Meteo: raffica di Cicloni Bomba in America. Rischi in Europa mediterranea

ciclone bomba 4653 - Meteo: raffica di Cicloni Bomba in America. Rischi in Europa mediterranea

Dal 4 gennaio, varie aree della California settentrionale e meridionale sono state colpite notevoli quantità di precipitazioni, con inondazioni diffuse, frane, abbondanti nevicate sui rilievi, oltre che venti estremamente forti. Questo clima, di per sé pericoloso, e ha già causato diverse vittime.

Advertising
Advertising

 

Secondo il National Weather Service la responsabilità di una tale ondata di maltempo è duplice. La prima è una grande tempesta nota come “ciclone bomba” ed il secondo è un fenomeno chiamato “fiume atmosferico”. Il fiume atmosferico non è altro che il flusso di perturbazioni provenienti dal Pacifico, un equivalente di quello che possiamo vedere noi proveniente dall’Atlantico con le perturbazioni una di seguito all’altra.

 

Negli Stati Uniti d’America si è parlato parecchio di cicloni bomba, a Natale uno ha investito la parte nordorientale dello Stato, causando numerose vittime e danni ingentissimi perché accompagnato da una tempesta di neve e ghiaccio. Ma cosa sono il ciclone bomba ed il fiume atmosferico? E perché sono abbastanza minacciosi da provocare vittime e spingere le autorità a dichiarare lo stato di emergenza come è avvenuto negli Stati Uniti d’America? Pensate che in regioni ad alto rischio dello Stato della California sono state ordinate delle evacuazioni obbligatorie. Qualcosa del genere è avvenuto nel 2022 dell’Australia sudorientale per effetto delle alluvioni.

Ciclone bomba in prossimità dell’Islanda.

Per fortuna in Italia, per ora, non abbiamo condizioni meteo così estreme, ma dobbiamo tener conto che negli ultimi anni, soprattutto gli ultimi cinque, abbiamo visto un sensibile aumento di fenomeni meteo estremi. Il maltempo assume sovente maggiore intensità, causa maggiori danni, e purtroppo si segnalano non di rado delle vittime.

 

Il fiume atmosferico non è altro che un flusso di perturbazioni che si susseguono una dopo l’altra, e che nel corso del tempo accumulano grosse quantità di precipitazioni negli stessi luoghi. Ciò va a determinare un aumento sensibile del flusso delle acque in fiumi e torrenti, e quindi di allagamenti, eventi franosi, eccetera. Abbiamo già visto qualcosa del genere in Italia nella prima quindicina di dicembre, quando in varie aree i fiumi avevano raggiunto il livello di guardia, ciò è avvenuto dalla Toscana sino alla Calabria. Per non parlare poi degli eventi franosi sono avvenuti ad Ischia.

 

Ma cos’è un ciclone bomba? Vi avevamo parlato in occasione della tempesta che aveva interessato la parte nordorientale degli Stati Uniti d’America, ciò per comprovare quando parliamo del rischio di cicloni esplosivi in Italia. Per evidenziare che tale termine non è una nostra invenzione.

 

 

In poche parole, un ciclone bomba è una grande e intensa tempesta associata a un improvviso e significativo calo della pressione atmosferica. Qualcosa del genere è previsto nei primi giorni della prossima settimana in Italia. Ovviamente, si tratta di previsioni che andranno confermate.

 

In generale, i cicloni extra tropicali, che sono fondamentalmente gigantesche masse d’aria in movimento, si poggiano ad aree invece con alta pressione. I cicloni bomba si verificano quando la pressione atmosferica scende improvvisamente e bruscamente nella sezione di massa a bassa pressione. Ciò rende la differenza di pressione tra alta e bassa pressione molto pronunciata, il che intensifica i venti correlati alla tempesta. In termini molto semplici, nelle mappe che disegnano i valori della pressione atmosferica al suolo, vedremo delle linee che segnano i valori uguali della pressione molto ravvicinati. Queste linee sono chiamate isobare. Ogniqualvolta le isobare sono molto ravvicinate si verificano venti molto forti.

 

Secondo vari studi, in questi ultimi anni abbiamo avuto un sensibile aumento di cicloni bomba in tutto il Pianeta, segno dell’estremizzazione meteo climatica dovuta al cambiamento del clima.


Exit mobile version