Meteo,  il gelo dalla Russia (Burian), e perché potrebbe venire in Italia

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Si fa parecchia confusione sull’arrivo del freddo. Succede soprattutto d’inverno, per diffuso desiderio di avere la “neve a casa propria”.

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Siamo in una stagione che ha visto l’inverno giungere tardivo rispetto alla media. In questo breve approfondimento cercheremo di parlare di quella situazione che, in schemi climatici di comportamento, va ad innescare il gelo provenienti dalla Russia che in Italia è chiamato Burian. Ne parliamo anche perché quest’anno l’evento non si palesato nemmeno nei modelli matematici.

 

In questi giorni la temperatura è scesa su tutta Italia, ci sono notizie di neve che giungono anche dalla Sicilia, dove il bianco candore ha fatto la sua apparizione sino a quote inferiori e 500 metri. Ci sono foto con spiagge coperte di neve a grani, e poi giungono le notizie dall’estero, come quelle delle basse quote dell’Algeria dove si sono avute delle nevicate, e non solo le classiche fioccate.

 

Sovente si va in errore sul meteo invernale. Se si fa eccezione per il Nord Italia, dove in pianura la neve dovrebbe cadere varie volte durante la stagione invernale, ma anche permanere al suolo complessivamente alcune settimane, altrove la neve non è un fenomeno atmosferico così scontato da vedere ogni anno.

Ovviamente escludiamo i vari rilievi.

 

In Italia succede un po’ come per il Natale dove l’immaginario comune lo aspetta sotto la neve. Ma la neve a Natale non cade quasi mai. E così anche l’inverno non è inverno, come immaginario, se non cade la neve almeno una o più volte a seconda della località. Ma il clima italiano e complesso e parecchio articolato, e non sempre associato a “inverno = neve”.

 

In questo periodo siamo in una fase con temperature che complessivamente sono di poco sotto la media. Tuttavia, questa lieve anomalia non va nemmeno minimamente a compensare le forti anomalie positive, ovvero il lungo periodo con temperature sopra la norma avuti nell’autunno e all’inizio dell’inverno.

 

Abbiamo varcato la terza decade di gennaio. L’inverno meteorologico terminerà il 28 febbraio. Con marzo generalmente le condizioni atmosferiche tendono a cambiare verso un timido cenno primaverile, però non sono infrequenti i tardivi colpi di coda invernali. Inoltre, da alcuni anni assistiamo a vari periodi con gelate tardive anche ad aprile, oltre che a protratte nevicate. Qualche anno fa vedemmo addirittura un mese di maggio con le sembianze dell’inverno più che della primavera inoltrata.

 

Dopo questa premessa parleremo di gelo russo, quello che si forma in Siberia, insomma. Quello che in alcune circostanze raggiunge l’Italia trasportando tutto quel gran freddo che fa in Siberia, ovviamente arriva notevolmente mitigato. In queste circostanze, come abbiamo potuto leggere da diversi approfondimenti disponibili nei vari reportage, la temperatura può scendere a valori che sono abitualmente impensabili. Ma solo in alcune di queste ondate di freddo succedono temperature così straordinariamente basse, altre generano gran freddo che comunque assume una indubitabile rilevanza, con molte città italiane che registrano temperature sotto zero.

 

Il Burian, ovvero il gelo che viene dalla Siberia, è generalmente innescato da due principali condizioni: la prima è quella divenuta più nota, e che viene innescata da un riscaldamento fortissimo della Stratosfera. Questo fenomeno chiamato è chiamato Stratwarming. A tal proposito, i modelli matematici di previsione ne prospettano uno nei prossimi giorni. Ma questo fenomeno non equivale ad un’ondata di gelo verso l’Italia.

Il tutto è ben più complesso. Altre volte il freddo viene spinto da basse pressioni, o anticicloni, ma non sono eventi duraturi quanto quelli che avvengono a seguito dello Stratwarming.

 

Il riscaldamento della Stratosfera per avere effetto e indurre l’inversione dei venti a bassa quota, ovvero da est verso ovest trascinando il grande gelo, deve coincidere con altre complesse dinamiche ad oggi non affatto chiare.

Questo è un tema complesso che in questa sede eviteremo di approfondire. Sullo Strat Warming (o Stratwarming) ci sono numerose pubblicazioni, ma nonostante l’importanza di questo fenomeno, mancano i finanziamenti per studiarlo appropriatamente.

Per dire, ci sono maggiori studi, e finanziamenti, sulla sola evoluzione del Vortice Polare perché incide notevolmente nelle avversità meteo invernali nel Nord America.

 

Altro gelo che può raggiungere l’Italia non è il Burian, ma sono quelle masse d’aria molto fredda provenienti dalle regioni dell’Artico russo che si spingono verso le aree costiere occidentali della Siberia e poi la Lapponia, da dove discendono verso la parte occidentale della Russia, la Polonia per spingersi verso i Balcani e quindi raggiungere l’Italia. Questo fenomeno non è il Burian, eppure è in grado di portare condizioni meteo di grande gelo.

 

Quest’anno sono mancate quelle condizioni che potrebbero trasportare tali masse d’aria verso l’Italia. Circa una decina di giorni fa, aria davvero gelida proveniente dall’Artico russo si è portata verso la Russia europea, interessando marginalmente anche i Paesi dell’est del nostro Continente. Questa massa d’aria fredda non ha raggiunto il Mediterraneo dove c’era un forte anticiclone caldo. Addirittura, era presente quello africano che dovrebbe stazionare durante la stagione estiva occasionalmente, e non di certo tra Natale e l’Epifania.

 

Pertanto, un’occasione di gran freddo proveniente dall’Artico è stata respinta da un anticiclone. In questi anni gli anticicloni sono stati molto presenti, respingendo ogni attacco di ondate di gelo verso l’Italia.

 

L’inverno, quello serio, statisticamente ha ancora circa 50 giorni di vita, questo in teoria, e in questo ampio lasso di tempo, secondo gli archivi di meteorologia, avvengono le condizioni meteo più favorevoli per avere ondate di gelo in Italia.

Il gelo, però, non è quello che abbiamo questi giorni (i giornali urlano in prima pagina tal notizia, ma mica è vero). Attualmente, se si fa eccezione di alcune parti d’Italia, la situazione meteo è più prossima alla media climatica che all’anomalia.

 

Il fine mese, inizio di febbraio 2023 si annunciano molto dinamici, molto differenti rispetto ad un anno fa, teniamone conto per eventuali nuove sfide verso previsioni meteo di freddo.

 

Nel nostro sito web seguiranno nuovi approfondimenti dove cercheremo con assoluta semplicità e speriamo modestia, narreremo le tendenze meteo climatiche.

 

Concludo. I nostri articoli sono realizzati al fine di dare un’opinione, una linea di tendenza equilibrata dopo aver consultato innumerevoli modelli matematici classificati come non pubblici da buona parte dei Centri Meteo mondiali.

 


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