Le ondate di calore non colpiscono tutte le aree d’Italia allo stesso modo
Il riscaldamento meteo-climatico non si distribuisce in modo uniforme. In Italia, ci sono zone in cui le ondate di calore stanno aumentando in frequenza e intensità molto più rapidamente rispetto ad altre. La tendenza non è percepita solo a livello empirico, ma è confermata da decine di serie storiche e indicatori climatici. Il cambiamento riguarda sia il numero di episodi estremi, sia la loro durata e il periodo di comparsa, ormai sempre più anticipato.
Sud e Isole Maggiori: i numeri di un’escalation rovente
Secondo il Rapporto ISPRA 2023 sul clima, la regione che negli ultimi trent’anni ha registrato l’incremento più marcato delle ondate di calore è la SICILIA, seguita da SARDEGNA, CALABRIA e PUGLIA. In queste aree, l’indice di frequenza HWFI (Heat Wave Frequency Index) è quasi raddoppiato rispetto alla media del periodo 1961-1990.
In particolare, città come CATANIA, SIRACUSA, IGLESIAS, LECCE, TARANTO e CAGLIARI sono passate da 1-2 eventi all’anno a 5 o più episodi superiori ai 35°C ogni estate, con punte sempre più vicine ai 40 gradi già a GIUGNO.
Centro Italia: il Lazio in forte accelerazione
Anche il LAZIO, e in modo particolare la città di ROMA, mostra una crescita evidente nella persistenza delle temperature elevate. Secondo i dati del Copernicus European State of the Climate 2023, la Capitale ha registrato un aumento medio annuo di +2,2°C durante gli eventi di caldo estremo, con un incremento della durata media da 3 a 7 giorni consecutivi.
Un fenomeno analogo interessa l’UMBRIA e alcune zone interne della TOSCANA, dove l’effetto di conca e la scarsa ventilazione amplificano il disagio termico nei periodi anticiclonici prolungati.
Nord Italia: meno frequente ma più insidioso
Nel Nord, le ondate di calore sono meno numerose, ma stanno diventando più pericolose, soprattutto in Pianura Padana. Le città di MILANO, TORINO, BOLOGNA e VERONA registrano un aumento significativo dell’indice di disagio da caldo (HDI) a causa dell’umidità elevata e della crescente inefficacia del raffrescamento notturno. Il calore latente resta intrappolato, soprattutto nei centri urbani ad alta densità edilizia.
Secondo un’analisi del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), la valle del Po è una delle zone a maggiore crescita di notti tropicali, con oltre 30 notti sopra i 20 gradi registrate nell’estate 2022, contro le 5-10 degli anni Novanta.
Tendenze future: verso un’Italia a due velocità termiche
Le proiezioni stagionali elaborate dal Centro Europeo ECMWF e dal NOAA Climate Prediction Center indicano una differenziazione crescente tra il Nord, soggetto a ondate più brevi ma umide e soffocanti, e il Sud, sempre più esposto a fiammate africane prolungate e secche, soprattutto tra LUGLIO e AGOSTO.
Tutto questo rafforza la necessità di piani locali di adattamento meteo-climatico su scala regionale e urbana. Le stesse ondate di calore, pur partendo dallo stesso meccanismo atmosferico, non colpiscono mai allo stesso modo e rischiano di accentuare le disuguaglianze territoriali già presenti nel Paese.
