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Stratwarming, forte sconquasso METEO per tutto l'inverno

immagine 1 articolo stratwarming forte sconquasso meteo per tutto linverno Nell'immagine la proiezione dei venti zonali a 10 hPa. Il valore resterà negativo, sintomo dell'inversione alla quota di riferimento (ove per inversione s'intende il passaggio da regime di zonalità al regime di anti-zonalità).

L'atmosfera, notoriamente un sistema caotico capace di regalarci effetti meteo climatici talvolta eclatanti, è in subbuglio.

Si cominciò a parlare di "stratwarming", quindi del riscaldamento atmosferico, fin da metà dicembre. All'epoca, osservando attentamente tutti gli indici climatici in grado di fornirci indicazioni puntuali sul trend evolutivo, ipotizzammo una rottura del Vortice Polare. E' successo, il Vortice Polare Stratosferico si è spezzato in due tronconi. Perché parliamo di Vortice Polare Stratosferico? Beh, semplice, perché il Vortice Polare ha una componente stratosferica (alle maggiori quote dell'atmosfera) e una componente troposferica (a quote inferiori). Ora, la rottura del Vortice ha coinvolto dapprima la porzione stratosferica (che ora s'è ricompattata) poi quella troposferica ed è quest'ultima che ci interessa maggiormente.

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La risonanza del fenomeno, o meglio, la propagazione del fenomeno è ancora in atto e avverrà tramite varie pulsazioni. Probabilmente, questo suggeriscono i vari indici climatici, il clou potrebbe giungere a cavallo tra l'ultima decade di gennaio e i primi di febbraio. In quel periodo le più forti pulsazioni potrebbero creare i presupposti per un crollo dell'indice AO ed anche della NAO. A prescindere dalla mera descrizione tecnica dei due indici, sappiate che il tracollo del primo certifica un pessimo stato di salute del Vortice Polare.

A quel punto le ondate di freddo avrebbero modo di colpire molto facilmente latitudini temperate, quindi anche il Mediterraneo. Vero è che affinché ciò avvenga abbiamo bisogno anche di altri elementi, come ad esempio un'attività d'onda che vada a coinvolgere l'Alta delle Azzorre. In realtà stiamo già osservando l'Anticiclone oceanico piuttosto vigoroso, quindi in proiezione meridiana ma la propensione ai blocchi atlantici - capaci di stoppare le velleità delle perturbazioni oceaniche - potrebbe esacerbarsi nell'ultima decade di gennaio.

Non solo, uno dei due lobi del Vortice Polare - quello euroasiatico (definito anche siberiano) - potrebbe assumere il controllo delle operazioni mentre la porzione canadese potrebbe tirare il fiato consentendo a quel punto una ben più vivace attività anticiclonica oceanica. Insomma, in base a tutti questi elementi ci sentiamo di sostenere una tesi invernale vigorosa, una tesi orientata verso irruzioni fredde consistenti anche nel mese di febbraio per il quale prevediamo spiccata dinamicità o variabilità atmosferica.

Un consiglio, seguiteci nei vari approfondimenti giornalieri perché il risultato di quanto sinora scritto potrebbe tradursi in episodi invernali eclatanti. Di che genere? Lo scopriremo insieme.

Pubblicato da Ivan Gaddari

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