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Nuova acuta ciclogenesi mediterranea: estremizzazione meteo evidente

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I prossimi giorni saranno interessati da un episodio meteo particolarmente rilevante: una nuova profonda depressione mediterranea interesserà dapprima il Mediterraneo Occidentale, poi la Sardegna, successivamente il Mar Tirreno e poi dovrebbe traslare verso sud est, indebolita.

Le previsioni dei più autorevoli centri meteo propongono un minimo depressionario attorno a 980 hPa: sono valori estremamente bassi, tipici di depressioni oceaniche e non mediterranee.

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Questi fenomeni meteo di per sé sono già rari, ma è ancor più preoccupante il fatto che, a distanza di soli 3 mesi dall'infausto ciclone Vaia, ci sia un altro ciclone mediterraneo in arrivo: questi fenomeni estremi sono imputabili al riscaldamento globale?

Prima di rispondere a questa domanda, dobbiamo fare un distinguo: le depressioni mediterranee si sono sempre formate, ben prima del riscaldamento degli ultimi anni.

Esse, infatti, si originano saltuariamente in particolari condizioni di dinamica atmosferica: quando una depressione d'Islanda particolarmente vivace riesce a trovare un corridoio sul comparto occidentale europeo, si forma un minimo di bassa pressione che può raggiungere latitudini basse, tra cui mediterraneo e coste africane.

Il riscaldamento globale, molto probabilmente, non cambia strettamente la dinamica di questi fenomeni meteo estremi, ma semmai li amplifica: un mare più caldo, infatti, fornisce maggiore energia in gioco.

La dinamica di un ciclone mediterraneo è intrinseca nella dinamica atmosferica, quindi non è soggetta a variazioni di temperatura, ma l'intensità di una ciclogenesi sì!

Quindi, la conclusione scientifica è che il riscaldamento globale non fa aumentare statisticamente la formazione di depressioni, ma amplifica i loro effetti, proprio perché si creano maggiori contrasti termici e, statisticamente, è più facile avere fenomeni meteo estremi.

Pubblicato da Davide Santini

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