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Meteo estremo in aumento innescato dai cambiamenti climatici

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Nuovi disastri questi giorni in Veneto e Friuli. L'elenco dei fenomeni estremi da inizio estate si fa sempre più lungo. Ma l'impressione è che si continui a gestirli solo post-eventum, come se non vi fosse alcuna possibilità di previsione. Come se si trattasse di fenomeni magici o imperscrutabili, giunti da divinità lontane e oscure.

Invece le cose non stanno così.
Sappiamo da tempo quale sia la causa prima di tutto ciò. Il clima planetario sta cambiando: la temperatura globale è aumentata in pochi decenni di circa 0,6°C. E temperatura più alta significa maggiore energia in gioco.

Sappiamo anche le ragioni di questo aumento: l'azione violenta dell'uomo sulla natura, nella forma del disboscamento selvaggio, della distruzione del suolo e soprattutto della immissione indiscriminata di gas serra: CO2 (anidride carbonica), CH4 (metano) e altri.

Sappiamo che i gas serra hanno la capacità di trattenere il calore dentro la nostra sottile atmosfera: funzionano come una coperta gassosa. Quando noi abbiamo freddo ci copriamo con una coperta; se continuiamo ad avere freddo ne mettiamo un'altra e così via. Ciò impedisce al nostro corpo di perdere calore nella forma di onde infrarosse. La stessa cosa, ovviamente in modo più complesso, avviene in atmosfera. Una maggiore quantità di gas serra significa una coperta gassosa in più in grado di bloccare la dispersione del calore nello spazio.

Appurato ciò dovrebbe essere immediata l'azione: prima di tutto cerando di diminuire se non azzerare l'immissione di gas serra. Poi agendo per mitigare le conseguenze violente di un clima mutato. Infine puntare a evitare tali conseguenze violente, attraverso un'azione complessa di prevenzione a livello strutturale ma anche educativo. Un po' come si dovrebbe fare per i terremoti. Con la differenza sostanziale che i terremoti non si possono in alcun modo mitigare, mentre il Global Warming è "cosa nostra": come l'abbiamo creato così possiamo con pazienza combatterlo.

Pubblicato da Aldo Meschiari

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