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Alluvione di Natale: inondazioni nel Pisano e in Lucchesia per la piena del Serchio

immagine articolo alluvione di natale inondazioni nel pisano e in lucchesia per la piena del serchio
seconda immagine articolo alluvione di natale inondazioni nel pisano e in lucchesia per la piena del serchio La prima foto, di Giovanni Staiano, mostra la breccia nell'argine da cui il Serchio è uscito, andando a inondare Nodica, visibile in fondo a sinistra. La seconda foto, di Angelo Cordoni, mostra il momento in cui le acque tracimate hanno invaso la sede autostradale della A11, direzione Firenze (foto scattata circa 300 metri a est della barriera Pisa Nord).
Disastro nell'area pisana attraversata dal basso corso del Serchio, nel comune di Vecchiano, a pochi chilometri dalla foce. Una breccia apertasi nell'argine poche centinaia di metri a valle di Nodica verso le 9, si è rapidamente allargata e l'acqua si è riversata impetuosa dal letto del fiume in tutta la campagna tra Migliarino, Nodica e la zona industriale della Traversagna, investendo in pieno anche l'autostrada A11, che infatti è stata chiusa al traffico intorno alle10, proprio nella zona intorno alla barriera di Pisa Nord.

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Case allagate, molti elicotteri in volo per monitorare l'area e soccorrere alcune decine di persone rifugiatesi ai piani alti delle case invase dall'acqua, sicuramente attività industriali e artigianali in ginocchio alla ripresa post-natalizia: questi gli effetti evidenti della inondazione di questo lembo di terra pisana al confine con la provincia di Lucca.

Tutta quest'acqua (immaginate quanta ne può uscire da 30-40 metri di argine saltato via, con un fiume in piena), uscita dal letto del fiume deviava subito verso ovest-nordovest, risparmiando Migliarino paese e puntando appunto verso Nodica, l'autostrada A11 e il lago, zone evidentemente leggermente più basse. E allora mi chiedo se è finita qui. Temo invece purtroppo che il lago a sua volta esonderà e che vi siano problemi per la Bufalina e il Burlamacca che lo collegano al mare.

A valle della breccia, il livello del fiume è calato di due metri e mezzo in 1 ora tra le 10 e le 11. Evidentissimo, inoltre, il calo di portata e di velocità della corrente, altre evidenze della enormità della massa d'acqua che usciva dal letto del fiume inondando le campagne.

"Contiamo danni per alcune decine di milioni di euro. Quello che ci è capitato non solo non era prevedibile, ma è stato assai piu grave di quanto avevamo previsto. Sott'acqua è finita praticamente tutta la zona industriale del nostro Comune", ha spiegato Rodolfo Pardini, il sindaco di Vecchiano.

Il fiume ha rotto anche in un altro punto, un po' più a monte, inondando il cosiddetto Oltreserchio, ovvero quella parte del comune di Lucca situata a ovest del fiume. In questa zona situazione drammatica, con circa 1 metro e 40 cm di acqua nelle case, alcune famiglie hanno perso tutto, molti gli sfollati. Testimoni riferiscono scene davvero strazianti come quelle di anziani che sono stati presi con la forza con i canotti perchè non volevano abbandonare le proprie case.

La zona interessata è quella delimitata dal Serchio, dalla Bretella Lucca-Viareggio, dal Torrente Contesora e dal Torrente Cerchia. Il fiume ha rotto l'argine tra la discoteca Casina Rossa e il ponte della Bretella, ora stanno cercando di tappare la falla ma un po' d'acqua continua ad affluire. Servono molti blocchi di cemento e ci sono difficoltà a reperirli in tempi brevi.

