Meteo Giornale » Archivio » Scienza per tutti »

Classificazione dei climi della terra secondo il climatologo Koppen

immagine articolo 5898 Varigotti, Riviera Ligure di Ponente, località di esempio per il clima Mediterraneo. Foto di Sandra Gobbetti. In questo breve studio, presentiamo gli elementi essenziali della classificazione di Koppen, con la sua ultima versione degli anni '30. Finora essa è quella più diffusa a livello mondiale, non perché le manchino imperfezioni, come tutte le altre classificazioni d'altronde, ma perché sembra che abbia potuto abbinare maggiormente la semplicità con l'efficacia. Bisognerebbe sempre ricordare che questi metodi di classificazione non sono da prendere, ed è il caso di dirlo, "alla lettera". Infatti, la natura non ha dei veri limiti tra i vari climi (e così spesso si parla di climi di transizione tra un clima e l'altro) a meno che non ci siano delle catene montuose che fungono da barriere naturali. Ma tutto ciò non toglie il fatto che questo metodo sia molto utile, sia a livello applicativo che didattico, per usufruire della classificazione dei vari climi della terra.

Siccome la classificazione di Koppen segue un ordine ben preciso di lettere maiuscole e minuscole, cerchiamo innanzitutto di spiegare di seguito il loro significato. Solo successivamente vediamo i climi che ne derivano.

Le lettere di primo ordine sono A, B, C, D, E, esse hanno questi significati:
A: climi tropicali dove il mese più freddo ha una temperatura media superiore a 18 gradi.
B: climi aridi dove l'evapotraspirazione eccede le precipitazioni (secondo formule empiriche).
C: climi umidi temperati con inverni miti, tra -3 e 18 per il mese più freddo
D: climi umidi temperati con inverni rigidi, con la media del mese più freddo sotto i -3.
E: climi polari, dove il mese più caldo ha meno di 10 gradi.

In secondo ordine abbiamo queste possibilità per i climi della categoria A:
f: nessun mese dell'anno ha meno di 60 mm.
w: il mese più secco ha meno di 60 mm, e meno di 10 - P/25 (con P le precipitazioni annue in cm).
m: il mese più secco ha meno di 60 mm ma più di 10 - P/25.

In secondo ordine abbiamo queste possibilità per i climi della categoria B:
S: steppe, dove il limite tra zone umide/steppe segue queste formule:
P = 2T + 28 quando almeno 70% delle piogge cadono nel semestre più caldo (inverno secco).
P=2T quando almeno 70 % delle piogge cadono nel semestre più freddo (estate secca).
P= 2T+14 quando nessun semestre, caldo o freddo che sia, abbia il 70% delle piogge.
(P è il totale medio annuo di precipitazioni , T la media annua in °C)

W: deserto, dove Il limite steppe/deserto è esattamente la metà delle formule sopra citate (cioè rispetto al limite steppe/zone umide), quindi avremo:
P=T + 14 quando almeno 70% delle piogge cadono nel semestre più caldo (inverno secco).
P=T quando almeno 70 % delle piogge cadono nel semestre più freddo (estate secca).
P=T+7 quando nessun semestre, caldo o freddo che sia, abbia il 70% delle piogge.
(P è il totale medio annuo di precipitazioni , T la media annua in °C)

In secondo ordine abbiamo queste possibilità per i climi delle categorie C e D:
w: con inverno secco, vale a dire dove il mese più piovoso d'estate abbia in media almeno 10 volte le precipitazioni del mese più secco d'inverno.
s: con estate secca, dove il mese più secco d'estate ha meno di 40 mm, e il mese con più precipitazioni d'inverno abbia almeno 3 volte le precipitazioni del mese estivo più secco.
f: senza una vera stagione secca, dove non si verificano le condizioni sopra citate di w e s.

In secondo ordine abbiamo queste possiblità per i climi della categoria E:
T: clima della tundra. La temperatura del mese più caldo è tra 0 e 10 gradi.
F: clima glaciale. La temperatura media del mese più caldo è inferiore a 0 gradi.

In terzo ordine per A tralasciamo per il momento le divisioni per non appesantire lo studio.

In terzo ordine per B abbiamo queste possibilità:
h: caldo e secco. La temperatura media annua è superiore a 18°C.
k: freddo e secco. La temperatura media annua è inferiore a 18°C.

