Meteo Italia, da un Gennaio mite AD un Febbraio da super Gelo


burian e gelo 1956 - Meteo Italia, da un Gennaio mite AD un Febbraio da super Gelo

Molto spesso assistiamo ad uno sconquasso stagionale quando una prima parte della stagione invernale si presenta dal meteo mite. Così avvenne in annate non molto distanti dai tempi d’oggi, si veda il 2012, con un inverno definito inesistente sino all’avvento del gelo dalla Siberia. E la medesima cosa avvenne nel lontano 1956 di cui iniziamo a descrivere quello che poi fu un evento meteo storico.

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Dal tempo del passato non si fanno previsioni di tempo, ma si impara a conoscere le avversità climatiche estreme, che specie in un’epoca di cambiamenti del clima che in varie parti del Globo si presentano più marcate, con nuove fasi di gelo storico, grandi nevicate.

 

REPORTAGE METEO E CLIMA.  Il 31 gennaio 1956 in Europa

Il 31 gennaio 1956 l’ondata di freddo e maltempo comincia ad avvicinarsi all’Italia e si abbatte con prepotenza sulla Gran Bretagna, investita da piogge torrenziali simili a un interminabile temporale estivo tropicale. Londra si allaga, molti fiumi straripano.

Ma, nel corso della mattinata, nello spazio di sole due ore la temperatura crolla di 15°C e la pioggia si trasforma in neve. A Birmingham, sotto il peso della neve, crollano due case .

 

Nella Svezia settentrionale si misurano punte minime di temperatura di -50°C. Lungo le coste danesi si formano lastre di ghiaccio sul mare. Una violenta mareggiata flagella le coste francesi della Bretagna. Anche il Belgio si è ammantato di bianco, dopo una copiosa nevicata.

 

Intanto, in URSS, l’ondata di freddo raggiunge il culmine e a Mosca il termometro scende fino a -37°C e a -42°C nei dintorni. In Bielorussia si toccano -34°C.

 

L’origine del grande gelo

Il 31 Gennaio 1956 al suolo è presente una vasta cellula anticiclonica posta sulla Scandinavia, dove si raggiunge un valore di pressione massimo di 1045 hPa.

Sul suo bordo orientale, un fronte freddo, dalla regione russo-baltica, si dirige verso l’Europa orientale.

 

Il fronte di irruzione dell’aria fredda è posizionato tra i Pirenei e l’Italia meridionale. Una depressione di 994 hPa centrata sulla Puglia permette l’ingresso di venti freddissimi da est sulla nostra Penisola.

 

La cellula anticiclonica di blocco presente sulla Scandinavia è ben strutturata anche in quota e il fronte freddo che scorre sul suo bordo orientale è pilotato da una depressione in quota situata sulla Russia, origine del forte afflusso artico verso il cuore dell’Europa.

Una seconda depressione in quota, associata ad una temperatura di -40°C a 5100 metri di altezza, è presente sulla Germania, mentre un terzo minimo barico lo troviamo sulle Marche.

 

Al livello di pressione di 850 hPa (circa 1300-1400 metri), si può notare la vasta ed intensa irruzione di aria artica russa: i valori di temperatura sono estremamente bassi, con isoterme di -22°C sull’Europa Centrale e di -20°C fino al confine della Francia.

Sempre alla quota di 850 hPa, sull’Italia settentrionale si va dai -12°C ai -16°C, su quella centrale tra i -4°C ed i-8°C, mentre l’isoterma 0°C si pone tra la Sardegna e la Puglia.

E’ l’origine della grande irruzione fredda che segnerà tutto il terribile mese di febbraio del 1956…


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