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Non ci sono più le mezze stagioni: dall'Estate all'Inverno in una settimana?
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Expert

Ma come, dopo i 25 gradi diffusi su tutto il paese (con punte di 30°C al sud), dopo il clima tardo-estivo di queste settimane, ora sembra arrivare non l'Autunno, ma direttamente l'Inverno su buona parte dell'Europa, ed in proporzione anche in Italia ? Ma sarà vero?

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Multimodel a 500 hPa modificata dall'autore e valida per il 2 Novembre. Fonte: www.meteogiornale.it/mappe.

Basta osservare la Multimodel a 500 hPa qui riportata e modificata dall'autore e valida per il 2 Novembre, per rendersi conto che ciò che propongono i due principali modelli internazionali, GFS e ECMWF, è un vero e proprio colpo di scena, un coup de theatre!
Si passerebbe infatti da valori termici da tarda Estate, con massime diffuse sul territorio nazionale e in Europa ben al di sopra delle medie (fino a +10°!) nel giro di pochi giorni a valori tipici non dell'Autunno, ma addirittura dell'Inverno. Perché se quelle carte venissero confermate, buona parte dell'Europa centro-orientale piomberebbe nell'Inverno più freddo, con nevicate e gelate diffuse.

Il Vortice Polare si trasferirebbe direttamente sulla Scandinavia, aiutato da un potente blocco atlantico, e da lì invierebbe un attacco devastante su tutte le regioni europee centrali e orientali, dalla Germania alla Russia, dalla Scandinavia alla penisola balcanica. Ed in parte verrebbe colpita anche l'Italia, con particolare riguardo delle regioni orientali ed adriatiche.
Solo ieri spiegavamo che dopo il tempo molto mite di questa fine di Ottobre, si sarebbero poste le condizioni per la formazione di un potente Omega blocking sull'Europa.
Ma dicevamo anche che era quasi impossibile stabilire l'esatta collocazione delle saccature artiche e del promontorio sub-tropicale. Oggi i modelli vedono il blocco anticiclonico posizionato proprio tra le isole britanniche e l'Islanda, e ciò causerebbe una discesa fredda molto più ad ovest di quanto ipotizzato ieri.

Ritengo che a questo punto sia opportuno fare un po' di chiarezza, valutando quali sono le certezze e quali invece le variabili più ballerine. E per fare ciò quale metodo migliore che sfruttare una stima delle probabilità fondata su percentuali? Sappiamo che si tratta solo di semplificazioni, ma a volte risulta molto più efficace una spiegazione semplificante che lunghi discorsi fumosi sul ... nulla.
Infatti bisogna premettere che il periodo considerato rientra a pieno titolo nel lungo termine, visto che si parla di proiezioni a 7 giorni, per il 2-4 Novembre. Ciò, come ben sappiamo, significa che l'attendibilità è bassa, e comunque da monitorare costantemente. Ciò non significa però che non si possano trarre alcuni utili spunti per indovinare le mosse future della Natura

1. Nel medio-lungo termine vi sarà una forte irruzione fredda sull'Europa: percentuale alta (60-80%)
Come molti commentatori e analisti hanno già ribadito,
i tempi sono maturi per la prima vera stoccata pre-invernale su parte del vecchio continente.
A livello emisferico si sono formati molti serbatoi freddi collegati al VP, uno dei quali si trova sopra la Russia europea e la Scandinavia. Un altro molto importante si trova sopra la Groenlandia. Stiamo parlando soprattutto della quota geopotenziale di 500 hPa (5500 metri circa). Questa grande massa di aria artica cercherà, secondo le normali leggi della dinamica e termodinamica dell'atmosfera, uno sfogo verso sud. E quindi l'Europa sarà molto probabilmente investita dalla prima vera irruzione fredda entro una settimana.

L'Italia sarà colpita solo in parte da aria fredda nord-orientale: percentuale medio-alta (50-60%)
È molto probabile che una delle vie seguite dall'aria gelida per scendere verso sud sia quella scandinava-russa attraverso poi le regioni orientali europee verso la penisola balcanica (80%). Ma è altresì probabile che la colata artica interessi anche le regioni centrali europee, dalla Danimarca alla Germana fino alle regioni alpine (60%). L'Italia ha discrete probabilità di essere interessata soprattutto nel lato più vulnerabile a irruzioni come questa, quello adriatico. Ma risulta ancora prematuro (e direi scorretto) assicurare un coinvolgimento diretto del nostro paese: ipotesi che per ora mi sembra ancora incerta (40%). Vi sarà però sicuramente un notevole ridimensionamento termico, ma sulla ipotesi "anticipo invernale" vi è ancora molto da attendere prima di proporla come sicura.

Arriverà la prima neve a quote basse sul nostro paese: probabilità molto bassa (20-30%).
Non possiamo escludere che nel caso di una entrata franca nel bacino del Mediterraneo centrale le regioni adriatiche a quote collinari possano vedere le prime spruzzate nevose. Ma ripeto, solo nel caso che l'Italia venga investita in pieno dalla colata polare. Ritengo, a tuttora, molto improbabile una evoluzione del genere. Mentre la neve in montagna, dove vi saranno precipitazioni, sarà molto probabile.

In conclusione permettetemi una considerazione finale.
In questi ultimi anni stiamo assistendo a una forte estremizzazione dei fenomeni atmosferici in Europa. Si passa repentinamente da fasi molto miti a situazioni fredde con estrema frequenza. Questo è un chiaro segno di un mutamento climatico: se noi allarghiamo lo sguardo dal singolo evento e ci spingiamo ad osservare la frequenza di tali situazioni estreme nell'arco di anni, ci renderemo conto che qualcosa sta cambiando. È un bene, è un male? È un segno del Global Warming? È un naturale mutamento climatico ciclico ? È colpa dell'uomo? È colpa della Corrente del Golfo?

The answer is blowing in the wind, citando Dylan.
Ma a parte gli scherzi, e se è vero che nessuno può davvero sostenere scientificamente una causa precisa di tale cambiamento, non possiamo non rilevare che il tutto avviene comunque in un contesto caldo a livello globale rispetto agli ultimi secoli e soprattutto che ciò non deve essere un alibi per abbassare la guardia di fronte a ciò che già si sa: l'inquinamento antropico è reale e molto pericoloso.

Aldo Meschiari - Nuovo forum, nuovo sito: www.mtgforum.it

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