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Capodanno tra Rovereto e la Valsugana
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L'itinerario tutto trentino ci conduce anche attraverso gli altopiani di Folgaria e Lavarone, con le numerose piste da sci. Frequentati centri termali sono Levico e Vetriolo.
Nella prima immagine (fonte www.science.unitn.it) il Castello di Rovereto visto dall'alto. Nella seconda immagine, una veduta invernale di Lavarone (fonte www.montagnaconamore.it)
Nello slargo della Val Lagarina, il Leno attraversa la città di Rovereto prima di gettarsi nell'Adige. Venezia tenne la zona per meno di un secolo (1416-1509), abbastanza per impiantare gelsi nella valle, sviluppando l'industria della seta.
Il Castello, eretto dai Castelbarco nel sec.XIV e ingrandito dai veneziani nel XV, ospita il Museo storico italiano della Guerra, la più vasta e interessante raccolta esistente in Italia di oggetti, memorie e documenti relativi alla Prima Guerra Mondiale.
Ai piedi del Castello, il Palazzo del Municipio è del sec.XV-XVI. Di fronte, a fianco di un mortaio austriaco Skoda impiegato nella Grande Guerra, la lapide ai caduti della Legione Trentina, con i busti di Damiano Chiesa e Fabio Filzi. Un tempo allestito nel Municipio, dal 1994 il Museo Civico si è trasferito nella sede di Largo S.Caterina. Ospita interessanti collezioni di archeologia, arte, storia, folclore, storia naturale e numismatica.
Presso il Municipio è invece la sede del Museo Depero, sezione roveretana del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, che raccoglie le opere del pittore futurista Fortunato Depero (1892-1960).
Il Sacrario di Castel Dante, 2 km a sud, è un imponente costruzione cilindrica che contiene le salme di 20.000 caduti italiani, boemi, slovacchi e austriaci della Prima Guerra Mondiale. Nei pressi i ruderi del Castello medievale di Lizzana, che avrebbe ospitato Dante nel 1303.
Ogni sera, dal vicino Colle di Miravalle, dove è un vasto piazzale panoramico ove sventolano le bandiere di molte nazioni, giungono i rintocchi della campana dei Caduti, fusa col bronzo dei cannoni della Grande Guerra, pesante 226 quintali e alta 3,36 metri.
Dalla conca di Rovereto, la val Terragnolo conduce alle distese ondulate degli altipiani di Serrada, Folgaria e Lavarone, dove alla tonalità tenue dei prati si alterna quella cupa dei boschi, salvo che in inverno quando ovviamente è il bianco il colore dominante.
Folgaria, a 1168 metri, è una stazione turistica frequentata sia in inverno, per lo sci, che in estate, per le distensive escursioni tra verdi praterie e fitti boschi. In tutto il suo altopiano permangono molte testimonianze della Grande Guerra. Da qui prese infatti l'avvio l'offensiva del 1916 che, nelle intenzioni dell'Austria, avrebbe dovuto travolgere le linee italiane. 220.000 morti furono invece il tremendo bilancio dell'operazione. Una seggiovia sale al Sommo Alto, m 1613, su cui sorgono i resti di un forte austriaco. Una cabinovia porta a Malga Cornetto, m 1635, da cui si gode il panorama sul Pasubio e, oltre l'Adige, sui Campanili del Brenta.
Anche Lavarone, m 1171, e il suo altopiano sono frequentati per turismo e villeggiatura per quasi tutto l'anno. Presso la frazione Chiesa, in una conca di abeti e faggi, si trova il piccolo Lago di Lavarone, frequentato dai pattinatori d'inverno. A 1,5 km dalla frazione Coppella, c'è il Forte Belvedere, costruito dagli austriaci in posizione dominante. Al suo interno è stato allestito un piccolo museo, con armi, cimeli e fotografie relativi alla Grande Guerra.
Folgaria, assieme a Lavarone e Luserna, fa parte dell´area omogenea degli Altipiani Trentini, tre distinte comunità accomunate dalla storia: patrimonio comune sono la colonizzazione tedesco-cimbra (X-XIII secolo) di cui Luserna è tuttora testimonianza vivente (vi si parla tuttora il ´cimbro´ antica lingua riferibile al medio alto tedesco), quindi l´esperienza delle comunità rurali, di cui la Magnifica Comunità di Folgaria è l´esempio più significativo.
