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Un bellissimo Veneto minore: le mura di Montagnana, il Castello dei Carraresi di Este, la collina di Monselice
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Le mura di Montagnana, trecentesche, esaltate dal fossato a prato, valgono da sole il viaggio. A Este da vedere anche il Museo Nazionale Atestino.

immagine articolo 5848
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Le mura di Montagnana e il Castello dei Carraresi di Este, nelle immagini di Alessandro Staiano.

La cittadina veneta di Montagnana, in provincia di Padova, è celebre per le intatte mura merlate guelfe, che disegnano un rettangolo regolare e si alzano sopra l'erba verde del fossato. Nella loro forma definitiva le volle Francesco il Vecchio da Carrara nel 1360-62, anche se il borgo era stato già fortificato da altri padroni. Nell'interno si riconosce un integro disegno urbano, con vie a portici, una grande piazza e una atmosfera da antica cittadina agricola.

L'area racchiusa dalle mura misura 24 ettari, il perimetro delle stesse sfiora i 2000 metri. Le cortine merlate sono rafforzate da 24 torre e aperte da 4 porte, fra cui spicca la Porta Legnago (1362), con ponte fortificato, dominata dalla Rocca degli Alberi, oggi sede dell'Ostello della Gioventù.

Appena fuori le mura, all'esterno di Porta Padova, il Palazzo Pisani, progettato dal Palladio, fu eretto nel 1560. La citata Porta Padova, con l'alta torre Ezzelina, è annessa al Castello di San Zeno, costruito nel 1242 da Ezzelino da Romano, che ospita un Museo Civico, con reperti delle età del Bronzo e del Ferro, corredi tombali romani e ceramiche medievali.

Nella vasta e centrale Piazza Vittorio Emanuele, circondata da edifici a portici, il Duomo fu eretto in forme gotico-rinascimentali dal 1431. Notevoli il portale, attribuito al Sansovino, il fianco destro e la grande abside poligonale del transetto destro. Sopra l'altar maggiore, una Trasfigurazione del Veronese. Fra i numerosi palazzi del centro storico spicca Palazzo Magnavin-Foratti.

Nella vicina Este si spengono nella pianura le ultime ondulazioni dei Colli Euganei. L'impronta architettonica è dtata dal Castello dei Carraresi (1339-40), con la sua cinta intatta di mura merlate intervallate da 12 torrioni e torricini, inerpicatesi in parte sul colle dove sorge il mastio, e dal costruire che fecero, tra '600 e '700, le nobili famiglie veneziane che scelsero il luogo per "stare in villa".

L'insediamento si chiamava Ateste e, nell'età del ferro, fu principale sede dei veneti, genti indoeuropee provenienti, forse, dall'Asia Minore. La potente famiglia Este rimase qui due secoli, ma ebbe poi maggior lustro altrove (Ferrara e Modena).

All'interno della cinta del Castello è ora un giardino pubblico, presso l'ingresso del quale un palazzo cinquecentesco ospita il Museo Nazionale Atestino, importante raccolta archeologica, con sezioni preromana e romana. La prima raccoglie collezioni preistoriche che offrono un quadro dell'antica civiltà veneta, la seconda contiene iscrizioni, mosaici, avanzi architettonici, sculture, vetri.

Nel Duomo, ricostruito dopo il terremoto del 1688, varie opere di pittura e scultura, fra cui all'abside una grande tela del Tiepolo (Santa Tecla libera Este dalla peste del 1630).

Il giro di Este si completa con una passeggiata nella centrale Piazza Maggiore, da cui si diparte verso sudovest l'ampia Via Matteotti (quasi una piazza anch'essa), alla cui estremità meridionale è la Porta Vecchia o Torre Civica.

Il Mons silicis romano che dà il nome a Monselice è un conetto di roccia nella piana a sudest dei Colli Euganei, scavato dalla cava di trachite, che per due volte servì a pavimentare la veneziana Piazza San Marco. Caratterizzano la città la rocca in cima e vari monumenti lungo una passeggiata che avvolge il pendio.

