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In Molise, fra Isernia e le campane di Agnone
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D'obbligo un salto nella nevosissima Capracotta. Merita una breve visita anche Pescolanciano.
La Fontana Fraterna di notte e la Cattedrale di Isernia, nelle immagini gentilmente concesse da www.prolocoisernia.it.
Giovanni Staiano: 27-05-2006 ore 09:20
Scegliamo questa volta per il fine settimana il Molise, la più piccola regione italiana dopo la Val d'Aosta e se non erro la più giovane.
Per molto tempo la provincia di Campobasso è stata l'unica provincia della regione, fino a che, nel 1970, è stata istituita la provincia di Isernia, che occupa lo spicchio nordoccidentale della regione, senza sbocco al mare.
Il tempo sarà bello questo weekend. Sabato avremo ad Isernia cielo sereno o poco nuvoloso (modesti addensamenti nelle ore pomeridiane), temperatura minima e massima 13°-26°C, vento debole da sudovest. Domenica condizioni stazionarie, salvo forse un lieve aumento della minima.
Isernia antica è allungata e stretta su uno sperone di travertino fra i valloni del Carpino e del Sordo, tributari del Volturno. Più a monte si allarga la città moderna, cresciuta parecchio proprio dopo l'istituzione della provincia. Anche Isernia ha spesso sperimentato in passato le distruzioni dei terremoti e anche quella dovuta alle bombe nel 1943.
Piazza Celestino V, cuore della città, accoglie la Fontana Fraterna, simile a una loggia su colonnine dai capitelli ornati, costruita nel sec.XIV. Il lungo Corso Marcelli, spina dorsale della città vecchia, ci porta poi alla Cattedrale, di forme classicheggianti, costruita nel 1837 sugli avanzi di un edificio precedente. Anche la vicina Chiesa di San Francesco è stata ricostruita, questa nel 1756, ma conserva il portale romanico.
In Piazza Santa Maria sono i resti della chiesa romanica di Santa Maria Assunta, distrutta dalle bombe nel 1943. Questa apparteneva a un convento di benedettine e in alcuni locali dell'ex convento si trova il Museo Civico, la cui principale attrazione sono i reperti paleolitici provenienti dall'area archeologica in località La Pineta, dove nel 1979 sono emerse tracce di un vasto insediamento.
Nei dintorni segnaliamo alcuni bei borghi, a partire da Pescolanciano, borgo antico murato in cui sorge un Castello medievale, rimaneggiato nei secoli XVI-XVII.
Eccoci a Capracotta, altissimo paese molisano a quota 1421, ben conosciuto fra gli appassionati di meteorologia per le abbondanti nevicate invernali. Situato fra pascoli e pinete (con i numerosi tratturi della transumanza che ancora solcano il territorio), è frequentato per villeggiatura estiva e sport invernali.
Approdiamo quindi ad Agnone. In quanti campanili rintoccano le campane fuse in questo antichissimo borgo? Sicuramente moltissimi, visto che l'arte delle campane vi si pratica dal Medioevo, come pure quella orafa. Nella Pontificia Fonderia Marinelli si può assistere alla produzione di campane ed è annesso un museo dedicato all'antica tradizione. Interessanti le chiese di S.Emidio e S.Chiara.
La cucina molisana abbonda di piatti di capretto e agnello, come ovvio in una regione dove l'allevamento ovino è stato per secoli l'elemento fondamentale dell'economia rurale. Ecco allora l'agnello alla griglia o al forno, la pecora al caldaro, la coratella d'agnello, i turcinelli arrostiti (interiora d'agnello raccolte a racchiudere un insieme di frattaglie dell'animale), la pezzata (spezzatino di pecora con patate). Anche nei primi ritroviamo le tagliatelle al sugo d'agnello, ma anche le sagne con carciofi e i cavatelli al sugo di carne o ancora al ragù di agnello. In stagione numerosi i piatti con funghi porcini. Molti i formaggi, e non solo pecorino, visto che è ampia l'offerta di burrini, caciocavalli, scamorze. Vino Doc è il Pentro d'Isernia.
Giovanni Staiano
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