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Maxi tempesta sul Polo di Saturno: forse perdura da secoli, ultime scoperte

Le fotografie realizzata dalla sonda Cassini della Nasa mostrano un imponente esagono avvistato diversi anni fa, apparentemente indistruttibile e la cui origine rimane a tutt'oggi ancora ignota. Quest'esagono non è altro che un'inquietante super tempesta, con una corrente a getto che sfreccia alla velocità di 322 chilometri orari attorno a un grande ciclone centrale. Non si sa che cosa lo sprigioni e tra i suoi confini contiene una miriade di altri vortici ciclonici estesi fino a 3.500 chilometri, circa il doppio dei più grandi cicloni terrestri. Non esiste nulla di simile nel sistema solare e resta l'enigma della persistenza: basti pensare che un ciclone sulla Terra dura circa una settimana, invece l'esagono è lì da decenni, forse da secoli. Tante sono le ipotesi avanzate mentre si spera di trovare risposta negli ultimi sorvoli di Cassini prima della sua fine di settembre. L'esistenza di questo vortice così gigante era stato scoperto dalla sonda Voyager della NASA negli anni'80.

immagine 1 articolo 47325 Questa coppia di animazioni è stata realizzata rispettivamente il 25 giugno 2013 (a sinistra) e il 25 aprile 2017 (a destra) utilizzando la camera grandangolare a bordo di Cassini. I filtri spettrali utilizzati sono il rosso, il verde e il blu, combinati per creare un'immagine a colori naturali

Gli ultimi dati confermano che il serpente aereo esagonale cambia colorazione a seconda della stagione, passando dalle tonalità azzurre a quelle dorate immortalate di recente. Nell'immagine è infatti possibile ammirare il polo nord del pianeta in colori naturali, mettendo a confronto il suo aspetto del giugno 2013 con quello visto da Cassini nell'aprile 2017. A parte la struttura sempre esagonale, i colori sono diversi. Nel 2013 l'interno dell'esagono appare azzurro, mentre all'inizio del 2017 è ricoperto da una foschia gialla, e solo la regione centrale del vortice mantiene un intenso colore blu. Le cause sarebbero legate alla differente radiazione ultravioletta solare, mentre il fatto che la zona centrale dell'esagono rimanga blu è probabilmente legata al fatto che è l'ultima ad essere esposta alla luce solare. Un'altra ipotesi è che il vortice polare abbia una circolazione interna simile a quella del centro dell'occhio degli uragani terrestri, con la direzione del flusso dall'alto verso il basso.

Pubblicato da Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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