata l'Estate. Col passare dei giorni si perdeva la speranza, iniziavano a circolare "voci" su un giugno compromesso e un inizio stagione all'insegna della pioggia.

Ma c'era chi, come noi, non ci credeva. In presenza di anomalie così forti, così ripetitive, era facile ipotizzare uno sblocco repentino. Uno sblocco che conducesse ad anomalie di segno opposto e così è stato: l'Estate è piombata in Italia, col suo carico di calo e anche di temporali.

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Ora però ci si lamenta al contrario. Perché su alcune regioni fa caldo, perché non si riesce a capire come mai ci si debba sempre scontrare con scenari meteo climatici estremi. Mai un po' di normalità, anche se poi come detto la normalità forse andrebbe riscritta.

E' troppo facile lamentarsi, più difficile adattarsi. Adattarsi a condizioni nuove, ripetitive ma pronte rapidamente a stravolgere le carte in tavola. Le sicurezze di un tempo non le abbiamo più e forse è proprio la paura dell'ignoto a spaventarci maggiormente.

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Ignoto inteso come non conoscenza del futuro meteorologico e climatico, anche se poi sappiamo fin troppo bene che quando si ha a che fare con una scienza così complessa non possiamo pretendere di sapere cosa succederà da qui a un anno.

Accontentiamoci di commentare quel che accade e perché no, anche di essere testimoni di un cambiamento meteo climatico che negli anni '80 era impensabile. Di scritto non c'è nulla, ricordiamoci, ognuno è artefice del proprio destino. Anche nel campo meteo.

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Pubblicato da Alessandro Arena

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