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Il gelo ha conquistato l'Europa. Ma l'Italia che inverno sta avendo?

immagine articolo il gelo ha conquistato l europa ma l italia che inverno sta avendo Molta neve è caduta sulle pianure dell'Emilia-Romagna. Nella foto di Ettore Gentili la nevicata del 5 gennaio a Ravenna, con accumulo di circa 20 cm. Non ci si può affidare alle percezioni per stabilire se un mese, una stagione, un'annata, è stata fredda o calda, secca o piovosa, a meno che non ci si riferisca al ristrettissimo ambito geografico dell'osservazione diretta. Se chiedessimo ad un genovese come è stato questo inizio d'anno, ma anche più in generale l'ultimo mese, risponderebbe probabilmente freddo, ventoso e pertubato. E non avrebbe torto. Se lo chiedessimo ad un palermitano risponderebbe che è stato molto, forse troppo, mite, che non c'è stato inverno. E non avrebbe torto neppure lui.

Dicembre 2009: un mese da record!

Ma come è stato in effetti? A livello nazionale questa prima parte di inverno è stata abbastanza calda, anche se meno rispetto a quanto possa pensare un palermitano od anche un romano. Solo dieci giorni, tra il 13 ed il 22 dicembre, sono stati, a livello nazionale, più freddi della media. Dieci giorni che hanno consentito, nonostante la forte ondata di caldo che ha interessato il Centro-Sud nel periodo natalizio, di calmierare l'anomalia termica positiva a soli +0.6°C dalle medie trentennali di riferimento del periodo 1961-90.

Novembre: anomalie climatiche in crescita, siamo arrivati al top?

E' stato, dicembre 2009, un mese dagli eccessi marcati, sia verso il freddo, le piogge e la neve, sia verso il caldo. Un mese in cui ai record di freddo, che in talune parti del Friuli hanno persino battuto quelli storici del 1985 o del 1929, si pensi ai -18°C di Udine, hanno fatto da contraltare valori di temperatura superiori ai 27 gradi registrati in Sicilia e Sardegna e nuovi record di caldo dicembrino a Catania e Messina. I venti da sud-ovest o da sud-est hanno imperversato sul Centro-Sud Italia e su tutto il versante adriatico, causando oltre a "garbinate" di storica rilevanza su Molise, Marche, Abruzzo e Romagna (anche in queste zone si sono avute temperature superiori ai 20 gradi, persino di notte!), ripetuti fenomeni di acqua alta su Venezia.

Se suddividiamo l'Italia per macro-aree geografiche, notiamo che ad un Nord sostanzialmente in linea con le medie termiche trentennali e con le maggiori anomalie negative su Liguria, Piemonte e settore alpino nord-orientale, si oppone un Sud in cui hanno prevalso anomalie termiche positive significative e costanti (+1.5°C, ancora maggiori in Sicilia), ed un Centro in cui, nonostante una certa alternanza di eventi e situazioni, hanno prevalso alla fine le anomalie positive, maggiori sul versante adriatico e la Sardegna, minori su quello tirrenico.

Se apriamo lo sguardo a livello continentale scopriamo che questo andamento delle anomalie termiche non è casuale. In Europa, infatti, tutto il settore settentrionale, quello nord-occidentale e in maniera più lieve anche quello sud-occidentale, è stato interessato da valori termici più bassi della media, con formazione di depressioni soprattutto nell'area mediterranea occidentale. Le rimonte di aria calda hanno dunque preso la via del Sud Italia, ed in maniera ancora più marcata dell'area turco-ellenica e balcanica.

Con la fine del mese di dicembre i freddi venti artici non hanno cessato di interessare le aree settentrionali europee, con anomalie termiche negative che si sono mantenute ancora molto marcate su Scandinavia e settore britannico settentrionale, mentre aria di matrice subtropicale ha conquistato il centro e soprattutto il sud del continente, dalla penisola iberica ai balcani e fino alle aree carpatico-danubiane e all'Ucraina. In questo contesto caldo il Nord Italia, causa la sua particolare orografia, ha rappresentato l'eccezione, fatta esclusione per le sue aree più orientali direttamente interessate dai flussi sciroccali.

