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Meteo estivo, sempre più temporali con grandine

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Le condizioni meteo estive variano anno dopo anno nel susseguirsi di annate calde, altre caldissime e talune nella norma considerate poi erroneamente fresche. Il clima cambia rapidamente, osservando le statistiche stilate anno dopo anno, fa più caldo che in passato e durante la stagione estiva i temporali tendono ad assumere con maggior frequenza caratteristiche di forte intensità.

Non annunciamo cataclismi, bensì il riferimento è a temporali che succedevano con minor frequenza così violenti, mentre in questi anni, ogni qualvolta che sono annunciati temporali, la previsione annuncia il rischio di fenomeni intensi.

Ieri, lunedì 11, i temporali hanno interessato ristrette aree del Nord Italia, ma laddove si sono scatenati hanno lasciato il segno, con furiose raffiche di vento, intensi scrosci di pioggia sino al nubifragio, e poi anche svariate grandinate con chicchi di dimensioni fin sino ai 5 cm di diametro.

In alcuni centri urbani è caduta grandine grossa come biglie, in altre come palline da tennis, altri chicchi avevano la forma segmentata a stella.

Sono in aumento i nubifragi, ormai chiamati bombe d'acqua, ma ancor più la grandine.

La grandine è più frequente che in passato in Italia ed in Europa, e ce lo dicono le ricerche sulle grandinate a cui abbiamo libero accesso, svolte in tutto il Pianeta da www.infograndine.com: ogni anno grandina in media più del precedente.

Le grandinate variano anche con la quantità di precipitazioni, ma quello che rileviamo è che le grandinate sono più distruttive che in passato.

Non esiste una banca dati ufficiale delle grandinate italiana ed europea, neppure mondiale, ma con le ricerche di www.infograndine.com possiamo provare che grandina con più consistenza, tanto che in un bollettino meteo dove vengono previsti temporali anche di forte intensità, indicare come probabilità anche la caduta di grandine non è superfluo.

La causa di questa variazione deriva probabilmente dall'aumento della temperatura media. Gli scienziati da anni sostengono che l'aumento della temperatura avrebbe incrementato i fenomeni intensi.
Che faccia più caldo che in passato è innegabile, e quest'anno che la calura in Italia per ora non è da record, in questi giorni dei primi di giugno, in molte regioni vengono rilevate temperature che potrebbero essere considerati normali per le tipiche medie di fine luglio e i primi di agosto. Non solo, abbiamo anche alti tassi di umidità atmosferica, ovvero quel mix che genera il carburante che alimenta di nubi temporalesche.

Con il calore aumenta la ventilazione dal basso verso l'alto (correnti ascensionali), le nubi crescono in altezza, e condensano le gocce di pioggia in piccoli chicchi di ghiaccio che si aggregano a causa dei forti venti che soffiano all'interno della nube. Queste turbolenze sbattono il chicco di grandine dapprima verso l'alto, poi verso il basso può di nuovo verso l'alto fintanto che il chicco diventa così pesante da essere attratto dalla gravità terrestre e cadere al suolo.

Dapprima sono i grossi chicchi di grandine a cadere, poi i più piccoli.

La grandine estiva di grosse dimensioni non cade solo al Nord Italia, ma ormai sempre più di frequente questo fenomeno si verifica al Centro, al Sud e nelle due Isole Maggiori.

La grandine sta diventando uno dei fenomeni atmosferici dove le Compagnie di Assicurazione stanno ponendo maggior attenzione, in quanto ogni anno sborsano sempre più risarcimenti per i danni alle cose.

Ma i danni dalla grandine ci sono sempre stati, lo testimonia anche la presenza di rudimentali sistemi di protezione delle colture. In passato era comune sparare cannonate contro i temporali per spappolare (senza un probabile risultato) i chicchi di grandine, mentre da oltre un decennio, in alcuni Paesi le nubi che rischiano di produrre devastanti grandinate su territori agricoli, vengono irrorate di ioduro d'argento. E' il caso della Spagna, dove in Catalogna ed in Aragona, ma pare che simili esperimenti non abbiano dato risultati sperati, o che non vi siano sufficienti finanziamenti per sostenere una tale prevenzione.

Pubblicato da Piero Luciani

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