Zingarate.com - viaggiatori low cost

 
 

Meteo Giornale » Archivio » Climatologia Asia »

Paragoni climatici tra le vallate dell'Himalaia e l'altopiano del Tibet
0 Commenti » Commenta

La catena himalaiana divide il clima umido e monsonico del subcontinente indiano con quello tendenzialmente arido delle zone centrali del continente asiatico. Confrontiamo zone a sud e a nord di questa catena montuosa.

immagine articolo 6111

Fonte immagine www.morguefile.com.

E' ben noto quanto le alte catene montuose riescano a delimitare i climi in modo naturale. Questo fenomeno è incrementato quando la catena è alta ed estesa. In questo caso specifico, ci troviamo di fronte alla catena più alta del mondo, dove c'è l'Everest con i suoi 8848 m (senza dimenticare tante altre cime famose che oltrepassano gli 8000 m, tipo il K2 con 8611 m,l'Annapurna con 8091 m ecc..). Solo che, dietro questa catena e a nord di essa, si estende un altopiano altrettanto famoso che è il Tibet (attorno a 4000 m di altezza, ma dove all'interno di esso si trovano varie alte catene montuose). Vari paesi si dividono queste zone; se il nord, cioè il vasto territorio del Tibet, è della Cina, i versanti ripidi del sud dell'Himalaia sono ripartiti tra India, Nepal, Bhutan e il territorio del Kashmir, conteso e di fatto diviso tra tre paesi: India, Pakistan e Cina.

Per rendere lo studio più semplice e diretto, scegliamo alcune città che rappresentano in fondo le zone climatiche tipiche di queste vallate, dove si concentrano gli insediamenti umani. Facendo il giro da nord verso sud in senso anti-orario, abbiamo scelto queste città:
Lhasa (Tibet - Cina) 3685 m, 29° 40' Nord 91° 07' Est
Kashi (Turkestan - Cina) 1309 m, 39° 24 N 76° 07' E
Srinagar (Kashmir - India) 1587 m, 34° 05' N 74° 50' E
Simla (Himalaia - India) 2202 m, 31° 06' N 77° 10' E
Katmandu (Himalaia- Nepal) 1338 m, 27° 42' N 85° 12' E
Darjiling (Himalaia - India ) 2265 m, 27° 03' N 88° 16' E

Iniziamo a presentare la tabella delle temperature medie minime e massime mensili:

CittàT mGFMAMGLASOND
LhasaMin-10-7-21599971-5-9
Max791216192423222117139
KashiMin-11-72914182019146-2-8
Max161322273233322822123
SrinagarMin-2-13711141818125-1-2
Max571419242931312822169
SimlaMin2371114161615141174
Max8914182223211919171411
KatmanduMin2471216192020191373
Max181925283029292828272319
DarjilingMin226912131414131063
Max891417181819181816129

Si nota l'effetto delle catene montuose, le quali hanno creato al sud un clima più mite sui versanti di media altezza, rispetto al nord più continentale (e più arido come vedremo dopo). Le temperature, infatti, non risentono solo dell'altezza della località e della latitudine, ma anche dell'orientamento delle montagne e vallate rispetto ai monsoni apportatori di piogge. Laddove queste arrivano, tendono ad abbassare le medie estive. Invece le zone che ne rimangono prive, subiscono un aumento notevole della temperatura d'estate. Da non scordare l'effetto fohn ben noto sui versanti settentrionali, come nella città di Kashi nel Turkistan cinese (a ovest del Xinjiang), ma anche nella stessa Lhasa, circondata da alte montagne nel Tibet.

La mitezza nelle città del sud si rispecchia anche nell'escursione termica mensile, rispetto alla maggiore continentalità delle città del nord, dove l'inverno è molto più rigido anche se poco nevoso a causa della siccità invernale, come vedremo nella tabella seguente. Abbiamo ad esempio a Lhasa in media solo sette giorni con nevicate, sparse tra dicembre ed aprile, mentre le piogge si concentrano tra fine maggio e metà settembre).

Ecco la tabella delle precipitazioni medie mensili ed annue:

CittàGFMAMGLASONDAN
Lhasa01385256412289661330408
Kashi15313585108335886
Srinagar747191946136586138311033658
Simla61696153661754244341603313281577
Katmandu1541235812224637334515538831427
Darjiling1328431042165897986384471302383037

Le città rivolte verso il monsone, cioè verso sud-est (o sud), ricevono piogge torrenziali d'estate. Nel Kashmir ci sono precipitazioni sia invernali, che rappresentano quel che resta delle perturbazioni provenienti dall'ovest, sia estive, per effetto del monsone. Lhasa invece vede una forte diminuzione nei totali complessivi visto che è riparata da alte montagne. A maggior ragione kashi vede quasi scomparire le piogge fino a farle diventare rare in tutte le stagioni (siamo al limite del deserto di Taklimakan).

Si nota che la neve risulta rara a media altezza, anche per la siccità relativa invernale (tranne che nel Kashmir), invece d'estate i cumuli possono diventare molto abbondanti sulle alte montagne dell'Himalaia e del Tibet, ma solo ad altitudine elevata. In ogni caso, i cumuli sembrano minori come valori in acqua rispetto alle montagne di media altezza e che ricevono i monsoni a sud. Ciò non impedisce la formazione dei ghiacciai o la presenza di nevi persistenti che risultano però ad altitudini più basse nel versante sud più umido (himalaiano), attorno a 5000 m (a volte più a basso), che nel versante nord (tibetano), dove si hanno attorno a 6000 m (a volte ancora più in alto), proprio per l'aridità o la semi-aridità che regna in queste ultime zone.

Se dovessimo classificare queste zone secondo il climatologo Koppen avremo varie cime col clima EFH cioè clima glaciale di alta montagna (media del mese più caldo sotto lo zero). Anche il tipo ETH è spesso presente, cioè il clima della tundra o semi-nivale di alta montagna (media del mese più caldo sotto i 10°C). Invece le città scelte, che sono di fondo valle, dove si concentrano le popolazioni, hanno i seguenti tipi di climi:
Lhasa BSk, clima steppico freddo; Kashi BWk clima desertico freddo; Srinagar Cfa, clima umido con estate calda; Simla Cwb; clima umido con inverno secco ed estate moderatamente calda; Katmandu Cwa clima umido con inverno secco ed estate calda; Darjiling Cwb, clima umido con inverno secco e estate moderatamente calda. Per la classificazione completa dei climi di Koppen si rimanda a www.meteogiornale.it/news/read.php?id=13273.

Infine, si può dire dopo questo veloce studio della zona, che è naturale vedere le popolazioni concentrarsi nelle zone a bassa quota quando le alte montagne non offrono quasi mai la possibilità di sopravvivenza. A meno che queste stesse montagne non servano da rifugi contro le varie tipologie di persecuzioni. Per questo motivo, non mancano neanche qui gli insediamenti umani, che devono comunque sottoporsi agli estremi climatici di queste zone inospitali.

Andre Eid

Condividi Meteo Giornale

Inizio Pagina

Lascia un commento

(commento da 100 a 1000 caratteri)

I commenti dei lettori

Questo articolo non ha ricevuto commenti