Meteo invernale stravolto dai cambiamenti climatici e La Nina

Sarà un grande Inverno? Si, no, ipotesi

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Meteo invernale stravolto dai cambiamenti climatici.

Per cercare di capire come sarà l’imminente stagione invernale dobbiamo ricordarci che non esiste una sfera di cristallo. Il clima globale è un sistema molto complesso, con innumerevoli fattori sia su larga scala sia su piccola scala. Ciò che cercheremo di capire è come La Nina potrebbe influenzare la stagione meteorologica invernale 2021/2022.

 


L’immagine che abbiamo allegato ci mostra uno scenario invernale “perfetto” sia per gli Stati Uniti che per l’Europa. Nello specifico notiamo un blocco anticiclonico sulla Groenlandia e sul Pacifico settentrionale, mentre un sistema di bassa pressione pilota aria più fredda verso gli Stati Uniti e l’Europa. E’ ciò che si augurano tutti i meteo appassionati.

 

Per quanto riguarda La Nina possiamo dirvi, subito, che solitamente ha notevoli influenze sulla cosiddetta corrente a getto. La corrente a getto è un grande e potente flusso d’aria (vento) a circa 8-11 km di altitudine. Scorre da ovest a est intorno all’intero emisfero settentrionale, influenzando ovviamente le strutture bariche e la loro intensità.

Storicamente, l’effetto più tipico di una fase ENSO fredda è la formazione di un imponente blocco anticiclonico nel Pacifico settentrionale. Non solo, di solito osserviamo sistemi depressionari sul Canada e sull’Europa sudoccidentale.

 

La corrente a getto dopo aver superato il Canada e gli Stati Uniti si sposta nell’Oceano Atlantico. Qui può seguire diverse strade, che dipendono dal tipo di circolazione emisferica e dai sistemi barici (alte e basse pressioni) esistenti nell’Atlantico. È qui che La Nina perde probabilmente la sua influenza diretta in Europa, difatti le strutture bariche oceaniche prendono il sopravvento.

 

L’influenza della Nina si traduce in un cambiamento nel posizionamento della corrente a getto in entrata da ovest. Tale flusso può fondersi con i sistemi oceanici, contribuendo a creare un modello climatico completamente diverso per l’Europa. Il problema è che il risultato finale è molto più imprevedibile nella zona euro-atlantica che nel Nord America, laddove l’influenza della Nina è più diretto.

 

Fatto sta che nell’imprevedibilità citata potrebbero rientrare tutta una serie di casistiche che andrebbero dall’inverno esplosivo all’inverno povero di precipitazioni. Ricordandoci che avremo anche una QBO- anche quest’anno potremmo assistere a dinamiche emisferiche capaci di stravolgere l’andamento stagione. Vedremo se ciò si tradurrà in ondate di freddo alle nostre latitudini.


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