Meteo, e se fosse questo l’anno senza Inverno

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La tendenza meteo climatica per ottobre sta risultando completamente imprecisa. Si susseguono inusuali ondate di caldo fuori stagione, oltre che la prosecuzione del deficit pluviometrico, e non solo in Italia, su quasi tutta Europa. In media le persone applaudono a questo clima mite, con l’inconsapevolezza che tutto questo calore sprigiona energia, e che quando la lunga serie di situazioni di blocco spariranno, avremo tempeste ed eventi meteo estremi.

Mappa solo rappresentativa con anomalie di temperature invernali. Tuttavia, lo schema ben si combina a diversi ultimi inverni.

Esperti di Copernicus

In una dichiarazione pubblica, Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service che produce anche previsioni stagionali per il Centro Europeo (ECMWF) dice: riteniamo che l’inverno sia più caldo del solito, tuttavia, c’è ancora una possibilità significativa di una situazione di blocco, che può portare a temperature fredde e vento debole in Europa.

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L’affermazione è stata rilasciata all’agenzia di stampa AFP.

 

Il dietro le quinte

Lo schema di circolazione atmosferica noto di blocco anticiclonico, d’inverno può portare un clima stabile, spesso privo di venti intensi e temperature sopra la media. Ma qualcosa potrebbe cambiare a novembre, così si vocifera dalle proiezioni stagionali.

 

Cosa dicono a Copernicus

Noi qui abbiamo interpretato al meglio la dichiarazione del direttore di Copernicus che sostiene: sembra esserci una pronunciata probabilità di un focolaio di freddo a dicembre. In merito a ciò, il condizionale è d’obbligo sempre in previsioni stagionali.

 

Rammentiamo che l’ECMWF produce modelli meteorologici con i dati di una serie di servizi meteorologici nazionali di tutta Europa. Il Centro Meteo Europeo che è tra i maggiori al mondo assieme a quello americano, con previsioni estese a tutto il Pianeta. I super computer sono stati spostati dall’Inghilterra in un enorme centro di calcolo che ha sede a Bologna.

 

Gli esperti europei di Copernicus dicono che l’inverno europeo dovrebbe essere più mite del solito a causa del fenomeno meteorologico globale di La Nina, correlato al raffreddamento delle temperature superficiali nell’Oceano Pacifico equatoriale centrale e orientale. Tema di cui abbiamo parlato parecchio, ma a cui si insinuano in Europa numerosi altri indici climatici che ne hanno prevalenza.

 

Buontempo dice, in un anno con La Nina, l’ultima parte dell’inverno europeo tende a favorire venti occidentali, quindi miti e umidi. Eppure, gli ultimi due, nonostante tale condizione sono stati asciutti, specie quello del 2021-22, causando la siccità del secolo.

 

Energia e Inverno

Esperti energetici non governativi prevedono che l’Europa sarà in grado di resistere ai tagli al gas della Russia questo inverno, a condizione, però che le temperature rimangano in linea o superiori alla media.

 

Il punto è questo, un anno senza inverno ci potrà essere? In teoria no, ma con temperature molto superiori alla media si, come è stato quello del 2021-22 in Europa, preceduto, però da un inizio d’autunno molto meno mite rispetto a questo del 2022.

 

In linee generali ci sono delle influenze su vasta scala di indici di comportamento del clima, ma i cambiamenti del clima stanno alterando le tradizionali previsioni stagionali, pure anche gli indici, e direi portano un po’ tutti allo sbaraglio, mentre in quanto di questi tempi è indispensabile conoscere il clima del futuro.

 

Caldo invernale

L’Italia è tra le aree a maggior rischio caldo invernale, questo fintanto che viene favorito l’espandersi di anticicloni nordafricani. Ciò sarebbe una manna dal cielo per famiglie e imprese, in compenso la prossima estate dovrebbe essere dal clima vivibile, e non di certo come quella trascorsa. Tutto questo ci aiuterebbe a sostenere i costi energetici, ma anche la disponibilità di gas.

 

Previsioni stagionali strumento utilissimo

Di questi tempi le previsioni del clima stagionale sono di primaria importanza. L’Agenzia internazionale per l’energia con sede a Parigi, ritiene che temperature di circa il 10% al di sotto della media durante l’inverno, metterebbero a dura prova il sistema del gas europeo. E forse ancor peggio sarebbe un’ondata di freddo tardiva, quando si immagina che le scorte di gas saranno basse.

 

Perciò, un inverno mite sarebbe ideale, procurerebbe molti meno danni di una stagione rigida, dove molte famiglie potrebbero patire il freddo perché non sarebbero in grado di pagare i conti del gas.

 

Il collasso

Di certo ci sono delle responsabilità politiche su ampia scala su ogni ambito, dall’attuale collasso energetico, ma ancor peggio per le emissioni di gas serra, che con il conflitto europeo sono aumentate.

 

L’uomo, ma non il singolo cittadino del nostro Pianeta, è autodistruttivo.

 

Come stanno le cose

Per concludere, il nostro obiettivo non è cercare il freddo a tutti i costi, ma scrivere articoli con riferimenti autorevoli. È ovvio che in una stagione che si avvia al freddo si discuta dei rischi di ondate di gelo, di rigidità, di maltempo estremo, anche in virtù del meteo estremo ormai protagonista. Pensate che domenica 16 ottobre, al pomeriggio, una linea di groppo con temporali ha causato venti di raffica a oltre 150 km orari in Finlandia, dove sono stati superati i 20 gradi nell’estremo sud.

 

C’è stato un fenomeno meteo in pieno stile estivo.


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