Un nuovo vortice di bassa pressione si prepara a colpire con decisione le regioni dell’estremo Sud. Ancora una volta saranno piogge insistenti, venti sostenuti e mareggiate a dominare la scena su molte località per l’intero fine settimana. In questo contesto spiccano però anche segnali più incoraggianti: in occasione della Candelora, il 2 febbraio, il tempo potrebbe finalmente concedere una pausa, con il ritorno del Sole su numerose regioni italiane.
Dopo un periodo prolungato caratterizzato da instabilità e perturbazioni a ripetizione, l’alta pressione tenterà una timida rimonta. Non si tratterà di una struttura solida e duratura, ma di un anticiclone di passaggio, capace comunque di garantire un paio di giornate più luminose e anche temperature leggermente più gradevoli, soprattutto al Sud e sulle isole maggiori. Questo tipo di alta pressione, spesso definita “mobile”, si inserisce tra due sistemi perturbati e ha una durata limitata. Tuttavia, l’aumento graduale delle temperature sul Nord Africa, favorito dall’avanzata stagionale e dal progressivo allungamento delle giornate, renderà le correnti di scirocco previste sul Meridione decisamente più miti, contribuendo a un temporaneo rialzo termico.
La stagione avanza, ma…
Ed è proprio questo uno degli elementi centrali di questa fase dell’anno. Dopo il solstizio invernale il Sole inizia rapidamente a guadagnare quota sull’orizzonte e le giornate si allungano con maggiore evidenza. Di conseguenza, il Sahara e l’intera fascia subtropicale cominciano ad accumulare sempre più energia. Questo fa sì che ogni richiamo d’aria meridionale risulti progressivamente meno freddo rispetto a quanto accadeva a dicembre o nella prima parte di gennaio.
Si tratta di un processo del tutto naturale, che rappresenta l’inizio di una lenta transizione verso la primavera meteorologica, pur restando all’interno di un contesto ancora pienamente invernale. Questo temporaneo riscaldamento sarà più evidente tra il 3 e il 4 febbraio sulle regioni meridionali, in particolare tra Calabria e Sicilia. Sarà però una fase molto breve, destinata a essere rapidamente interrotta da un nuovo peggioramento di origine atlantica.
Cosa accadrà nel giorno della Candelora
Guardando più da vicino alla giornata della Candelora, lunedì 2 febbraio, il quadro meteorologico appare decisamente più tranquillo sul Centro-Sud dopo un fine settimana agitato. Il Sole tornerà protagonista su molte regioni, fatta eccezione per qualche residua nuvolosità su Puglia, Calabria tirrenica e Sicilia. A partire dalla sera, però, si noterà un nuovo aumento delle nubi sul Nord-Ovest, chiaro segnale dell’avvicinamento di un’ulteriore perturbazione.
Il tempo risulterà dunque più stabile sulle regioni centrali e meridionali, con temperature in lieve rialzo soprattutto al Sud, mentre le prime avvisaglie di un nuovo peggioramento cominceranno a manifestarsi sulle regioni nord-occidentali.
Inverno davvero finito?
Uno dei detti popolari più conosciuti recita:
“Per la santa Candelora,
se nevica o se plora,
dell’inverno siamo fora;
ma se è sole o solicello,
siamo ancora a mezzo inverno.”
Questo proverbio nasce in un contesto storico in cui l’osservazione del cielo rappresentava uno dei pochi strumenti a disposizione per interpretare il futuro delle stagioni. In alcune versioni il significato si capovolge, in altre resta invariato, ma l’idea di fondo è sempre la stessa: la Candelora viene vista come una sorta di confine simbolico tra la fase più dura dell’inverno e l’inizio della sua lenta attenuazione.
Dal punto di vista scientifico, però, il 2 febbraio non rappresenta alcuna soglia climatica reale. Febbraio è anzi uno dei mesi più imprevedibili dell’anno, capace di alternare fasi miti a improvvise e talvolta violente irruzioni fredde. La storia climatologica italiana mostra chiaramente come alcune delle ondate di gelo più intense si siano verificate proprio nella seconda metà del mese, ben oltre la Candelora.
È quindi fondamentale ricordare che si tratta di tradizioni popolari prive di fondamento meteorologico, al pari dei celebri Giorni della Merla. Il comportamento del tempo in una singola giornata non può fornire indicazioni attendibili sull’andamento dell’intero mese o sulla fine dell’inverno.
L’Inverno ha ancora molto da dire
Ciò che appare più plausibile è che, con il passare delle settimane, il contributo dell’aria di origine africana tenderà gradualmente ad aumentare. Questo renderà più frequenti le parentesi miti, alternate però a rapide incursioni perturbate di matrice atlantica. L’inverno non si chiude bruscamente, ma entra in una fase di progressivo indebolimento, caratterizzata da contrasti sempre più marcati tra masse d’aria differenti.
Maggiore energia in gioco significa anche fenomeni potenzialmente più intensi. Con tutte le perturbazioni atlantiche presenti è chiaro che cresce il rischio di piogge abbondanti, temporali e grandinate. Non va infine esclusa la possibilità di nuove irruzioni fredde, soprattutto nella seconda metà di febbraio, un’eventualità tutt’altro che rara in un contesto atmosferico così dinamico e instabile.
Fonti e credits
Per questa analisi sono stati consultati i principali modelli meteorologici globali, utili a valutare le condizioni meteo per la Candelora e per il prosieguo di Febbraio.
Dati e proiezioni del Global Forecast System (GFS) – NOAA
https://www.ncei.noaa.gov/products/weather-climate-models/global-forecast
Elaborazioni del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF)
https://www.ecmwf.int/en/forecasts
Supporto dai prodotti ufficiali della NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
https://www.noaa.gov

