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      Home » Meteo, Milton: l’Eyewall, la zona letale dell’Uragano
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      Meteo, Milton: l’Eyewall, la zona letale dell’Uragano

      Angelo Ruggieri
      Angelo Ruggieri
      Pubblicato: 10/10/2024
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      3 Min Lettura
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      L’uragano Milton è diventato un caso da manuale per gli studiosi di meteorologia a causa della sua incredibile capacità di intensificazione.

       

       

      In meno di 24 ore, è passato da tempesta tropicale a un devastante uragano di categoria 5, raggiungendo velocità dei venti superiori a 300 km/h e registrando una pressione atmosferica minima di 897 hPa. Questo lo colloca tra i cinque uragani più intensi mai osservati nell’Atlantico, subito dietro Wilma.

       

      Ma cosa rende Milton, e in generale gli uragani di tale intensità, così distruttivi? Il segreto si nasconde nella struttura interna della tempesta, in particolare nella regione nota come l’eyewall. Il campo di vento di un ciclone tropicale può essere suddiviso in tre zone principali. La più esterna, a forma di anello, si estende fino a 160 chilometri dal centro della tempesta, con venti che si intensificano gradualmente man mano che ci si avvicina al cuore del sistema. Tuttavia, è l’eyewall, una fascia di nuvole e venti situata a circa 15-30 chilometri dal centro, a rappresentare la zona di maggiore pericolo. Qui i venti raggiungono la loro velocità massima e le precipitazioni diventano torrenziali.

       

      Ma perché l’eyewall è così pericolosa?

      Questa regione si forma grazie alla forte convergenza dei venti che, in superficie, vengono forzati verso il centro dell’uragano. Quando questi venti raggiungono l’eyewall, sono costretti a salire rapidamente, sollevando con sé enormi quantità di umidità dall’oceano. Questo processo, noto come convezione, è ulteriormente amplificato dalla forza di Coriolis, che nell’emisfero settentrionale devia i venti verso destra, rafforzando la rotazione e l’intensità del ciclone.

       

       

      Un aspetto chiave nella formazione dell’eyewall è il rilascio di calore latente. Quando l’umidità trasportata verso l’alto si condensa, rilascia energia termica che alimenta ulteriormente la tempesta, creando un ciclo di intensificazione che rende l’eyewall la zona più violenta e imprevedibile di un uragano. È qui che si registrano i danni maggiori, con venti in grado di devastare interi territori e piogge capaci di causare inondazioni estese.

       

       

      All’interno dell’eyewall, l’occhio del ciclone rappresenta una sorta di paradosso meteorologico: una regione di calma relativa dove i venti cessano quasi del tutto. Tuttavia, questa quiete temporanea è spesso seguita dal passaggio dell’altra metà dell’eyewall, che riporta con sé le condizioni distruttive iniziali. Milton, come altri uragani intensi, ha mostrato l’incredibile potenza della natura, ricordandoci ancora una volta l’importanza di comprendere queste strutture per prevedere e mitigare i loro effetti devastanti.

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