Marte, geologi entusiasti

Il sito di atterraggio del China Rover China Mars ha entusiasmato i geologi.


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Vulcano Marte

Sono diverse le risposte che possono soddisfare la domanda del perché il sito di atterraggio del Rover China Mars ha entusiasmato i geologi come andremo ora a vedere qui di seguito. Infatti, gli scienziati cinesi hanno iniziato ad analizzare le prime immagini satellitari insieme alle mappe geologiche del pianeta e nel far ciò hanno individuato quello che potrebbe essere un possibile vulcano.

 

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Questa, se confermata, è la prima importante scoperta del Rover che il governo di Pechino ha lanciato su Marte. Nessuna sonda aveva mai individuato qualcosa di simile. La suddetta forma conica, visualizzata nelle immagini aree, che si trova a circa tre chilometri dall’attuale posizione del lander cinese, ha da subito catturato l’attenzione degli scienziati cinesi, perché potrebbe trattarsi di un’importante scoperta scientifica che spiegherebbe uno dei tanti misteri del pianeta rosso. Sul nostro pianeta, la Terra, questo genere di vulcani è associato alla produzione di metano da parte di batteri. Per questo motivo la scoperta della loro presenza su Marte spiegherebbe la grande quantità di metano precedentemente riscontrate su questo pianeta.

 

Il resto del complesso piano cinese della spedizione su Marte prevede una 90 giorni di viaggi “marziani” gestiti da diversi team, nel tentativo di raggiungere il maggior numero possibile di obiettivi. Per riuscire in questa impresa il Rover China Mars, che pesa 240 chili, viaggerà sulla superficie marziana ad una velocità di 200 metri all’ora circa.

 

A quanto è dato sapere, il lander cinese, molto probabilmente, si è insediato su di una pianura sabbiosa, non molto lontano dai luoghi atterraggio dei Rover Perserverance e Curiosity gestiti dagli scienziati americani della Nasa.

 

Un altro dei principali scopi di queste missioni esplorative spaziali è quello di rilevare se esiste o no un litorale sul pianeta rosso visto che il luogo di atterraggio potrebbe corrispondere alla costa di un oceano che anticamente copriva la parte più a nord del pianeta. Lo stesso Yuyan Zhao, un illustre geochimico di Guiyang coinvolto in questa spedizione marziana, afferma infatti che una delle priorità di questa prima missione cinese è proprio quella di studiare la composizione dei sedimenti per dimostrare l’alterazione subita da questi sedimenti per via della loro interazione con l’acqua.

 

Però uno dei problemi principali che attualmente si presentano le spedizioni marziane è che, purtroppo, i resti di questo antico bacino idrico possono essere stati contaminati da dei recenti processi geologici avvenuti sul pianeta. L’area dello sbarco di China Mars presenta diverse dune di sabbia che mostrano come i venti viaggino da sud est o nord ovest. Probabilmente il sito di atterraggio presenta alcune rocce giunte da crateri vicini all’impatto, rocce che saranno anche loro da studiare.

 

I ricercatori cinesi, come già quelli americani prima di loro, sperano di trovare del ghiaccio sotto la superficie del pianeta. Infatti, gli avvallamenti non troppo profondi e le scogliere viste nelle immagini aeree sono in realtà molto simili agli stati di permafrost che si possono vedere in Canada e in Siberia e potrebbero essere state formate anche loro dal ghiaccio.


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