Davvero un brutto Natale per gli abitanti del basso corso del Serchio, anche chi non ha avuto danni ha sopportato (cosa minima peraltro rispetto alla disgrazia che ha colpito gli alluvionati) grosse difficoltà nelle comunicazioni. Per breve tempo in mattinata, Migliarino è rimasta isolata, essendo chiusa l'Aurelia sia per Pisa che per Viareggio, nonché ovviamente la provinciale per Nodica. L'Aurelia verso Pisa è stata poi riaperta verso le 13, ma vi sono code notevoli, anche perché le forze dell'ordine filtrano gli accessi, stante la permanenza del blocco della circolazione verso Viareggio. Molto difficili, tra metà e fine mattinata, anche le comunicazioni via cellulare, con le reti intasate dalle chiamate, sia per i soccorsi sia per l'eccesso di chiamate private di coloro che avevano difficoltà a confermare i propri programmi per il pranzo di Natale presso i locali pubblici o le famiglie di parenti e amici. Mentre scriviamo sono ancora chiuse la A11 tra Lucca e Pisa Nord, allagata dalla tracimazione, e la A12 tra Viareggio e Pisa Centro per infiltrazioni che hanno causato cedimenti nel manto stradale.

Già da qualche giorno la situazione del Serchio era da ritenersi pericolosa. Le nevicate dello scorso weekend sono state seguite da un repentino disgelo e dall'insorgenza di correnti miti e umide meridionali apportatrici di piogge niente affatto eccezionali al piano, ma esaltate dall'effetto stau sui rilievi.

Una prima piena notevole il Serchio l'ha avuta mercoledì 23 mattina, particolarmente minacciosa nella parte bassa del suo corso, quella pisana appunto, a causa della concomitanza dell'arrivo dell'onda di piena con una forte mareggiata da libeccio, fatto che ha reso difficile il deflusso a mare delle acque limacciose del fiume in piena.

La previsione di intense precipitazioni per il pomeriggio-sera della Vigilia e per le prime ore del giorno di Natale, abbinate a uno zero termico intorno 2800-3000 metri, con quindi pioggia a tutte le quote e proseguimento del disgelo, rendeva non difficile prevedere una grande piena proprio per il giorno di Natale.

Purtroppo le previsioni si sono rivelate esatte, con piogge torrenziali sia in Apuane che in Appennino soprattutto nel pomeriggio-sera del 24 dicembre. Nel Serchio si sono riversate così ingenti quantità di acqua sia dagli affluenti di sinistra (in primis la Lima) che da quelli di destra (come le varie Turrite), oltre a quella che il fiume si è trascinato a valle sin dalla sorgente. Il pluviometro di Orto di Donna, situato in alta Val Serenaia, sotto il Monte Pisanino, a pochi metri dal luogo dove nasce il ramo apuano del fiume, è stato anzi quello che ha fatto registrare i maggiori accumuli. Dei 344 mm caduti tra le 0 di giovedì 24 e le 18 di venerdì 25 dicembre, circa 220 sono caduti tra le 14 e le 24 del 24 dicembre, con numerosi picchi di oltre 15 mm in 30 minuti. In Appennino, a Pian di Novello sono caduti 279 mm tra le 0 del 24 e le 18 del 25 dicembre, dei quali circa 180 tra le 14 e le 24 del 24.

Segnaliamo anche questi altri accumuli apuani, sempre riferiti al periodo tra le 0 del 24 e le 18 del 25 dicembre, osservando che in tutte le stazioni il periodo in cui si sono concentrate le piogge più intense è il pomeriggio-sera del 24: Campagrina 321 mm (circa 200 nelle 10 ore indicate), Vagli di Sotto 240, Pomezzana 206, Fabbriche di Vallico 198, Palagnana 192, Cardoso 190, Terrinca e Fornovolasco 172, Gallicano 164.

In Appennino Lucchese e Pistoiese, Boscolungo 267 mm, Monte Romecchio 262, Casone di Profecchia 225, Melo 220, Prunetta 165. Accumuli molto più modesti a valle, con, nelle solite 42 ore indicate, 42 mm a Lucca e solo 28 a Vecchiano.

Immagini della giornata sul nostro forum ai link:
http://forum.meteogiornale.it/centro-italia/57576-centro-italia-nowcasting-e-osservazioni-meteo-dicembre-2009-a-259.html
http://forum.meteogiornale.it/centro-italia/57576-centro-italia-nowcasting-e-osservazioni-meteo-dicembre-2009-a-260.html

Pubblicato da Giovanni Staiano

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