In terzo ordine abbiamo queste possibilità sia per C che per D:
a: estate calda. La temperatura del mese più caldo è superiore a 22°C; almeno 4 mesi hanno una media superiore a 10°C.
b: estate moderatamente calda. La temperatura media del mese più caldo è inferiore a 22°C; almeno 4 mesi hanno una media superiore a 10°C.
c: estate fresca. La media del mese più caldo è inferiore a 22°C; e da 1 a 3 mesi hanno una media superiore a 10°C.

In terzo ordine e per il solo D abbiamo:
d: con inverno molto rigido. La temperatura media del mese più freddo è inferiore a -38°C.

In terzo ordine e per il solo E abbiamo:
H: di montagna, oltre 1500 m di quota bisognerebbe aggiungere questa lettera per segnalare che il clima ha preso quella connotazione per l'altitudine e non per altri fattori quali la latitudine.

Per tutti i macro-climi, cioè A, B, C, D, E potrebbero esserci persino lettere di 4° ordine che al momento tralasciamo per non appesantire troppo lo studio.

Dopo tutta questa rassegna di spiegazioni dei significati delle lettere, vediamo di seguito tutti i climi derivanti dalla combinazione delle 2 o 3 lettere sopra indicate:

Iniziando con i climi tropicali abbiamo quindi queste divisioni principali:
Af : clima tropicale umido o equatoriale
Aw: clima tropicale con stagione secca o della savana
Am: clima tropicale monsonico.
(è raro che ci sia un clima tropicale con più precipitazioni nei mesi più freschi, cioè "As", per il momento lo si esclude).

Spesso e per non fare troppi calcoli, si ricava in modo più semplice e a livello grafico l'assegnazione al clima Am o Aw delle località scelte, per tenere presente la formula sopra citata
10 - P/25.

Il limite di 18 gradi per il mese più freddo è stato impostato pensando che sia un buon indicatore della scomparsa totale di possibilità di gelo invernale. Quindi in pratica l'assenza dell'inverno è una caratteristica dei climi tropicali umidi.

Con i climi aridi invece abbiamo questi divisioni principali:
BSh: clima delle steppe calde, oppure semi-arido caldo
BSk: clima delle steppe fredde, oppure semi-arido freddo
BWh: clima desertico caldo, oppure arido caldo
BWk: clima desertico freddo, oppure arido freddo

Dell'aridità abbiamo parlato dettagliatamente in un altro articolo. Il problema dei limiti si impone fortemente qui. Ma risulta interessante differenziare in queste zone, con questa classificazione di Koppen, i limiti tra i vari tipi a seconda del regime delle precipitazioni. Poiché l'efficacia delle precipitazioni, benché modeste, cambia molto a seconda della stagione (naturalmente, essa è maggiore nei mesi più freddi, e minore nei mesi più caldi).

Passando ai climi temperati, ma comunque umidi a livello annuale, e con inverno mite a livello globale, abbiamo questi divisioni:
Cwa: clima subtropicale con estate calda
Cwb: clima subtropicale con estate moderatamente calda
Cwc: clima subtropicale con estate fresca

Questi climi con inverno secco (con la lettera w), sono in parte degradazioni dei climi tropicali in quote più elevate, e d'altra parte alcune zone del sud-est asiatico.

Csa: clima mediterraneo con estate calda
Csb: clima mediterraneo con estate moderatamente calda
Csc: clima mediterraneo con estate fresca

E' l'estate secca che caratterizza i climi mediterranei (con la lettera s). Il che è abbastanza "originale" a livello mondiale.
Spesso nei paesi del Mar Mediterraneo, come in Italia, abbiamo la percezione del clima mediterraneo classico Csa, ma in altre zone del mondo, benché alle stesse latitudini, già a livello del mare può esserci il tipo Csb, come nelle coste della California (ma non l'interno di essa), e certe zone limitate del Cile, Sud-Africa e sud Australia.

Poi ci sono queste divisioni:
Cfa: clima temperato umido con estate calda
Cfb: clima temperato umido con estate moderatamente calda
Cfc: clima temperato umido con estate fresca

Il Cfb è il famoso clima oceanico, molto diffuso in Europa occidentale, e poi anche centrale, anche se si degrada da ovest verso est. Il Cfa invece si trova nell'est dei continenti rispetto al Csa che è all'ovest di essi (considerando l'Eurasia come blocco unico). Il Cfa è anche presente nella pianura padano veneta, e in parte, sul versante italiano dell'Adriatico (con le varie sfumature tra Cfa e Csa). Il Cfc non è altro che il clima oceanico fresco o freddo, a volte chiamato clima sub-polare!

