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Dicembre nero per i ghiacci polari
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Purtroppo ancora un mese negativo per i ghiacci artici. E come se non bastasse anche l'Antartide mostra un cenno di arresto. Vediamo i dettagli.
Mentre l'Antartide si mostra se non altro stabile,
l'Artide drammaticamente continua a diminuire in modo netto.
Aldo Meschiari: 03-01-2007 ore 13:18
La banchisa polare artica in dicembre dovrebbe misurare circa 13,4 mil di kmq, secondo le medie trentennali. Ed invece il dicembre 2006 si è fermato a 12,2 mil di kmq: un deficit di circa 1,2 mil di kmq. Continua il trend negativo, anche se in inverno la percentuale del deficit è naturalmente minore rispetto ai mesi estivi. Infatti 1 milione su 13 non ha certo lo stesso peso che su 6, come accade tra agosto e settembre. Osservando però il grafico delle variazioni dell'estensione della banchisa polare artica non c'è certo di che essere ottimisti.
Non bene neppure i ghiacci marini antartici, che fanno misurare un piccolo arretramento: la media tentennale del mese di dicembre dovrebbe essere di 11,1 mil di kmq: il mese scorso ci si è fermati a 10,6 mil di kmq, con un deficit di 0,5 mil di kmq.
1° Pannello: Image courtesy: http://www-nsidc.colorado.edu/data/seaice_index/
2° Pannello: Grafici delle variazioni delle estensioni delle banchise artica e antartica. Image courtesy: http://www-nsidc.colorado.edu/data/seaice_index/
Certo osservando le carte delle anomalie termiche al suolo sempre del mese di dicembre 2006 risulta chiaro che tutto l'emisfero boreale ha vissuto uno dei dicembre più caldi di sempre, soprattutto alle altitudini temperate, e paradossalmente molto meno accentuata è risultata l'anomalia termica positiva sul polo. Invece in Antartide troviamo un mese di dicembre molto freddo in area continentale, mentre le temperature sono risultati più miti (ma sostanzialmente fredde o nella norma) in area marittima.
3° Pannello: fonte NOAA.
Dalla carta delle anomalie nella concentrazione dei ghiacci vediamo come tutte le aree periferiche della banchisa polare artica risultino in forte arretramento. In particolare molto penalizzata risulta l'area europea e quella canadese-groenlandese. Molto inferiore alle medie anche l'area dello stretto di Bering. Più complessa la situazione antartica. Mentre la zona meridionale e quella orientale sono in trend positivo, l'area occidentale è invece in trend negativo. Più complicata la zona settentrionale, con aree in crescita ed altre in decrescita.
4° Pannello: Image courtesy: http://www-nsidc.colorado.edu/data/seaice_index/
Infine ecco cosa dobbiamo aspettarci per il futuro: l'analisi del trend delle anomalie.
Per l'area artica risulta confermato quanto già scritto sopra.
Per l'area antartica invece sembra prevalere un trend positivo, ma qui la questione è complessa.
Dobbiamo infatti ricordare che il dato dell'Antartide non è molto significativo, misurando un trend di soli -0,2% per decade. Il dato non è sufficiente per essere indicativo, essendo compreso in un range di errore di +/- 2,5%.
5° Pannello: Image courtesy: http://www-nsidc.colorado.edu/data/seaice_index/
In conclusione mentre l'Antartide si mostra se non altro stabile,
l'Artide drammaticamente continua a diminuire in modo netto.
Aldo Meschiari - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it
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