Meteo Giornale » Archivio » Clima Italia »

Pianura Padana, il clima forse sta cambiando

Analisi aggiornata dei più recenti dati osservativi di Novara, Lugano e del Lago Maggiore

L'anno della svolta? Il 2008, certamente. Oppure, solo forse. Non è il gioco del nuovo decennio, ma ciò che emerge dall'analisi di alcuni dati climatici riguardanti la Pianura Padana centro occidentale e l'area insubrica. Di recente, uno studio dell'Isac (Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima) ha messo l'accento sul fatto che proprio l'Italia nord occidentale ha mostrato le maggiori anomalie di precipitazioni e temperature degli ultimi 50 anni (Provenzale, p. 15). Se tuttavia si guarda alle serie di Novara dell'ultimo decennio (2000-'09), si nota in primo luogo una soluzione di continuità nei totali pluviometrici annui proprio a partire dal 2008. Ecco i dati medi (tra parentesi, il rapporto percentuale, fatto 100,0 il dato 2000-'09):
2000-'09 926,5 mm (100,0)
2003-'07 731,4 mm (78,9)
2008-'09 1.210,0 mm (130,6)

Ghiacciai alpini, qualcuno torna a crescere

Questo regime pluviometrico trova buona corrispondenza coi rilevamenti dell'osservatorio di Lugano, ove le influenze del clima padano a nord del Po sono notevoli, pur tenendo conto che il regime pluviometrico è amplificato dal sistema prealpino che caratterizza la città elvetica:
2000-'09 1.557,5 mm (100,0)
2003-'07 1.186,7 mm (76,2)
2008-'09 1.933,6 mm (124,1)

C'era una volta in Val Padana

immagine 1 del capitolo 1 del reportage pianura padana il clima forse sta cambiando Livelli del Lago Maggiore misurati a Ranco: si noti il deficit di fine 2007 e la rapida crescita del 2008, con superamento del livello medio a marzo e mantenimento quasi costante di tali volumi nel corso dell'anno (fonte: www.astrogeo.va.it)

Le piogge del 2008 hanno chiuso il quinquennio più siccitoso mai osservato a Lugano (la serie rimonta al 1864), avendo superato il precedente del 1942-'46 (media 1.301,3 mm), ma nel decennio appena concluso sono stati sei gli anni fortemente deficitari, poiché la tendenza ebbe inizio nel 2001. Tutto il bacino imbrifero del Lago Maggiore (che, va ricordato, è il più grande d'Italia e comprende, tra i principali, anche i laghi di Lugano, Varese e Orta) ne ha risentito positivamente: ne fanno fede i livelli registrati dalla stazione di Ranco (Varese). Il volume delle acque ha dato beneficio pure alle portate del Ticino, il cui soprannome di Fiume Azzurro è tornato pertinente dopo anni di magra.

immagine 2 del capitolo 1 del reportage pianura padana il clima forse sta cambiando Lo stesso grafico delle misure effettuate a Ranco: anche nel 2009, solo sporadiche le discese sotto il livello medio (fonte: www.astrogeo.va.it)

L'aumento delle precipitazioni è un innegabile segnale di modifica del trend climatico: nulla dice se contingente o strutturale, ma il fatto che abbia avuto durata almeno biennale è, di per sé, significativo. Nessuna inversione di rotta invece, per quanto riguarda le temperature medie annue: anche il 2009 si è chiuso su valori prossimi ai massimi. A Novara 14,3 °C (+0,4 °C rispetto alla norma del decennio); a Lugano 13,2 °C che significa i seguenti scarti rispetto alle norme:
2000-2009 +0,3 °C
1971-2000 +1,2 °C
1864-2009 +1,6 °C

Termicamente parlando tuttavia, nelle due ultime stagioni invernali a Novara si è notato un dato singolare legato ai giorni di ghiaccio (quelli in cui la temperatura massima non supera gli 0 °C). Nel periodo 2000-'08 se ne sono registrati 5 in tutto; nel solo 2009 invece, sono stati 6 (2 a gennaio, cioè nell'inverno 2008-'09; 4 a dicembre, ossia nell'inverno 2009-'10). Ciò ha condotto a precipitazioni nevose più frequenti rispetto al passato e a una persistenza al suolo di maggior durata. È in atto un'inversione di tendenza degli inverni, che nel corso del decennio erano andati intiepidendo? Troppo presto per dirlo, ma tornando all'asserzione iniziale, se i dati evidenziati non si riveleranno semplici contingenze, bensì indice d'una svolta in atto, è plausibile che nei prossimi anni si possa assistere al modificarsi di alcuni parametri stagionali; in particolare: piovosità primaverile (massimo primario a Lugano, secondario a Novara) e autunnale (viceversa); ripresa del numero di giorni nebbiosi nel semestre freddo in Pianura Padana; aumento del numero di giorni di gelo e di ghiaccio.

Bibliografia
A. Provenzale (a cura di), Clima, cambiamenti climatici globali e loro impatto sul territorio nazionale, Bologna, 2009.

Per approfondimenti sul trend climatico:
http://www.meteogiornale.it/notizia/16426-1-il-global-warming-secondo-il-cnr
http://www.meteogiornale.it/notizia/16574-1-dibattito-global-warming-risposte-isac-cnr-domande-meteo-giornale

Pubblicato da Stefano Di Battista

Inizio Pagina