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Se si stacca l'iceberg ...

immagine articolo 11663 Estrema temerità mi è parsa sempre quella di coloro che voglion far la capacità umana misura di quanto possa e sappia operar la natura, dove che, all'incontro, e' non è effetto alcuno in natura, per minimo che e' sia, all'intera cognizion del quale possano arrivare i più specolativi ingegni. Questa così vana prosunzione d'intendere il tutto non può aver principio da altro che dal non avere inteso mai nulla, perché, quando altri avesse esperimentato una volta sola a intender perfettamente una sola cosa ed avesse gustato veramente come è fatto il sapere, conoscerebbe come dell'infinità dell'altre conclusioni niuna ne intende.
Galileo Galilei

Iniziare con questa citazione di Galilei è d'obbligo.
Quest'inverno ha infatti dimostrato inequivocabilmente che i mezzi di informazione sono generalmente poco attendibili in materia di clima. Non che lo siano molto di più nelle altre materie, intendiamoci. Ma arrivare a tacere certe informazioni e a sottolineare in modo continuo altre non è certo il massimo della deontologia che dovrebbe regolare l'informazione. Voglio poi soprassedere sull'etica scientifica di certi climatologi, sempre più numerosi, che arrivano alla ribalta mediatica recitando sempre la medesima litania.

Galilei dice chiaramente che è veramente arrogante da parte dell'uomo, e soprattutto dello scienziato, pensare di poter comprendere tutto riguardo alla natura. La ritiene come uno dei segni di massima stupidità o più spesso scorrettezza. Dice inoltre che se qualcuno ha sperimentato una sola volta quanto sia complessa la conoscenza anche di una sola cosa, allora si renderebbe conto che riguardo ai fenomeni naturali, ed ancora più riguardo a quelli complessi come quelli climatici, bisognerebbe essere molto prudenti. Invece si sentono dai media solo sicurezze, solo certezze, solo scenari già determinati. Si tace sul fatto che questi scenari climatici siano ottenuti tramite modelli simulativi che per ora hanno un tasso di errore enorme, ben superiore al 100%. Chi si fiderebbe di una previsione che avesse una probabilità di sbagliare superiore al 100%?

Già sento le prime lamentele dei cortesi lettori di questo articolo: ecco il solito negazionista.
Invece no, cari amici, tutt'altro. Penso che l'uomo stia inquinando in modo parossistico e grottesco il pianeta, penso che il riscaldamento globale sia una cosa reale e scientificamente provata, penso che da almeno 150 anni la temperatura terrestre stia aumentando inesorabilmente.

Ma riesco anche a pensare che se vogliamo affrontare i problemi, anzi, meglio, se vogliamo conoscere i problemi correttamente, prima di tutto sia necessario riportare i fatti in modo oggettivo. Perché, se si è convinti di una teoria, contraffare i dati? Nasconderne alcuni, amplificarne altri? Gli scienziati, gli ambientalisti, i media pensano forse che siamo così stupidi da non riuscire a comprenderne l'importanza e la gravità senza la loro personale e soggettiva interpretazione? Come dei bambini a cui vanno nascoste certe tragiche verità per non turbarli?

Un iceberg dalle enormi dimensioni si è staccato dalla Penisola antartica, una delle aree del pianeta più soggette al riscaldamento negli ultimi anni. Una notizia certamente importante, forse anche allarmante. Dico forse perché molte sono le teorie su cosa stia accadendo in Antartide. Intanto bisognerebbe partire da una certezza: i ghiacci marini antartici stanno aumentando già da molti anni. Inoltre la massa ghiacciata del continente bianco sta perdendo, secondo i dati satellitari, solo un milionesimo della sua totalità ogni anno. Cioè nulla. Alcuni studi cercano poi di spiegare questa perdita di ghiaccio, che non è dovuta alle alte temperature, come i media in modo ingenuo e ignorante fanno pensare. L'Antartide è il luogo più freddo della Terra, e spesso la massa ghiacciata è posizionata ad altezze che arrivano anche a 3000 metri. Nulla si può sciogliere quando la temperatura rimane costantemente alcune decine di gradi sotto lo zero. Al massimo il riscaldamento può venire dal basso: forse a causa di correnti marine calde, oppure, come alcuni hanno ipotizzato, a causa di un'attività geotermica molto pronunciata.

Ma la cosa che fa pensare, e devo dire anche arrabbiare, è che è stato praticamente taciuto che questo inverno è stato uno dei più freddi degli ultimi anni a livello globale. Dopo il minimo raggiunto in settembre 2007, i ghiacci marini artici hanno ripreso diverse milioni di kmq, tanto da riportarsi a solo mezzo milione dalla norma. Tutte le rilevazioni satellitari confermano che questo trimestre invernale ha fatto segnare una anomalia termica negativa globale pari a -0,1°C, rispetto alla media trentennale dei rilevamenti satellitari 1979-2008. Da sottolineare inoltre che contemporaneamente al minimo estivo dei ghiacci artici vi era stato il record di estensione dei ghiacci antartici, passato totalmente sotto silenzio. Anche i dati terrestri confermano che l'inverno appena finito è stato uno dei più freddi degli ultimi 15/20 anni. Ciò rappresenta un dato, inoppugnabile. Forse fra qualche mese torneremo a misurare temperature elevatissime, ma perché tacere questo rallentamento del Global Warming? Non è forse una notizia altrettanto importante quanto quella del distacco dell'enorme iceberg antartico?
Non per tutti, a quanto sembra.

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Pubblicato da Aldo Meschiari - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it

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