Meteo: Strat Warming. Repentina Ondate di Gelo

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Buona parte di voi non era qui, ma nel 1985, in questi giorni di gennaio, si stava per compiere la maggiore ondata di gelo ormai dopo quella del febbraio 1956.

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La previsione meteo del Colonnello Andrea Baroni annunciava nel “CHE TEMPO CHE FA”, un programma quotidiano di previsioni del tempo, la poderosa ondata di gelo che si stava concretizzando a seguito di un termine nuovo per quei tempi, e disse: lo “Strat Warming”, quel riscaldamento rapido della Stratosfera che influenza la stabilità del Vortice Polare, e che innesca le ondate di gelo, è la causa dell’ondata di freddo particolarmente intensa che ci sta per interessare.

 

Attenzione, non tutti riscaldamenti improvvisi della Stratosfera generano ondate di gelo, come nemmeno gli sballottamenti del Vortice Polare, e ancor meno, l’inversione delle correnti che da occidente divengono orientali trasportando blocchi di aria gelida dalla Siberia sino all’Europa.

 

Il termine Strat Warming è l’acronimo di Sudden Stratospheric Warming o SSW, e definisce il riscaldamento anomalo e improvviso della Stratosfera terrestre.

 

Quindi, si realizza in una fascia dell’atmosfera superiore alla Troposfera, cioè quella dove avvengono i fenomeni meteorologici, con probabili conseguenze sull’evoluzione meteorologica al suolo. Questa fascia atmosferica è chiamata Stratosfera.

 

Lo Strat Warming, come da numerose pubblicazioni e soprattutto, ai giorni d’oggi è studiata da eminenti scienziati, produce una rottura o separazione, detto Split, della circolazione atmosferica polare. Questa si divide in due o più parti, estendendo la sua influenza alla Troposfera, dove determina come delle onde che si dirigono verso meridione, invadendo regioni a clima temperato dove diventa causa di ondate di freddo.

 

Le ondate di freddo invernali, in buona parte, derivano dalle ondulazioni del Vortice Polare, ma in Europa sono più efficaci quando si concretizza uno split del Vortice Polare. Tale fenomeno non è sempre causato dallo Strat Warming.

 

Episodi di Strat Warming sono correlati a ondate di gelo che hanno influenzato l’Italia o parte di essa negli anni 1929, 1963, 1985, 1996, 2022, 2018. Parte di essa perché talune ondate di gelo menzionate sono state meno invasive, ad esempio, nelle regioni del Sud Italia, tra questa quella del 1929.

 

Per il 1929, 1956 e 1963 sono reperibili simulazioni, attraverso calcoli matematici, di ciò che avvenne all’epoca.

 

In conclusione, lo Strat Warming maggiore è quello che può generare eventi di gelo siberiano dovuto dall’inversione delle correnti generali, che spingono il freddo dalla Siberia verso occidente. Sono fenomeni alquanto rari, ma che in passato, evidentemente sino alla fine del 1800, erano molto più frequenti di quanto succede attualmente.

 

Allora c’era la Piccola Era Glaciale, questa fu l’effetto probabilmente di una fluttuazione climatica, in quanto non tutto il Pianeta ne fu coinvolto. Addirittura, alcune aree furono investite da temperature più elevate rispetto al periodo precedente.

 

La domanda che la scienza si pone è quanto i cambiamenti del clima stiano influenzando l’avvento di Strat Warming.


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