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Irruzione artica, freddo e neve: i dettagli faranno la differenza

Diamo per scontata la realizzazione dell'impianto generale e quindi l'arrivo del freddo artico. Il primo step si realizzerà tra venerdì e sabato, allorquando avremo un impulso inseribile in quelle dinamiche meridiane che contemplano l'elevazione dell'Alta delle Azzorre verso Islanda-Regno Unito e lo scivolamento delle masse artiche alle medie latitudini.

Le successive manovre, invece, risulteranno più complesse. O meglio, i dettagli faranno la differenza. Che dettagli? Beh, il piegamento a nordest dell'Alta Pressione convoglierà aria ancor più fredda sul Mediterraneo, innescando lo sviluppo di un Vortice di Bassa Pressione. Ed è qui che entreranno in gioco due elementi imprescindibili: l'esatta traiettoria d'ingresso del freddo e conseguentemente l'esatta collocazione del Vortice ciclonico.

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Vortice che potrebbe svilupparsi sui mari meridionali qualora il blocco anticiclonico risultasse un po' più orientale e a quel punto le regioni che verrebbero colpite da nevicate a bassa quota potrebbero essere nuovamente adriatiche e Sud. Se invece il freddo assumesse una traiettoria più occidentale, il Vortice si svilupperebbe più a ovest - diciamo verso la Sardegna - e quindi si avrebbero isoterme meno orientate al ribasso ma precipitazioni più abbondanti e diffuse.

Per svelare l'arcano toccherà attendere ancora qualche giorno, probabilmente il weekend, allorquando anche i modelli avranno le idee chiare e potranno suggerirci la giusta soluzione.

Pubblicato da Ivan Gaddari

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