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Alcune stranezze sui dati NASA: global warming di novembre portato all'eccesso?

I dati NASA e le differenze talvolta notevoli rispetto ai dati degli altri altri Enti Climatici. C'è qualcosa che non va?

Di recente il collega Aldo Meschiari ha posto degli interrogativi sugli eccessi del Global Warming avuto nello scorso mese novembre, evidenziando soprattutto le eccessive discrepanze sui dati terrestri comunicati dai vari Enti che si occupano di misurare la temperature superficiali del Pianeta. Queste differenze in parte possono essere spiegate con i diversi periodi di raffronto con il passato, ma in parte anche con i differenti metodi nel sistema di rilevazione, senza trascurare i possibili errori strumentali.

Nell'arco di tutto il 2010, i dati della NASA si sono sempre fatti notare per essere i più alti rispetto agli altri Enti Climatici. Quest'aspetto apparentemente non sorprende comunque più di tanto, in quanto il raffronto storico la NASA lo adotta con il periodo più freddo del XX Secolo (il trentennio compreso fra il 1951 ed il 1980). Quello che sorprende maggiormente è come, rispetto ad altri Enti, per la NASA il 2010 va probabilmente a battere il 1998 ed il 2005 come anno in assoluto più caldo.

Giungiamo alla patata bollente, costituita da alcune stranezze che si possono ricavare osservando le mappe di riferimento NASA-GISS, relative proprio all'andamento termico di novembre sul Globo. Notiamo come sulla mappa a 1200 km infuria il rosso fuoco (temperature fino a 10 gradi ed oltre sopra la norma) su vaste zone della Groenlandia occidentale, del nord del Canada, della Siberia e di tutta la zona artica. Ci stiamo riferendo a zone dove stazioni meteo non ce ne sono, specie nel bel mezzo del Mar Glaciale Artico. Non è un mistero che sull'Artico il caldo sia stato certamente intenso (conferme dai Satelliti e dall'andamento dei ghiacci), ma avrà fatto davvero tutto questo caldo?

immagine 1 del capitolo 1 del reportage 19563 Anomalie termiche terrestri del novembre 2010 rispetto alla medie di riferimento dal 1951 al 1980.

Il fatto che quelle zone siano sprovviste di centraline meteo di rilevamento lo scopriamo se analizziamo la mappa più accurata con griglia a 250 km. La differenza rispetto alla mappa precedente è molto d'impatto, vi suggeriamo di farci attenzione: tutto quel vasto lago bollente appare in realtà come una "NO DATA (dati assenti) e così tutto quel grande caldo si limita più che altro a "punti di dati" certamente molto caldi, ma che spesso fanno capo solo ad una manciata di stazioni meteo che si possono contare sulle dita di una mano.

immagine 2 del capitolo 1 del reportage 19563 Mappa con smoothing a 250 km delle anomalie termiche terrestri del novembre 2010 rispetto alla medie di riferimento dal 1951 al 1980.

E qui nasce il caso di Nuuk, luogo remoto della Groenlandia sud-occidentale, dove nell'ultimo periodo vi sono stati dati termici innaturali e del tutto discontinui, confermati dalla serie statistica climatica. Tralasciamo il discorso sulla posizione della stazione meteo, la cui nuova posizione non pare essere conforme alla norma. La NASA, piuttosto che evitare di prendere in considerazione queste rilevazioni strane, le prende invece come riferimento di una vasta zona della Groenlandia, facendone uscire fuori come punti più caldi di quello che peraltro risulta dalle poche misurazioni affidabili di quest'anno.

immagine 3 del capitolo 1 del reportage 19563 Media annuale delle temperature a Nuuk con i dati omogeneizzati ed il relativo trend. Nel grafico emerge il dato "fuori emissione" relativo all'ultimo periodo. Fonte dati NASA-GISS

immagine 4 del capitolo 1 del reportage 19563 Altro grafico relativo alla media annuale delle temperature di Nuuk. Fonte Nasa

Non c'è solo il caso di Nuuk, ci sono anche temperature molto molto dubbie dalle Svalbard, altro punto caldo di singoli dati della NASA-GISS. Una considerazione finale è quasi d'obbligo: se si vanno a tappare i buchi di vaste zone prive di dati correttamente misurati con stazioni lontane centinaia o migliaia di chilometri che sono magari risultate caldissime, oppure se misurazioni quanto mai dubbie come quelle di Nuuk finiscono in archivio, allora è molto facile che il 2010 finisca per diventare l'anno più caldo in assoluto.

Pubblicato da Mauro Meloni

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