Ma con l'avvento del nuovo anno nuove masse d'aria gelida si sono riversate sulle Isole Britanniche, la Francia e la Penisola Iberica. Nuove depressioni, alimentate dall'aria artica, si sono formate sul Mediterraneo occidentale, e nuove rimonte d'aria calda hanno interessato quello meridionale ed orientale. Addirittura in Italia le differenze tra Nord-Ovest e Nord-Est, tra Nord e Sud si sono ulteriormente evidenziate. Se al Nord-Ovest l'anomalia termica negativa dei primi otto giorni di gennaio sfiora il grado, ed arriva a 2 gradi in Liguria, al Nord-Est si viaggia in linea con le medie trentennali, al Centro e in Sardegna si ha un'anomalia positiva di +1.5°C, al Sud e in Sicilia addirittura di circa 3 gradi.

Ed ecco, dai dati sopra esposti, la spiegazione della percezione così differente che possono avere un genovese e un palermitano dell'andamento della stagione invernale. Se già le medie climatologiche di gennaio indicano un vantaggio di Palermo su Genova di circa 4 gradi, la particolare situazione contingente di questo inizio d'anno ha portato questa differenza a ben 9 gradi! La stessa differenza che c'è normalmente nelle aree marittime italiane tra un mese di pieno inverno ed uno di primavera avanzata!

I motivi che hanno così fortemente penalizzato la Liguria, ma anche l'Alta Toscana, in termini di maltempo e freddo, e al contrario tenuto lontano l'inverno dalla Sicilia, ma anche, almeno fino a ieri, da gran parte della Sardegna e del Sud Italia, li abbiamo già in parte enunciati, ma proviamo ad approfondirli. Quest'anno gli impulsi artici freddi hanno quasi sempre scelto la via occidentale per raggiungere l'Italia. Dalla Russia e dalla Scandinavia si sono diretti prima verso il Centro-Europa, poi la Francia e la Spagna, aggirando le Alpi. Solo il primo impulso freddo, poco dopo metà dicembre, ha avuto un'entrata più tradizionale, dalla Porta della Bora, interessando, seppur per breve tempo, anche il Centro-Sud Italia, e risultando così il più incisivo. Successivamente l'aria artica è sempre stata costretta a fare un lungo giro prima di giungere in Italia, e le depressioni franco-iberiche, in spostamento verso il bacino ligure, hanno sempre determinato forti avvezioni calde su tutta l'Italia insulare e peninsulare, e, a tratti, sul Nord-Est, per persistenti correnti di libeccio o scirocco. Non così in Liguria (soprattutto) ed Alta Toscana (solo a tratti), da una parte esposte direttamente ai flussi perturbati che giungono da ovest, senza la protezione diretta alpina o quella che la Corsica offre alle regioni del medio ed alto Tirreno, dall'altra a quelli freddi che lo scirocco fa giungere dalla Val Padana. Naturalmente, in termini assoluti, la razione di freddo e neve maggiori l'hanno avuta le regioni padane e alpine, ma in termini relativi è stata l'area ligure quella a subire le maggiori inclemenze di questo inverno.

Cosa ci aspetta nel futuro? Un così imponente serbatoio freddo, che copre almeno due terzi dell'Europa, non verrà scalzato così facilmente. Ci sono i presupposti affinché il freddo possa raggiungere, già dalla prossima settimana, anche le aree peninsulari italiane, un freddo per il momento moderato, ma che riporterà il sapore d'inverno in zone in cui finora ha fatto solo effimere apparizioni.

E' un andamento così anomalo quello avuto finora? Non c'è dubbio che il caldo che ha interessato alcune regioni italiane non appartenga all'andamento normale di una stagione invernale, ma bisogna considerare che climaticamente, sulle regioni italiane peninsulari e insulari, gli effetti dell'inverno si sentono maggiormente nella sua seconda parte, da metà gennaio e non di rado fino a buona parte di marzo, mentre nel Nord Italia sono spesso dicembre e gennaio i mesi più perturbati e freddi.

Pubblicato da Massimo Aceti

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