Passiamo ora ai climi temperati umidi ma con inverni rigidi (continentali). Il limite sud di queste zone ha una media di -3°C del mese più freddo ed è stato impostato da Koppen pensando che sarebbe stato opportuno per delimitare le zone con una buona copertura nevosa durante l'inverno. (alcuni autori nord-americani hanno proposto il limite 0 gradi per lo stesso significato nelle loro nazioni).

Abbiamo quindi questi divisioni:
Dwa: clima temperato a inverno rigido, con inverno secco ed estate calda
Dwb: clima temperato a inverno rigido, con inverno secco ed estate moderatamente calda
Dwc: clima temperato a inverno rigido, con inverno secco ed estate fresca
Dwd: clima temperato a inverno molto rigido, con inverno secco ed estate fresca

Sono una parte dei climi continentali freddi, il Dw è presente in Siberia orientale, e comunque solo nella parte nord-est dell'Asia.

Sono troppo rari i climi con Ds (Dsa, Dsb, Dsc), rigidi d'inverno, e secchi d'estate come se fossero climi continentali mediterranei! A volte sono presenti in montagna (quindi li escludiamo per il momento).

Poi avremo queste divisioni:
Dfa: clima temperato a inverno rigido, senza stagione secca ed estate calda
Dfb: clima temperato a inverno rigido, senza stagione secca ed estate moderatamente calda
Dfc: clima temperato a inverno rigido, senza stagione secca con estate fresca
Dfd: clima temperato freddo, a inverno molto rigido, senza stagione secca ed estate fresca

Sono sempre dei climi continentali freddi, spesso presenti in Siberia e in Canada. Il limite tra Dfb e Dfc è molto importante in Canada per differenziare le zone con foreste a latifoglie da quelle a conifere.
I climi D sono presenti soltanto nell'emisfero nord (mancano invece nell'emisfero sud visto che a quelle latitudini ci sono spesso oceani che rendono molto più marittimo il clima).

Infine arriviamo ai climi polari, divisi essenzialmente in 2 gruppi:
ET: clima della tundra o semi-nivale
EF: clima del gelo o del ghiaccio.

Il limite "equatoriale" di ET che è di 10 gradi per il mese più caldo, sembra sia sempre stato un buon indicatore limite per l'inizio della crescita degli alberi.
Il limite equatoriale di EF che è di zero gradi invece, è un indicatore limite medio per le zone dei ghiacciai o nevi persistenti.

I climi E benché potrebbero sembrare semi-aridi o aridi, non devono mai essere inseriti con il clima B, basterebbe solo la condizione del mese più caldo sotto 10 gradi per far parte della zona climatica E. Allo stesso modo si controlla prima la presenza dentro il clima arido o semi-arido B prima di fare le divisioni nelle zone di C , D e A anche se quest'ultimo ha un discorso a parte come abbiamo visto.

Tenendo presente Il fatto che è conveniente indicare con la lettera H l'effetto dell'altitudine oltre 1500 metri, si può anche avere quindi:
ETH: clima semi-nivale di montagna.
EFH: clima glaciale di montagna.

In realtà tutte le catene montuose della terra potrebbero avere una successione rapida di climi di Koppen molto diversi per l'effetto dell'altitudine. Per questo spesso sulle mappe si mette oltre 1500 metri la lettera H senza specificarli per ovvie ragioni di scala. Ma a livello di studio potrebbe essere sempre conveniente evidenziare questa lettera oltre quella quota per il motivo sopra citato.

Certamente, ci sarebbe molto da dire riguardo ognuno di questi climi e sulla sua distribuzione nella terra, ma avremo modo di spiegare in altri articoli il vero significato di queste combinazioni che hanno "prodotto" questi climi. Spesso succede che i paesi con una superficie limitata, e quindi magari con un solo tipo di clima (secondo Koppen), debbano fare per forza altri divisioni all'interno di essi. Invece i paesi estesi possono più facilmente accontentarsi del numero di questi climi con dei buoni risultati. Infatti, come abbiamo visto in altri articoli, negli USA ad esempio, basterebbe seguire le divisioni di Koppen per uno studio globale della nazione. Invece in un piccolo paese come il Libano, non è sufficiente inserire coste versanti e pianure interne dentro il clima Csa. In Italia invece, che è di superficie media, le divisioni di Koppen sono a volte criticate per vari motivi (le sfumature tra il Cfa e il Csa ad esempio) che hanno fatto sì che certi studi climatici (come quello del Pinna ad esempio) siano stati fatti seguendo, a livello macro, soltanto le differenziazioni termiche di Koppen, e tralasciando di proposito le quantità o i regimi e l'efficacia delle precipitazioni.

Pubblicato da Andre Eid

Inizio Pagina