Meteo Giornale » Archivio » Detti Popolari »

Arriva l'Estate di San Martino

immagine articolo arriva lestate di san martino L'immagine ritrae una famosa opera di un Maestro sconosciuto ungherese, intitolata "S. Martino ed il povero", 1490 circa, esposta nell'Hungarian National Gallery, a Budapest. In questo periodo dell'anno si sentono spesso pronunciare questi proverbi: " L'estate di S.Martino
dura tre giorni e un pochino","Da San Martino l'inverno è in cammino","Per San Martino ogni mosto è vino" . Cosa si celerà tra le parole di questi detti? Da dove derivano?
Ogni anno, secondo questi proverbi, l'Autunno regala qualche piccolo scampolo di sole, prima dell'arrivo del gelido Inverno e questi pochissimi giorni, secondo i detti popolari italiani, sono in prossimità della festa di S.Martino. Alcuni detti sono legati esclusivamente all'ambiente agro-pastorale, mentre il primo, forse quello più conosciuto, è da ricollegarsi ad una leggenda sulla vita del Santo.

Martino nacque nel 316 in Ungheria; da ragazzino fu avviato alle armi, perché figlio di un ufficiale romano. Abbandonò da giovane la carriera militare, una volta divenuto prete, dopo aver seguito di nascosto la comunità cristiana ed averne appreso gli insegnamenti come catecumeno. Divenne poi vescovo di Tours e, dopo la sua morte, Santo, patrono dell'agricoltura, dei viandanti, delle vigne e del vino.
La leggenda narra che fosse l'11 novembre ad Amiens, in Gallia, una giornata molto fredda , con il cielo coperto, pioggia e vento gelido. Martino, mentre procedeva a cavallo avvolto nel suo mantello da guerriero, incontrò lungo la strada un mendicante che soffriva tremendamente il freddo, perché coperto solo con alcuni stracci. Vedendolo, Martino si preoccupò subito per l'uomo e cercò di capire come aiutarlo. Sarebbe stata necessaria una coperta, ma non ne aveva con sé. Avrebbe potuto aiutarlo dandogli dei soldi, affinché il mendicante si comprasse degli abiti, ma il cavaliere non aveva nemmeno un soldo. Viaggiava solo il suo ampio mantello e la spada, così pensò bene di togliersi il manto e dividerlo con la sua spada, in modo da poterne dare un pezzo al mendicante, che, felicissimo per il gesto, lo ringraziò con una frase di benedizione.
Martino proseguì il suo cammino affrontando la pioggia e il vento, sempre più aggressivi, con la sola metà del suo mantello, che pareva diventare inesistente davanti a cotanto freddo. Ma all'improvviso, dopo pochi passi, il vento iniziò a calare, smise di piovere, il cielo si aprì e divenne sereno e l'aria iniziò a diventare mite. Il sole velocemente riscaldò la terra e Martino poté proseguire, togliendosi la metà del suo mantello. Da qui ebbe origine l'estate di S.Martino.
La leggenda vuole che la tregua di bel tempo autunnale si rinnovi ogni anno, proprio per ricordare il gesto caritatevole compiuto dal cavaliere che poi divenne Santo. Proprio quella notte infatti il Martino sognò Gesù, che lo ringraziò per il gesto compiuto e che gli fece credere di esser lui in persona quel mendicante.

In Italia le manifestazioni sono tante, per il fatto che S.Martino è festeggiato in tantissime località, alcune delle quali lo celebrano come patrono. In Lombardia e in alcune zone della Pianura Padana si festeggia con banchetti, nei quali primeggiano castagne, vino novello e oca. In provincia di Venezia si fa un dolce di pasta frolla molto decorato e guarnito, che ricorda il Santo a cavallo, ed è usanza che solitamente i fidanzati lo regalino alle rispettive fidanzate. I bambini, con l'aiuto dei genitori e delle scuole, organizzano una processione in maschera, nella quale portano con sé anche oggetti da percuotere, e chiedono spiccioli e dolci a passanti e negozianti. Anche nel resto d'Italia si organizzano sagre e feste popolari per questo giorno. In Sicilia è consuetudine macellare il maiale e preparare i salumi da consumare col vino novello, accompagnati dai biscotti tipici, fatti in onore del Santo.
La data dell'Estate di S. Martino, soprattutto in alcune zone del Nord, coincideva con la fine dell'anno lavorativo dei contadini. Alcuni di loro, che non vedevano riconfermato il loro lavoro per l'anno successivo, perdevano vitto e alloggio e dovevano poi traslocare per cercar lavoro altrove. Nelle città rimase quest'usanza, per cui si era soliti traslocare proprio per S.Martino; da qui il detto di "fare S.Martino", per indicare o il trasloco o un periodo di digiuno e penitenza che iniziava il 12 novembre e durava sino a Natale, dopo aver fatto una grande mangiata di oca o tacchino arrosto. Tale usanza la si ritrova anche in Svezia e Danimarca, dove prevalgono i banchetti in cui l'oca, animale strettamente legato ad un altro episodio della vita del Santo, diventa la pietanza principale. In Germania l'Estate di S.Martino invece assomiglia ad Halloween: i bambini si mascherano e la notte del 10 novembre vanno di casa in casa con dei lumini accesi, con la speranza di ricevere qualche dolce o qualche soldo.

La nostra estate di S.Martino trova un corrispettivo nell'"Indian Summer" anglosassone, che, in Europa, dal punto di vista climatico, potrebbe non coincidere esattamente con il giorno 11 novembre, ma indica un periodo mite autunnale breve, che segue le prime gelate, e può realizzarsi tra Settembre e i primi giorni di Novembre. In gran parte degli Stati Uniti orientali l'Indian Summer può durare a volte anche una settimana. Tale periodo, in cui predomina alta pressione con aria calda che sale dal Golfo del Messico, sarà interrotto poi dalla circolazione polare che improvvisamente arriva a ricordare l'arrivo dell'inverno. In Canada questo particolare periodo dell'anno riaccende l'atmosfera di colori vivi e spettacolari, in cui predominano i toni di colore delle foglie d'acero.
Nell'emisfero sud si ha invece il periodo dell'Indian Summer da Marzo a Maggio.
Ricordiamoci però che il termine non ha alcun legame con l'estate dell'India, ma probabilmente ha origine nel diciottesimo secolo e fa forse riferimento al bel tempo, che permise agli Indiani di mietere per tempo i loro raccolti.

Un piccolo appunto letterario: la giornata di S.Martino viene ricordata da Giosuè Carducci nella sua celebre poesia, nella quale si passa dall'immagine del triste e freddo inverno al calore e alla serenità del focolare, illustrando un panorama di aspetti legati a ciò che accadeva nel mondo contadino in questo periodo.

Dalle vostre parti si festeggia S.Martino? Come si festeggia? Che tempo fa solitamente? Pensate che il detto abbia un suo riscontro? Se volete raccontarcelo, in coda all'articolo avete uno spazio per i vostri commenti.
Intanto noi possiamo verificarlo insieme, andando a vedere le previsioni costantemente aggiornate su http://www.tempoitalia.it

Pubblicato da Alessandra Garau - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it

Inizio Pagina