Partiamo dal basso, dalla centrale Piazza Mazzini, quadrata, dominata dalla duecentesca Torre Civica, o dell'Orologio (sec.XIII, sopraelevata nel '500). Dalla Piazza parte la Via del Santuario, suggestiva passeggiata che sale selciata incontrando i più importanti monumenti e offrendo, dalle terrazze, belle vedute sull'abitato e la pianura.
Il Castello è un notevole complesso di costruzioni dei sec.XI-XII, cui sono state fatte aggiunte successive. L'interno ospita una collezione di armi, mobili rinascimentali, arazzi e un monumentale camino a forma di torre. Poco più oltre, Villa Nani-Mocenigo (sec.XVI) ha una cinta ornata di curiose stature settecentesche di nani e una scenografica scalea a terrazze.

Il Duomo Vecchio è una chiesa romanico-gotica (1256) dedicata a Santa Giustina, con campanile anch'esso duecentesco e, nell'interno a una navata, qualche affresco e tavole d'altare di scuola veneziana del '400.
Dal settecentesco Piazzale della Rotonda (bel panorama) si entra nel Santuario delle Sette Chiese, che consta di 6 cappelle disegnate da Vincenzo Scamozzi, con tele di Palma il Giovane, allineate tra cipressi, e della Chiesetta di San Giorgio, ottagona. Al termine del viale prospetta Villa Duodo, pure di Scamozzi (1593), ampliata nel '700, quando fu anche eretta la monumentale scalea di accesso al giardino all'italiana. Ora è sede di un centro idrologico dell'Università di Padova.

Sulla sommità del colle (m 152) sono le rovine della Rocca, eretta da Federico II e rinnovata dai Carraresi. Conserva solo il mastio in un recinto rettangolare di mura. Ampio il panorama che si può ammirare.

I Colli Euganei sono rilievi vulcanici (non a caso sono molti i centri termali sulle loro pendici) dalle regolari forme coniche, isolati dalle Prealpi e dai monti Berici, culminanti nel monte Venda (m 601). Presentano ricca vegetazione, mediterranea (vi cresce anche l'olivo) sui versanti a mezzogiorno, prevalentemente a castagno a carpino nei versanti esposti a nord. L'area è Parco Regionale. Il borgo di Arquà Petrarca, nel cuore dei Colli, porta nella seconda parte del nome il ricordo del poeta che vi passò gli ultimi 4 anni di vita per morirvi settantenne nel 1371. La piazza al centro del paese accoglie il grande sarcofago su bassi pilastri, del 1380, mentre la Casa del Petrarca, cinta da un giardinetto, sorge nella parte alta del paese e custodisce cimeli del poeta, edizioni delle sue opere, autografi di visitatori illustri.

I Colli Euganei sono anche zona vinicola. Le etichette dei loro Doc portano appunto la denominazione "Colli Euganei" a precedere il nome del vino, che può essere Bianco o Rosso, entrambi anche spumante. E già che siamo a parlare di vini, mettiamoci a tavola. La cucina padovana è simile a quella veneziana (piatti comuni a tutta la regione sono la polenta e osei, la pasta e fasoi, i bigoli, grossi spaghetti al torchio), con alcune varianti locali, come nel caso dei "risi e bisi" cui viene aggiunta la padovana "oca in onto" (pezzi d'oca conservata nel proprio grasso). Tipici il riso e le tagliatelle in brodo d'anatra e il risotto con i rovinasassi (rigaglie di pollo). Dolci la pinza (con farina bianca e gialla), la smegiazza, la fugassa, i sugoli.

In questo weekend "lungo" del 1° maggio chi si recherà nella zona non troverà il bel tempo primaverile che magari sperava. Sabato avremo cielo in prevalenza molto nuvoloso, con rovesci di pioggia più probabili nel pomeriggio, ventilazione scarsa e temperature minima e massima a Montagnana (ma nelle altre cittadine dell'itinerario i valori saranno sostanzialmente analoghi) intorno 12° e 19°C (la minima sarà in serata). Situazione simile domenica, con probabilità di pioggia appena più bassa, parziali aperture nel tardo pomeriggio e in serata, temperatura minima sui 10°-11°C e massima stazionaria. Andrà meglio il 1° maggio, con un miglioramento del tempo più franco nel pomeriggio-sera e temperatura massima in aumento di 2°-3°C (minima stazionaria).

Giovanni Staiano

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