Questo sito contribuisce all'audience di Il Post

 
 

Meteo Giornale » Archivio » Il Punto sull'Italia »

Febbraio ha cambiato le sorti meteo dell'inverno italiano? Solo in parte, scopriamo perché

Si è concluso anche febbraio, l'ultimo dei tre mesi invernali. Sappiamo infatti che le stagioni meteorologiche sono anticipate di tre settimane rispetto a quelle astronomiche, pertanto la primavera meteorologica è iniziata il 1° marzo.

Il terzo mese della stagione invernale ha in parte cambiato le sorti di un inverno molto anonimo. L'ha fatto per quanto concerne le precipitazioni e le frequenti ondate di maltempo, non l'ha fatto per quanto concerne le temperature.

Anzi, le anomalie termiche sono cresciute proprio in concomitanza con il cambio di pattern barico, sfiorando, a fine mese, i 3 gradi rispetto alla norma.

Come mai? Perché l'asse delle saccature polari e artiche che si sono succedute a partire dalla fine della prima decade del mese, è stato molto occidentale, esponendo pertanto le regioni italiane insulari, peninsulari e del Nord-Est a frequenti richiami di aria calda subtropicale. Alcune di queste risalite calde sono state addirittura eccezionali per intensità, portando picchi termici semi-estivi su alcune zone del Sud (punte anche oltre 25°C in Sicilia e Calabria) dove si sono battuti alcuni record di caldo mensili.

E in mezzo a queste ondate di maltempo, principalmente dirette al Nord, si è avuta anche una rimonta anticiclonica subtropicale in grado di innalzare le temperature anche al Nord, specialmente in montagna.

Ma qui finiscono le "brutte notizie", perché con febbraio è terminato il lungo periodo siccitoso che rischiava di trasformarsi in un problema serio in vista della stagione estiva. La ripresa del flusso perturbato nord-atlantico ha favorito nettamente le regioni settentrionali e tirreniche, portando tantissima neve sulle Alpi, dove si è salvata in extremis la stagione turistica invernale, ed anche sull'Appennino centro-settentrionale.

immagine 1 articolo 42752 Nella seconda parte di febbraio è caduta tantissima neve sulle Alpi, ecco un esempio dal Passo del Tonale

Tantissima la pioggia caduta alle quote più basse, in diverse zone del Nord-Ovest si sono superati i 200 mm di accumulo mensile. E al Nord-Ovest, specie in Valle d'Aosta, Piemonte e entroterra ligure di ponente, è arrivata anche la neve fino al piano. Questa è l'unica zona d'Italia che ha visto una seconda parte del mese all'incirca in media anche dal punto di vista delle temperature.

Tirando le somme, possiamo considerare febbraio 2016 come un mese molto caldo ma anche nevoso in montagna al Centro-Nord. Un ossimoro? No, perché come spiegato in precedenza le anomalie termiche sono state maggiori al Sud, e al Nord non bastano un paio di gradi di anomalia positiva per impedire le nevicate montane. Anzi, è proprio in queste situazioni, con le perturbazioni atlantiche non particolarmente fredde, che le Alpi di norma fanno il pieno di neve.

L'inverno è ormai terminato, ha visto un dicembre caldissimo e siccitoso, un gennaio più caldo della norma ma non eccezionalmente mite e ancora siccitoso, un febbraio molto caldo ma anche perturbato. Nel complesso è stato quindi un inverno molto caldo e nonostante la ripresa delle perturbazioni negli ultimi 20 giorni, quasi ovunque meno piovoso (o nevoso) della norma.

Come sarà la primavera? Questi primi giorni di marzo saranno un'estensione di febbraio, pertanto avremo ancora perturbazioni a carattere relativamente freddo. Per il prosieguo della stagione rimanete sintonizzati leggendo gli aggiornamenti costanti della nostra redazione.

Pubblicato da Massimo Aceti

Inizio Pagina