Valicato il Passo della Fricca si scende verso il Lago di Caldonazzo per giungere poi a Levico Terme, situato in una conca circondata dal verde, a circa 500 metri di quota sulle rive del lago omonimo. Le acque fortemente mineralizzate di questo paese, si usavano già nel '700, il primo stabilimento entrò in attività nel 1860.
Da Levico, una strada tortuosa di grande interesse paesistico sale in 12 km a Vetriolo Terme, a quota 1500. Il paese, frequentato per villeggiatura e sport invernali, oltre che per le acque arsenicali-ferruginose, si affaccia sulla Valsugana dalle verdi pendici della Panarotta.
Borgo Valsugana, principale centro della valle, è importante centro agricolo e industriale. Arroccato sul fianco del monte, in posizione dominante, si trova quel che resta del duecentesco Castel Telvana. Nel centro storico interessanti testimonianze di architettura medievale. Nelle chiese di Santa Maria e San Rocco sono visibili affreschi di pregevole fattura.
Si prosegue per la Valsugana fino a Grigno, quindi si svolta a sinistra iniziando a salire, immersi nel paesaggio alpestre della Val di Tesino. Si incontra, a 871 metri, Castel Tesino, soggiorno estivo e di sport invernali, con affreschi quattrocenteschi nella chiesa dei Ss.Ippolito e Cassiano. Salendo ancora si giunge agli oltre 1600 metri del Passo del Brocon, da cui si scende in Val di Cismon. Bel panorama sulle Pale di San Martino.
La cucina è quella consueta trentina, con elemento di base la polenta, spesso abbinati a piatti di cacciagione, e influssi tirolesi, evidenti nei canederli (versione trentina degli knodeln, i grossi gnocchi di pane diffusi in tutta l'Austria e in buona parte della Germania), nel gulasch e nei dolci strudel e zelten. Piatti tipici anche gli strangolapreti, la carne salada, il pollo ripieno alla trentina. Più propriamente roveretani i probusti (salsicciotti di coppa di maiale e polpa di vitellone) con crauti e lo smacafam (polenta guarnita di lardo e salsiccia cotta al forno). L'offerta dolciaria naturalmente include anche le marmellate e le crostate fatte con i frutti di bosco (lamponi, mirtilli), di cui c'è ampia disponibilità in regione. Le vigne trentine producono numerosi ottimi vini, i rossi Cabernet, Pinot Nero, Merlot e Teroldego, i bianchi Chardonnay (anche spumante), Muller-Thurgau, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling e Traminer Aromatico.
In questo weekend di Capodanno, i visitatori troveranno l'altopiano innevato a partire dai 1200-1300 m di quota, seppure con poca neve. La viabilità è buona a tutte le quote e non richiede gomme da neve. Nell'area sciistica di Folgaria e di Lavarone tutti gli impianti e le piste sono in funzione.
Le previsioni sono per cielo sereno o poco nuvoloso sabato (nessuna precipitazione) per nubi alte in transito specie nella seconda parte della giornata. Temperature in aumento, soprattutto in valle, massime in contenuto calo, zero termico sui 2400 metri. A Folgaria estremi -6°/+4°C. Venti calmi o deboli variabili in valle, in montagna fino a moderati occidentali. Domenica da poco nuvoloso a nuvoloso per nubi alte, con aumento della copertura nuvolosa in serata, ma ancora assenza di precipitazioni. Temperature in aumento (a Folgaria estremi -4°/+5°C), zero termico a 2700 metri. Venti moderati occidentali in quota, in valle deboli variabili, tendenti a disporsi da sud. Lunedì, giorno di Capodanno, cielo molto nuvoloso, poi coperto in serata. Dal pomeriggio/sera precipitazioni deboli o moderate diffuse, nevose inizialmente oltre i 1600 metri, con quota in calo a 1100-1200 metri in tarda serata. Temperature minime in aumento, massime in lieve calo (a Folgaria -3°/+4°C), zero termico in progressivo calo, fino a 1700 metri in serata. Venti moderati sudoccidentali, in quota localmente forti.
Giovanni Staiano - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it
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