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Ecco il Nino, il fenomeno che sconvolge il meteo nel mondo

CLIMA E METEO: finalmente, dopo i vari annunci dei mesi scorsi da parte del NOAA, l'ente americano di meteorologia, è arrivato il fenomeno del Nino, ovverosia quel riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico centrale, che ha una genesi abbastanza complessa.

Questo fenomeno si verifica mediamente ogni 3-4 anni, ma con tempi variabili fra i due ed i sette anni a seconda delle condizioni di sviluppo.

Non sempre i modelli matematici di previsione riescono ad inquadrare in modo perfetto questo fenomeno, esso doveva comparire già dall'autunno, ma ha tergiversato a lungo riuscendo ad apparire solamente adesso nella sua pienezza.

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Le previsioni di questo fenomeno indicano al momento un Nino abbastanza moderato, se non di debole entità.

Il grafico attuale del Nino vede le temperature della zona centrale del Pacifico avere un'anomalia di circa +1,1° centigradi, mentre per dichiarare la presenza del Nino, è sufficiente un'anomalia di +0,5° centigradi.

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È decisamente difficile capire quelle che saranno le conseguenze di questo fenomeno nei prossimi mesi.

Il Nino infatti potrebbe influire sul'Anticiclone africano, tendendo a portarlo con maggiore facilità sulla nostra penisola durante il periodo estivo.

Tuttavia questo dipende anche dall'intensità di tale fenomeno. Con un Nino piuttosto debole le influenze sul Mediterraneo sono praticamente nulle, mentre con un Nino di intensità molto forte come è stato quello del 2015, lo sconvolgimento del clima a livello planetario è quasi una certezza.

Una cosa che potrebbe essere sicura, è che la presenza di acque più calde sul Pacifico centrale potrebbe favorire lo sviluppo di tifoni più intensi della norma, ed anche in numero maggiore.

Invece tale presenza del Nino potrebbe indebolire i cicloni caraibici, che potrebbero quindi essere in numero inferiore alla norma.

Sembra comunque sicuro anche il fatto che il Nino possa avere una grossa influenza sulle temperature globali; infatti durante tale fenomeno viene rilasciata nell'atmosfera una grande quantità di calore da parte dell'oceano Pacifico, e questo permette un aumento della temperatura terrestre su scala globale.

Quando invece interviene il fenomeno contrario, cioè la Nina, allora un oceano Pacifico più freddo della norma tende ad assorbire calore dall'aria sovrastante, e quindi ad abbassare le temperature globali.

L'anno 2019, quindi, potrebbe registrare delle temperature molto elevate.

Pubblicato da Giovanni De Luca

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