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Esplosione del Nino potrebbe influenzare il METEO dell'INVERNO nel Mediterraneo

immagine 1 articolo esplosione nino influenza meteo climatica su inverno mediterraneo

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METEO E CLIMA: negli ultimi giorni il famoso fenomeno del Nino, previsto dai principali centri di calcolo, dopo aver tergiversato ed essere rimasto stabile su temperature al limite, è esploso, finalmente, come mostrano i dati rilevati delle temperature oceaniche.

Si chiama Nino il fenomeno che vede l'aumento delle temperature dell'Oceano Pacifico equatoriale, generalmente tale aumento viene suddiviso in 4 zone vista la vastità di tale oceano; il grafico soprastante riguarda la zona Nino 3.4, che si riferisce al Pacifico centro - occidentale, ed è la zona più vasta ed indicativa del fenomeno.

Le cause sono dovute ad oscillazioni periodiche nella distribuzione della pressione nel Pacifico, con inversione dei venti e formazioni di acque molto più calde del normale (fenomeno detto El Nino perché appare normalmente in Dicembre, nel periodo natalizio), e di acque più fredde (fenomeno detto della Nina), in un ciclo di alternanza che si ripete ogni 3-7 anni.

Tale fenomeno è molto importante per le zone adiacenti alle acque oceaniche, cioè per le zone dell'America Latina, dove si alternano così periodicamente fenomeni di siccità e di alluvioni.

Ma, col passare degli anni, ci si è accorti che tale fenomeno aveva una notevole importanza anche per le zone extratropicali, soprattutto quando il Nino assume carattere di forza e persistenza.

Gli ultimi due episodi di Nino eccezionale sono avvenuti nel 1998 e nel 2015-16, ed hanno determinato notevoli ondate di calore in zone extratropicali, probabilmente Estati caldissime sul Mediterraneo, siccità ed alluvioni in altre zone del Mondo, e due picchi massimi di temperatura globale in corrispondenza di tali anni (perché il Pacifico molto caldo cede un'importante quantità di calore nell'atmosfera).

Questo perché si redistribuiscono le varie zone di alta e bassa pressione in tutto il mondo, che possono alterare la loro posizione abituale, determinando un tipo di tempo insolito per alcune zone.

Ma quali gli effetti sulle prossime stagioni invernali ed estive sull'Italia?

Anche qui siamo ancora a livello di discussione scientifica sulle possibili conseguenze di un Nino intenso (occorre che la temperatura nella zona 3.4 superi il limite di 1,5; 2,0°C di anomalia, attualmente siamo a +1,153°C).

Anzitutto, occorre che il fenomeno sia intenso, se debole, l'influenza sul clima mediterraneo ed europeo è nulla.

In secondo luogo, occorre vedere anche la modalità di questo riscaldamento.

Normalmente un Nino molto intenso determina un Inverno mite sul Mediterraneo, generalmente anticiclonico, oppure anche di tipo atlantico, mite e piovoso (esempi tipici: gli inverni 2015-16 e 2016-17).

Ma non è sempre così, se si sviluppa un fenomeno definito come "Nino Modoki", ovverosia un Oceano Pacifico che si riscalda maggiormente nella sua parte occidentale (come appare avvenire quest'anno), allora si innesca una serie di "tele connessioni" (anomalie nella distribuzione della pressione in tutto il mondo), che favorisce invece un inverno molto rigido in Europa ed in Italia (un esempio tipico è stato il Nino modoki del 2010, che provocò un inverno molto freddo specie in Europa Occidentale).

Riguardo alle estati, invece, un Nino intenso favorisce le ondate di calore africane sul Mediterraneo.

Grafici da tropicaltidblitz.com: nel primo si mostra l'impennata della temperatura oceanica nel Pacifico, nella seconda immagine si mostra l'andamento delle anomalie attuali sul Pacifico: si nota un maggiore riscaldamento in direzione dell'Indonesia rispetto alle coste peruviane, indice di un Nino modoki in atto.

Pubblicato da Giovanni De Luca

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