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Parco Nazionale d'Abruzzo

L'incanto e la pace della montagna appenninica (parte II)

Depositi morenici, grotte, fenditure e doline, glaciazioni e fenomeni carsici hanno modellato il territorio del parco.

Il territorio del Parco è stato modellato dalle glaciazioni e dai fenomeni carsici, testimoniati da circhi glaciali nella parte alta delle vallate, depositi morenici, grotte, fenditure e doline. Le rocce sono per la maggior parte di natura calcarea.

Come abbiamo già potuto vedere dalle immagini di pagina 1 il paesaggio è straordinario nella sua varietà: le Montagne di natura dolomitica, alternano vette tondeggianti, tipiche dell'Appennino, a pendii dal tipico aspetto alpino. La zona centrale del Parco è percorsa dal fiume Sangro.

Zone di particolare rilievo per la loro bellezza, sono: la Camosciara, la Val Fondillo, il lago di Barrea ed il valico di Forca d'Acero, per la parte riguardante la parte Abruzzese.

immagine 1 del capitolo 2 del reportage 6514 Primo piano Monte Sterpi d'Alto (Camosciara)

immagine 2 del capitolo 2 del reportage 6514 Cascata delle Tre Cannelle

immagine 3 del capitolo 2 del reportage 6514 In primo piano Monte Amaro di Opi, riserva integrale e Monte Petroso

immagine 4 del capitolo 2 del reportage 6514 Monte Morsicano, aspro, selvaggio, come si può ammirare dalla Camosciara

immagine 5 del capitolo 2 del reportage 6514 Sullo sfondo la catena delle Mainarde, che segnano il confine tra Abruzzo e Molise. Essa comprende cime che superano i 2000 metri. Le Mainarde, come il resto delle montagne appenniniche, sono molto antiche e di origine calcarea.

Testi e foto di Sandra Gobbetti

Pubblicato da Redazione MeteoGiornale

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